28 ottobre, incontro sul progetto degli orti in via Selvanesco organizzato da La Conca

Presenti istituzioni, associazioni, cittadini e progettisti. Un dibattito animato che ha ragionato sul “masterplan” originale. Ma il piano nei mesi è cambiato. In che modo? Presto ne sapremo di più: il presidente Bramati convoca per

selvanesco, 28 ottobre, incontro sul progetto degli orti in via Selvanesco organizzato da La Conca

Presenti istituzioni, associazioni, cittadini e progettisti. Un dibattito animato che ha ragionato sul “masterplan” originale. Ma il piano nei mesi è cambiato. In che modo? Presto ne sapremo di più: il presidente Bramati convoca per il 9 novembre una commissione dedicata in Municipio 5. Intanto il direttore Ferri intervista il responsabile della società Dedalo, che propone l’intervento.

20171028_161011Sala gremita e almeno un centinaio di persone all’incontro organizzato dal Centro Culturale Conca Fallata per discutere del progetto di orti urbani lungo la via Selvanesco. Presenti all’incontro, a rappresentare le istituzioni, l’assessore al Verde, Urbanistica e Agricoltura Pierfrancesco Maran, il presidente del Municipio 5 Alessandro Bramati e la consigliera comunale, nonché vicepresidente della Commissione Urbanistica e Sistema agricolo milanese, Natascia Tosoni. In sala i rappresentanti di moltissime associazioni del Municipio e non solo. C’erano: Rosario Pantaleo, vicepresidente dell’Ente Parco Agricolo Sud Milano; Renato Aquilani, presidente dell’associazione Parco Sud; Giuseppe Mazza, presidente dell’associazione Comitato Parco Ticinello; Paolo Lozza, consigliere dell’Ente Parco Agricolo Sud; Marco Armanini di Legambiente; Andrea Falappi, conduttore della Cascina Campazzo e presidente Distretto Agricolo Milanese; Mario Donadio, presidente della Compagnia dell’Anello; il consigliere comunale Aldo Ugliano ed ex presidente del Consiglio di Zona 5; consiglieri e assessori di Municipio. In sala anche Rodolfo Citterio, della società Dedalo che promuove il progetto del parco orticolo.

Il presidente della Conca Alessandro Pezzoni, che ha condotto il dibattito, ha chiesto ad Aquilani dell’associazione Parco Sud di introdurre il i temi in discussione, presentando il progetto dell’estate scorsa e le sue criticità. Questo nonostante l’assessore Maran, il presidente Bramati e alcuni dei presenti avessero proposto di vedere il nuovo masterplan del progetto, portato da Citterio, e redatto sulla base di un confronto con Comune e Municipio. Così non è stato e questo ha poi orientato gli interventi su, essenzialmente, questioni di principio, declinate su dati ormai sorpassati (se vuoi leggere l’intervista a Citterio “Ecco che cosa avrei voluto dire”, clicca qui). Un peccato: non è stato centrato l’obiettivo di “saperne di più” e il dibattito non è entrato nel merito degli aggiornamenti. Con una platea così vasta e qualificata, si sarebbe potuto promuovere sin da subito un percorso di partecipazione, definendo poi un gruppo di lavoro ristretto, come lo stesso assessore Maran aveva auspicato.

 

Gli interventi degli amministratori

Impossibile e, considerato l’esistenza del nuovo masterplan, anche un po’ inutile riportare tutti gli interventi. Ci limitiamo a una cronaca sintetica delle osservazioni emerse, che riteniamo utili per continuare la progettazione partecipata che si svolgerà nei prossimi mesi.

L’assessore Maran ha precisato che il progetto dovrà preservare l’interesse pubblico ed essere coerente con le regole del Parco Sud. Per questo ha invitato i rappresentanti delle associazioni a costituire un gruppo di lavoro sul progetto. In seguito, alcune precisazioni sulla via Selvanesco: secondo Maran non è previsto nessun ampliamento, se non una sistemazione del primo tratto che da via dei Missaglia porta al futuro parco orticolo, né la sua trasformazione tutta a doppio senso. Previsto invece un potenziamento dei servizi di Atm, con anche la possibilità di istituire navette dedicate da piazza Abbiategrasso. L’intervento dell’assessore si è concluso con l’appello a non difendere lo status quo di un’area che da anni è problematica e degradata.

L’intervento del presidente Bramati ha posto l’accento sul ruolo del Municipio in questa fase di progettazione, che ha portato a variazioni importanti del masterplan. Ha poi precisato che la trasformazione di via Selvanesco a doppio senso, presente nel programma con il quale ha vinto le elezioni, non è una condizione posta per la realizzazione del parco orticolo.

