Moscon (Centrosinistra): «Al centro della nostra politica ci saranno scuola e lavoro»

Enea Moscon con i suoi 27 anni è forse il candidato presidente più giovane di Milano. Faccia pulita da bravo ragazzo, entusiasmo - «mi candido perché credo nella politica e nelle enormi potenzialità della nostra

mosconEnea Moscon con i suoi 27 anni è forse il candidato presidente più giovane di Milano. Faccia pulita da bravo ragazzo, entusiasmo – «mi candido perché credo nella politica e nelle enormi potenzialità della nostra zona» –, si presenta ai cittadini della Zona 5 guidando una coalizione di Centrosinistra, sostenuta dal Pd, partito in cui milita, da “Sinistra X Milano”, “Italia dei Valori”, “Beppe Sala – Noi, Milano”. Nonostante la giovane età è stato eletto nel 2011 nel Consiglio di Zona 5, dove si è occupato come presidente, tra le altre cose, di decentramento, facendo parte del gruppo interconsiliare che ha approvato il progetto da cui sono nati i nuovi Municipi.

Di casa al quartiere Stadera e all’oratorio di Santa Maria Annunciata, il suo riferimento ideale è il prete “rosso” don Milani. Appassionato di basket (giocatore e poi allenatore all’Asteria), Enea Moscon dopo il liceo classico si è laureato alla Bocconi in Economia e Finanza e ha poi conseguito la laurea magistrale in Economia e Management delle Pubbliche Amministrazioni. Dal 2014 lavora in una società di consulenza strategica, dove si occupa prevalentemente di progetti che riguardano il miglioramento dei servizi nel settore pubblico «Ma se sarò eletto mi metterò in aspettativa, perché voglio dedicarmi completamente “senza se e senza ma” alla mia zona».

Enea, qual è il tuo giudizio su quanto fatto in questi 5 anni in Consiglio di Zona?
«I colleghi consiglieri e presidenti di commissione hanno svolto un lavoro enorme; hanno incontrato moltissime persone e soggetti che operano a diverso titolo sul territorio, come scuole, operatori del Terzo settore, associazioni, istituzioni pubbliche e private, costituendo tavoli di lavoro, che hanno prodotto iniziative importanti. È stato un lavoro di coinvolgimento e di conoscenza reciproca preziosissimo, che dovrà andare avanti e da cui, se sarò eletto, ripartiremo con maggiore slancio e forza, anche in ragione della riforma dei municipi.
Proprio la riforma, voluta dalla maggioranza uscente in Consiglio comunale, se sarà sostenuta con risorse economiche e umane sufficienti, consentirà di superare le inefficienze dei Consigli di Zona, che per come erano strutturati erano macchine con motori imballati che, per quanta benzina mettevi, procedevano sempre “in prima”. Il passaggio ai municipi sarà un’opportunità per migliorare questa scarsa efficienza, in particolare incidendo maggiormente nei rapporti con il Comune, su cui finora i CdZ hanno solo espresso pareri non vincolanti».

Se sarai presidente quali sono saranno le tue priorità?
«Su temi come la rigenerazione urbana, la manutenzione delle case, la viabilità, questioni con competenze che non sono in capo ai Municipi ma al Comune, ci rapporteremo con una legittimazione politica più forte, perché un presidente eletto direttamente dai cittadini ha un’autorevolezza maggiore. Il futuro presidente sarà coinvolto nelle decisioni all’interno di un nuovo organo, la Conferenza dei presidenti di Municipi, dove parteciperà alla redazione di programmi importanti come il Pgt, il Bilancio e la determinazione delle risorse da allocare sui vari capitoli, municipi compresi, l’uso degli oneri di urbanizzazione, il piano della viabilità. In tutti questi ambiti lavoreremo per costruire una zona verde, bella, ricca di opportunità, con le case popolari finalmente in ordine».

E sugli ambiti che gestirà direttamente il nuovo Municipio?
«Il tema della scuola sarà al centro della nostra azione amministrativa. La formazione e l’integrazione di tutti, non solo extracomunitari, è la vera sfida radicale del futuro. Coinvolgeremo le scuole e i soggetti del Terzo settore per aumentare la qualità dell’offerta educativa con attività extracurricolari e combattere e vincere la lotta alla dispersione scolastica.
Anche sulla manutenzione degli edifici e dei giardini scolastici porremo grandissima attenzione e faremo in modo, con l’aiuto delle associazioni, che siano sempre aperti, anche fuori dall’orario scolastico. Altri ambiti su cui concentreremo principalmente la nostra attività sono la mobilità e l’ambiente. La nostra è una visione di una città a misura di persone, con una mobilità sostenibile e spazi per trovarsi e stare insieme. Quindi il nostro impegno è lavorare per portare in zona piste ciclabili, con a una rete finalmente completa di collegamenti e progetti di mobilità dolce e stazioni di bike sharing.
Poi cultura, sport, tempo libero, assistenza agli anziani e ai più deboli. L’idea è andare oltre al semplice tavolo ma creare progetti contenitore, come bookcity o green city, che valorizzino tutte le realtà, come un festival culturale di municipio, in cui ogni soggetto culturale, che in zona sono tantissimi, porti il proprio contributo e si faccia conoscere in città. Poi vogliamo studiare un sistema, una specie di card, che premi chi frequenta i nostri teatri, sale concerto e cinema. Infine, stiamo pensando a un modo per premiare i 18enni e i professori che beneficiano dei bonus Renzi per la cultura: se li spenderanno in zona avranno un beneficio».

