Flash mob il 29 gennaio, in piazza Cairoli, a Milano: chiudiamo i campi profughi in Bosnia e apriamo corridoi umanitari. Il futuro non si ferma!

L’Associazione ReteMilano e Help Refugees invitano i milanesi e tutti coloro che sono indignati per quanto sta succedendo in Bosnia, dove migliaia di profughi rischiano di morire di freddo e stenti, essere torturati o imprigionati,

L’Associazione ReteMilano e Help Refugees invitano i milanesi e tutti coloro che sono indignati per quanto sta succedendo in Bosnia, dove migliaia di profughi rischiano di morire di freddo e stenti, essere torturati o imprigionati, per l’unica colpa di cercare una vita migliore

Al Flash Mob il 29 gennaio alle 17,30 in piazza Cairoli

Per dire con determinazione:

  • NO alle violenze e alle torture che quotidianamente si verificano ai confini nei confronti di persone che hanno la sola colpa di essere migranti;
  • NO alla violenza delle Leggi e di dispositivi illegittimi, come quello che chiama i respingimenti “riammissioni informali”, che respingono, escludono, torturano, uccidono, e che di fatto creano le situazioni di stallo come quella di Bihac, in Bosnia;
  • NO ai Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) in tutta Europa;
  • ai corridoi umanitari per persone o famiglie vulnerabili;
  • a un programma di evacuazione umanitaria e di ricollocamento dei migranti in tutti i paesi dell’Unione Europea (superamento dell’accordo di Dublino).

Nel cantone di Una Sana, in Bosnia nord-occidentale, tappa obbligata per il passaggio dei rifugiati in Croazia sono da settimane ammassate migliaia di persone, comprese quelle provenienti dal campo di Lipa, a Biha, incendiato prima di Natale, dopo che l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (Oim) aveva iniziato il ritiro del personale dal campo, per protestare contro le autorità locali che non avevano attrezzato la tendopoli per l’inverno.

Una enorme umanità dolente, composta prevalentemente da profughi provenienti da Afghanistan, Pakistan e Bangladesh, che vivono senza riparo e indumenti adeguati – talvolta con i sandali ai piedi! – senza luce né riscaldamento, con temperature che in questi giorni scendono fino a meno 10 gradi.

Uomini, donne, famiglie intere arrivati in Bosnia dopo un lunghissimo viaggio su quella che viene chiamata Rotta Balcanica, con la speranza, legittima, di attraversare il confine croato e trovare in Europa un mondo migliore.
Persone che pensavano di trasformare il loro paese e, invece, si sono trovati costretti a scappare che giunti ai confini con l’Unione Europea al posto di un’ordinata accoglienza trovano una roccaforte, chiusa in confini blindati, difesi dalla violenza di leggi, di eserciti e polizie, percorsa da sentimenti razzisti e di indifferenza.

Di fronte a quanto sta succedendo in Bosnia non si può restare indifferenti. Quella che da quasi tutti i nostri media viene chiamata “crisi umanitaria” è in realtà una situazione di violenza sistemica che può e deve essere cambiata.

L’Unione Europea non può continuare a rispondere con il silenzio, supportando polizie come quella croata, che sembra combattere una guerra contro i migranti. Sappiamo di campi minati, di squadre che con metodi squadristi vanno a ricercare i profughi come bestie da cacciare.

Conosciamo esattamente cosa accade ai confini con l’Unione Europea, dove, i contributi economici per azioni umanitarie e per fronte all’emergenza (dal 2018 l’UE ha stanziato 13,8 milioni di euro per interventi a favore dei rifugiati e dei migranti in Bosnia-Erzegovina), sono utilizzati da governo bosniaco per costruire arcipelaghi di campi profughi disumani.

Per cambiare questo stato di cose, invitiamo tutte e tutti coloro che sono come noi indignati a partecipare il 29/01/2021 alle ore 17,30 al Flash Mob in piazza Cairoli.

I partecipanti sono invitati a portare coperte e torce e quant’altro di utile a sensibilizzare sulla condizione disumana dei profughi provenienti dalla Rotta Balcanica.

Per informazioni e adesioni; Associazione ReteMilano, per contatti Fausta Omodeo Sale 3201163391 – 3397588681 e don Giovanni Salatino 3201163391; Help Refugees, Riccardo Bella 3284220159.

Un “transitante” pakistano, riuscito ad attraversare i confini croati, a Milano all’addiaccio.

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