3 dicembre, il Re e regina del Belgio al cam di via Saponaro

I sovrani del Belgio in visita al Cam di via Saponaro, a Gratosoglio. Può sembrare la trama di uno di quei film, tipo il “Principe cerca moglie”, ma non è così. Il 3 dicembre, non

I sovrani del Belgio in visita al Cam di via Saponaro, a Gratosoglio. Può sembrare la trama di uno di quei film, tipo il “Principe cerca moglie”, ma non è così. Il 3 dicembre, non si sa ancora bene l’ora, Re Filippo del Belgio e la consorte regina Mathilde, si presenteranno nella piazza senza nome, sotto le torri bianche. A fare cosa? Poco si sa, il protocollo non parla.

Al momento si sa solo che il Re, oltre che le visite di prammatica a Palazzo Lombardia e Palazzo Marino, alla Scala, alla Triennale, in Galleria, in piazza Duomo e a Palazzo Reale, andrà a Palazzo dei Giureconsulti, sede della Camera di Commercio, per la tavola rotonda “Brussels meet Milan, a sustainable neighborhood story”, un incontro che vede la partecipazione del Politecnico di Milano.  Forse anche per questo Sua Mestà ha anche espresso la volontà di visitare Gratosoglio, gettando le diplomazie prima nello sconcerto e poi nell’agitazione.

Secondo voci “non confermate” l’idea gli è venuta dopo aver visto tempo fa il lavoro fatto dagli studenti del Politecnico e dell’Università di Brussels sul recupero urbanistico e sociale del Gratosoglio ed esserne rimasto impressionato, non si sa se del progetto o del quartiere, al punto di voler visitare Gratosoglio, il Cam e la piazza senza nome.

L’incontro non è ancora ufficialmente confermato, ma per non deludere troppo la coppia reale, forse sarebbe il caso di informarla che, come dice l’amica Antonella Musella della social street Gratosoglio, Basmetto e dintorni “Gratosoglio è Gratosoglio… Una bellezza che prima o poi dovrà emergere”, ma che al momento, purtroppo, tagli di nastri non ce ne sono, tutto è come anni fa, quando gli studenti vennero per la prima volta.

 

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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