5 aprile, di nuovo cleaning day a Le Terrazze – Intervista a Fabiola Minoletti, dell’Associazione Nazionale Antigraffiti

Sabato 5 aprile, alle ore 9.30, la squadra volontari Muri Puliti del Comitato Le Terrazze e dell’Associazione Nazionale Antigraffiti replicherà l’azione di pulitura delle serrande e dei muri di una parte del residence Arcobaleno, in via Fratelli Fraschini, imbrattati

Sabato 5 aprile, alle ore 9.30, la squadra volontari Muri Puliti del Comitato Le Terrazze e dell’Associazione Nazionale Antigraffiti replicherà l’azione di pulitura delle serrande e dei muri di una parte del residence Arcobaleno, in via Fratelli Fraschini, imbrattati da oltre 400 scritte di “writer”. La prima azione civica di pulitura avvenne il 14 aprile scorso, sempre tra la via raschini e piazza Cantoni, quando i volontari cancellarono oltre 350 scritte. L’evento è patrocinato dal Consiglio di Zona 5, mentre le aziende Milanocolor ed Ecospurghi Lombarda forniranno rispettivamente vernici, gel e idropulitrice. Il resto sarà pagato con una colletta
tra i volontari.

C’è una spinta virtuosa che anima questo tipo di eventi, promossi ormai da 6 anni dall’Associazione Nazionale Antigraffiti; per contribuire alla diffusione e radicamento delle ragioni che ne stanno alla base, Milanosud ha intervistato Fabiola Minoletti, animatrice e segretario generale dell’Associazione.

Quali sono le ragioni alla base della diffusione dei graffiti?

«I graffiti nascono dapprima come sfida alla legalità ed espressione del disagio metropolitano, ma nel tempo si evolvono sino a fare come proprio l’obiettivo della fama e visibilità. Per questo motivo, i writer appongono le proprie sigle o “tag” o quelle dei gruppi d’appartenenza su muri, su mezzi di trasporto pubblico oppure arredo urbano.
La pratica del graffitismo vandalico è aspramente condannata dalle amministrazioni comunali, enti locali, proprietari di immobili e attività commerciali che subiscono in maniera diretta i danni provocati dai writer. Occorre precisare che i graffiti possono avere valore artistico, purché eseguiti su superfici idonee e con il permesso dei proprietari, mentre le scritte vandaliche creano solo un serio danno economico».

Come funzionano i vostri “cleaning days”?

«Come associazione affianchiamo i cittadini nella pianificazione di alcuni passi fondamentali. Procediamo insieme all’individuazione dell’area da pulire e del giorno in cui farlo, poi contattiamo la proprietà e le istituzioni, per non incorrere in sanzioni. Segue una fase tecnica di valutazione degli strumenti più compatibili con le situazioni incontrate e dei costi che si devono affrontare.
Raccomandiamo sempre agli organizzatori di quartiere di sensibilizzare i loro concittadini sul fatto che il degrado conseguente agli imbrattamenti incide sulla qualità del decoro e della sicurezza. Poi procediamo con il “cleaning” dell’area identificata, con tutti gli accorgimenti indispensabili per non arrecare danni involontari alle superfici pubbliche e private. . Infine monitoriamo di continuo l’area ripulita e denunciamo eventuali nuovi imbrattamenti».

A proposito di monitoraggio ci risulta che, dopo il cleaning dell’aprile 2013, ci sia stata una specie di provocazione. Scritte vandaliche “Grato crime squad”, comparse nella notte tra il 7 e l’8 gennaio scorsi, hanno deturpato diverse serrande in via Fraschini, proprio quelle ripulite. Le scritte sono state subito rimosse dal Comitato di Quartiere Le Terrazze che, con la volontaria collaborazione di diversi residenti, ha sporto denuncia contro ignoti. Ci dobbiamo attendere altre “incursioni”?

«Sicuramente l’azione di contrasto a questo fenomeno di writing vandalico è molto complessa e deve essere strutturata su più livelli. Devono essere costantemente sensibilizzati i cittadini e gli esercenti, perché si prendano cura del proprio palazzo e della propria serranda e continuino a ripulire dai nuovi imbrattamenti, in modo tale da demotivare nel tempo l’azione vandalica dei writer. Deve essere fatta educazione preventiva nelle scuole, affinché i giovani capiscano i danni del graffitismo vandalico al decoro urbano, all’ambiente e i costi a carico della comunità. Infine deve aumentare l’attività di contrasto della Polizia preposta. Insomma, il contrasto a questo fenomeno si può realizzare soltanto attraverso la concretizzazione di un progetto condiviso e partecipato
di riconquista delle nostre vie, dei nostri quartieri e quindi della nostra città».

Renato Iacono

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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