Lavoro, disoccupazione e commercio: cosa potrà fare il nuovo Municipio?
«Il lavoro è un tema su cui il Municipio ha ambiti di intervento circoscritti, attinenti in particolare a scuola, commercio e alle decine di spazi e negozi vuoti. Per quanto riguarda la scuola intendiamo proporre, in particolare agli istituti superiori, progetti di alternanza formazione-lavoro. Sul commercio locale pensiamo a una card a punti, da realizzare con Confesercenti e Confcommercio, per fidelizzare i clienti e al contempo capirne bisogni e profili. In merito agli spazi da recuperare e riutilizzare ci sono due ambiti sui cui intervenire. Da una parte dobbiamo favorire l’inserimento di iniziative commerciali, artigianali e di nuove aziende con contratti a lungo termine a basso prezzo, con incentivi forti. Dall’altra, per le iniziative imprenditoriali dei giovani, dobbiamo studiare un po’ meglio il territorio per conoscere i bisogni, e indirizzare anche le attività, evitando duplicazioni dell’offerta. Infine, per le associazioni, dobbiamo studiare una modalità per dare a tutti una sede».

Torniamo sul verde pubblico e agricolo, di cui la nostra zona è ricchissima: quali sono i tuoi progetti per migliorare la fruibilità di questi spazi?
«La manutenzione del verde pubblico passerà in capo ai nuovi Municipi e noi faremo tutto il possibile perché i giardini siano belli, a posto e frequentati. Poi vogliamo replicare modelli meravigliosi come quelli posti in atto al Parco dell’Anello o nel giardino condiviso di Conchetta verde. In questi casi il Comune ha reso possibile il protagonismo dei cittadini e quei luoghi, coinvolgendo scuole e associazioni culturali, sono diventati bellissimi e vissuti. E poi ci sono gli orti urbani che ora passeranno nelle competenze dei Municipi. Da poche settimane è possibile anche per privati e i conduttori di terreni comunali creare e gestire orti urbani; un esempio sono gli orti di via Chiodi, alla Barona. Anche in questo caso vogliamo promuovere questo tipo di realizzazioni nella nostra zona, così ricca di aree agricole e spazi non urbanizzati privati».

Hai parlato più di una volta di partecipazione: qual è il modello a cui ti riferisci?
«Il nostro territorio esprime veramente moltissime risorse da un punto di vista associativo, unite a una grande voglia di partecipare alla vita pubblica. In questi 5 anni abbiamo visto che nei settori dello sport, della cultura, del sociale ci sono moltissime persone disposte a mettersi in gioco per stare insieme e migliorare la nostra città. Uno dei ruoli più importanti che dovrà assumere il nuovo Municipio sarà da una parte quello di indirizzo e guida e dell’altro di coprogettazione e di realizzazione dei progetti assieme al mondo delle associazioni. Le buone idee, se sostenute dalle istituzioni, sono in grado di attrarre risorse e investimenti. È una strada che abbiamo già provato a intraprendere con successo. Abbiamo anche in questi casi esempi bellissimi di iniziative svoltisi in questi anni, come “Lo Sport si fa in 5”, il progetto “Welfare di tutti”, finanziato da Fondazione Cariplo o “La Bella Estate”, in corso in queste settimane, che da 4 anni è sostenuto dall’Università Bocconi».

I nuovi Municipi avranno obblighi di informazione e trasparenza che non potranno più delegare…
«Con la trasformazione in Municipio e l’aumento di funzioni e responsabilità dovremo dotarci di una struttura di comunicazione, coordinata con Palazzo Marino, per far sapere ai cittadini quello che viene fatto, coinvolgere nei progetti, interagire con il Comune, far conoscere il nostro territorio. Dovremo confrontarci con le risorse a disposizione e con un modello organizzativo da ripensare completamente, ma anche in questo caso le risorse potenziali della nostra zona sono moltissime. Io mi immagino, per esempio, di coinvolgere studenti in tesi o stage curricolare presso le università Bocconi, Iulm o Ied per farci aiutare nella redazione di un’analisidel territorio e di un piano di comunicazione. Insomma il modello è sempre lo stesso: valorizzare e coinvolgere per migliorare la qualità della vita nella nostra zona».

Stefano Ferri
(Giugno)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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