31 maggio, Fondazione Cariplo e Comune presentano il progetto di rigenerazione urbana del Teatro Ringhiera

A oltre 2 anni dalla chiusura, il Teatro Ringhiera e l’intero plesso di via Boifava, come la Fenice, provano a risorgere. L’appuntamento con i cittadini è per venerdi 31 maggio alle ore 18, presso la biblioteca

Ringhiera, 31 maggio, Fondazione Cariplo e Comune presentano il progetto di rigenerazione urbana del Teatro Ringhiera

RinghieraKCityA oltre 2 anni dalla chiusura, il Teatro Ringhiera e l’intero plesso di via Boifava, come la Fenice, provano a risorgere. L’appuntamento con i cittadini è per venerdi 31 maggio alle ore 18, presso la biblioteca Chiesa Rossa di via San Domenico Savio. Il titolo della conferenza di presentazione recita “Quale futuro per il Ringhiera? Incontro pubblico per la presentazione del progetto di rifunzionalizzazione del teatro”, facendo intendere che l’intervento promosso dall’Amministrazione comunale, con il sostegno di Fondazione Cariplo su progetto dello studio di rigenerazione urbana KCity, non preveda una semplice operazione di restyling e sistemazione dei problemi di stabilità del teatro, ma un progetto completo di rilancio dell’intera area. Questo è quello che auspicano i cittadini della zona che sognano per  l’’edificio pubblico e le aree circostanti un futuro da centro di incontro e cultura per la zona sud Milano, che spazzi via il degrado, che con la chiusura del teatro è avanzato in questi anni, in modo  lento ma costante.

ringhiera

Luglio 2017. Un momento della festa per la riapertura del teatro.

Il progetto di KCity sembra andare proprio in questa direzione. Come si legge sul sito della società, sul Teatro Ringhiera è stato redatto progetto di fattibilità per il recupero e rilancio “volto a perseguire obiettivi di rigenerazione urbana e di sostenibilità sociale ed economica, attraverso il potenziamento del mix funzionale e l’attivazione di un rapporto virtuoso con il quartiere. Non solo un teatro e qualcosa di più di un centro polifunzionale: il necessario intervento di riqualificazione del centro di via Boifava, è stato concepito per dar vita ad un progetto innovativo, un luogo in cui consolidare un modello alternativo di azione culturale che opera e si forma negli spazi di confine, fuori e dentro i luoghi dell’interazione sociale. La trasformazione che è stata prevista mira a potenziare e consolidare gli esperimenti di “teatro di confine” che l’edificio ha già ospitato nell’ultimo decennio, e favorire l’integrazione di queste attività con i servizi istituzionali presenti all’interno della struttura e con attività e servizi di nuova introduzione, per renderlo uno spazio “ibrido”, in linea con le tendenze dei new urban bodies, e uno strumento di policy capace di incidere maggiormente sul processo di rigenerazione del quartiere. La proposta di KCity è rivolta a ispirare e orientare il futuro bando per la co-progettazione del servizio che verrà promosso dal Comune di Milano, a richiamare l’attenzione e catturare interesse di potenziali co-finanziatori del progetto e a veicolare la generazione di impatti sociali rilevanti nel quartiere”.

Ora l’auspicio è che non si perda più tempo, che i lavori di sistemazione dell’edificio partano prima possibile e contestualmente i bandi e il processo di coinvolgimento di altri operatori, “i co-finanziatori” e del ricchissimo mondo del volontariato di zona, sia anch’esso subito lanciato.

Stefano Ferri
(15 maggio 2019)

 

31 maggio 2019, ore 18,
Biblioteca Chiesa Rossa, via San Domenico Savio, 3

“Quale futuro per il Ringhiera?”
Incontro pubblico per la presentazione del progetto di rifunzionalizzazione del teatro

Interventi di:
Filippo Del Corno – Assessore Cultura Comune di Milano
Gabriele Rabaiotti – Assessore Lavori Pubblici e Casa Comune di Milano
Alessandro Bramati – Presidente Municipio 5 Comune di Milano
Sergio Urbani – Direttore Generale Fondazione Cariplo
Paolo Cottino – Amministratore e Direttore Tecnico KCity

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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