La consigliera Tosoni ha ripreso di temi dell’interrogazione indirizzata all’assessorato all’Urbanistica, presentata nel settembre scorso in Consiglio comunale, allo scopo di conoscere lo stato del progetto. Ha quindi rivendicato la centralità di una regìa pubblica, la necessità di preservare le aree agricole e di attivare un tavolo di lavoro sul nuovo progetto elaborato dalla società. Ha poi definito “incauta” la delibera della giunta del Municipio 5 sul primo progetto. Osservazione a cui Bramati ha tentato di rispondere, stoppato però dai coordinatori del dibattito, con la motivazione di evitare “il botta e risposta e far parlare i cittadini”.

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E quelli di cittadini e associazioni

Sono seguiti poi gli interventi dei cittadini. Le perplessità principali hanno riguardato il numero di orti, considerato spropositato rispetto esigenze della città; l’impatto ecologico dell’intervento, a causa del traffico generato e dell’illuminazione degli spazi, che disturbano gli insediamenti di animali stanziali e migratori; l’interruzione dei corridoi ecologici che dal Parco Ticinello vanno verso Sud. A questo proposito particolarmente interessante è stato l’intervento di Andrea Falappi, conduttore della Cascina Campazzo, che ha rivelato che l’area in cui è previsto l’insediamento del parco orticolo è in parte quella che lo stesso Comune aveva indicato come di espansione del Parco Ticinello e dei corridoi ecologici. Falappi ha inoltre avanzato perplessità in merito alla possibilità di coltivare a orti aree così vaste. Altre osservazioni critiche hanno riguardato il numero dei parcheggi previsto; il consumo del suolo ritenuto troppo elevato e il timore che la realizzazione degli orti nasconda in realtà una volontà speculativa, attraverso l’introduzione di servizi che poco hanno a che fare con l’agricoltura. Solo uno, di Marco Monti, l’intervento cautamente positivo. Il rappresentante del Pd di zona ha sottolineato come il progetto, una volta risolti gli aspetti critici, potrebbe essere un’opportunità di riqualificazione dell’area, di avvio di attività agricole più pregiate e di crescita di posti di lavoro.

 

I prossimi passi

Ora si procederà all’istituzione di un gruppo di lavoro sul progetto, come indicato dall’assessore Maran e auspicato dalla consigliera Tosoni. Al momento non si conosce chi lo convocherà, né chi ci farà parte e a quale titolo. Di certo non potrà essere un organo assembleare, ma dovrà comunque rappresentare tutte le anime del territorio, compresi gli abitanti dei quartieri limitrofi. Dal canto suo il presidente Bramati, al termine dell’assemblea, per rendere noto a tutti i cittadini le caratteristiche del nuovo masterplan, ha promesso di convocare un incontro dedicato in consiglio di Municipio. Data che in un secondo tempo è stata comunicata e che sarà il 9 novembre alle ore 18.

Per restare al progetto del parco orticolo e al dibattito, stupisce che, a parte l’assessore Maran, sia stato così poco tenuto in conto che la situazione attuale dell’area interessata dal parco orticolo non è comunque sostenibile. Gli spazi interessati sono aree in parte degradate, che i cittadini non si arrischiano ad attraversare. La storia di questi luoghi ci insegna che il rischio di nuovi insediamenti abusivi, roghi di rifiuti alla diossina e presenza di attività di aziende inquinanti è molto alto. Le coltivazioni esistenti sono di granoturco per animali, le meno pregiate, per produzione, qualità dei prodotti e capacità di creare lavoro. E di queste già ce ne sono tantissime nel Parco Sud, che peraltro predica, laddove possibile, la loro riconversione a colture diverse. Un’agricoltura, quella del granoturco, che per sua natura, lascia i campi sostanzialmente incustoditi e in balìa di attività illecite.

Curiosamente poi all’assemblea, pur essendo presenti molte associazioni ambientaliste, nessuno ha sottolineato che tra gli aspetti positivi di un parco orticolo c’è la grande valenza educativa. Un ortista è anche, nella stragrande maggioranza dei casi, un buon cittadino rispettoso dell’ambiente. A questo si aggiunge anche il valore aggregativo che hanno orti, come accade ovunque questi siano presenti.

Non ultimo un progetto del genere, se ribadiamo depurato dalla criticità, potrebbe dare una spinta importante alla mobilità dolce della zona. Può essere l’occasione per sistemare “l’asta” di via Dei Missaglia, completando le piste ciclabili esistenti e collegandole, finalmente, con il tratto che da via Dudovich va al Parco Ticinello. Al punto che potrebbe essere ipotizzabile il proseguimento della pista lungo la via Dudovich, fino Treccani degli Alfieri, e da qui lungo via Lusitania e via Aicardo, correre attraverso il parco di via Boeri e arrivare in viale Tibaldi.

Insomma l’opportunità di cambiare il destino di un’area critica, attraverso un percorso partecipato che preservi l’ambiente, è da approfondire senza pregiudizi e con spirito pragmatico.

Per leggere l’articolo del giugno scorso “Ecco il più grande parco di orti urbani di Europa. Se avrà l’ok sorgerà in via Selvanesco”,  clicca qui.

Stefano Ferri
(2 novembre 2017)

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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