28 nuove Pietre d’Inciampo: le date e le vie cittadine in cui saranno posate le formelle

 “Una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome”. È il passo del Talmud a cui l’artista tedesco Gunter Demnig si ispira per costruire quello che diventerà il più grande monumento diffuso d’Europa:

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 “Una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome”. È il passo del Talmud a cui l’artista tedesco Gunter Demnig si ispira per costruire quello che diventerà il più grande monumento diffuso d’Europa: le Pietre d’Inciampo. L’idea nasce a Colonia nel 1990 come forma di reazione al negazionismo e all’oblio suscitata allorché  in occasione della posa di un’opera scultorea a ricordo della deportazione e persecuzione nel 1940 di mille sinti della città renana, ne venne contestata la veridicità.

La Pietra d’Inciampo, piccolo sampietrino posato sui marciapiedi davanti alle abitazioni delle vittime delle persecuzioni naziste – sulla cui superficie superiore di ottone lucente sono incisi nome e cognome, data di nascita, data e luogo di deportazione e data di morte –  intende suscitare un inciampo emotivo e mentale ai passanti per riflettere su quanto accaduto in quel luogo e in quella data, per mantenere vivo il ricordo delle vittime dell’ideologia nazi-fascista nel luogo simbolo della vita quotidiana, la loro casa.

Oggi le Pietre d’Inciampo sono oltre 70mila, presenti  in 26 Paesi europei: ricordano le vittime del nazional-socialismo che per qualsiasi motivo siano state perseguitate: religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali. 

Ieri 13 gennaio a Palazzo Marino, la senatrice a vita Liliana Segre Marco Steiner, presidente del Comitato Pietre d’Inciampo,  hanno raccontato in una sala strapiena di giovani, alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale di Milano, Lamberto Bertolè,  il progetto delle  28 nuove pietre d’inciampo che in 21 vie cittadine  in memoria di altrettante vittime dei campi di concentramento. A Milano, da gennaio 2017 ad oggi,  ne sono già state poste 62 a memoria di altrettanti cittadini milanesi deportati e assassinati nei lager nazisti.

A riguardo dei sinti Roberto Cenati, presidente dell’Anpi, ha ricordato il concerto che si terrà al ridotto della Scala il 20 gennaio per ricordare il  Porrajmos, il genocidio del popolo rom e sinti con i loro 500mila morti ad Auschwitz (Birkenau: settore Zigeunerlager), Treblinka, Belzec, Sobibor e Majdanek.

Le 28 nuove Pietre d’Inciampo saranno posate il 15 e 17 gennaio, come sempre alla presenza  dell’artista Gunter Demnig. Sono ventotto piccoli funerali, dice Liliana Segre,  cerimonie per chi non ha potuto avere riti funebri, “di persone sconosciute a chi vive oggi, che sono sparite nel vento di Auschwitz per la colpa di essere nate o in quello della tempesta di coloro che hanno scelto di aiutare gli ebrei”.

Sotto nel riquadro i nomi e le vie di tutte le 28 pietre d’inciampo del 15 gennaio e del 17 gennaio. In particolare ricordiamo le date e in nomi nelle vie dei Municipi  4 e 5
15 gennaio
Recalcati Umberto, viale Bligny 26, ore 11.35. Dopo il grande sciopero del 1° marzo 1944, in seguito a una delazione, tutto il gruppo socialista milanese clandestino del “centro interno” di Rodolfo Morandi e Lelio Basso di cui fa parte, viene arrestato e deportato a Gusen.
Garotta Romeo, viale Gian Galeazzo 8, ore 11.57. Fervente antifascista, viene arrestato su denuncia da un fascista e deportato dal Binario 21 con il “Trasporto 33” a Mauthausen.
Foà Pio, Enrica e Giorgio, via Carlo Botta 15, ore 10.39. La famiglia, a seguito delle leggi razziali, mentre tenta di fuggire in Svizzera, viene fermata in prossimità del confine, a dicembre 1943 è deportata dal Binario 21 con il “Trasporto 12” ad Auschwitz, dove saranno assassinati subito dopo l’arrivo. Solo Anna riesce a raggiungere la Svizzera.

17 gennaio
Provasi Mario, via Palmieri 22, ore 9.52. Fa parte della 113° Brigata Garibaldi di cui  è membro attivo. Ai primi di marzo del ‘44 viene arrestato e deportato  su denuncia del portinaio dello stabile, per aver ospitato in casa dei partigiani.
Varon Bohor Nahamn, Varon Hasdai, Dora e Leone, Varon Attias Sara, via dei Cinquecento 19, ore 9.30. Un’intera famiglia di commercianti ambulanti di origine turca e di nazionalità italiana e greca, con le leggi razziali è arrestata e deportata  ad Auschwitz. Sopravviverà solo Rachele.

Qui nomi e date delle 28 Pietre d’Inciampo che saranno posate a Milano il 15 e il 17 gennaio

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Clicca qui per leggere le tragiche biografie di tutti i 28 perseguitati, ebrei e oppositori politici.

Il Comitato per le Pietre D’Inciampo – Milano, Presieduto da Marco Steiner, ha l’adesione del Comune di Milano. Qui l’elenco delle associazioni promotrici sono:

  • ‐  ANED – Associazione Nazionale Ex-Deportati nei Lager Nazisti
  • ‐  ANPC – Associazione Nazionale Partigiani Cristiani
  • ‐  ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
  • ‐  ANPPIA – Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti
  • ‐  Comunità Ebraica di Milano
  • ‐  FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane
  • ‐  Associazione Rosa Camuna
  • ‐  Associazione “Figli della Shoah”
  • ‐  CDEC – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea
  • ‐  Fondazione Memoria Deportazione
  • ‐  Fondazione Memoriale Shoah
  • ‐  Istituto Nazionale Ferruccio Parri
  • ‐  Confederazioni Sindacali – CGIL-CISL-UIL

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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