7 gennaio, Milano riparte con orari diversi, per consentire la ripresa della scuola in presenza

Dal 7 gennaio la città prova a darsi degli orari diversi: basta tutti in strada dalle 7,30 alle 8,30, ma scaglionati, per fermare il virus, rendere possibile viaggiare sui mezzi pubblici al 50% della capienza

Dal 7 gennaio la città prova a darsi degli orari diversi: basta tutti in strada dalle 7,30 alle 8,30, ma scaglionati, per fermare il virus, rendere possibile viaggiare sui mezzi pubblici al 50% della capienza e, soprattutto, consentire agli studenti il rientro in classe.

La svolta – da molti auspicata sin da aprile (noi compresi, clicca qui) – è giunta per dare seguito alle indicazioni del Dpcm promulgato a inizio dicembre, che prevede dal 7 gennaio il reintro in classe degli studenti. Meglio tardi che mai. Se si fosse fatto a settembre, forse, avremmo avuto meno contagi e meno morti.

Ora l’obiettivo di Milano del 2021 – ha spiegato il prefetto Renato Saccone in conferenza stampa – è consentire al 75% dei ragazzi delle scuole superiori e delle università, che si muovono con mezzi propri e pubblici, di riprendere in presenza, in sicurezza e senza paralizzare il traffico cittadino. 

Per studiare come organizzare i tempi della città per fare spazio al rientro a scuola agli studenti (sono circa 140 mila solo quelli di scuole superiori e centri di formazione professionale di Milano e in provincia) la Prefettura si è rivolta al Politecnico (qui la sintesi dello studio sui flussi di traffico) e ha coinvolto Comune, che per numero di addetti è la più grande azienda di Lombardia, e associazioni di categoria per verificare esigenze e possibilità. 

Il risultato è un Piano degli orari cittadino, con scaglionati per fasce e utenze gli inizi di giornata di studio e lavoro (clicca qui per leggere il documento della Prefettura), che rivoluzionerà la mobilità cittadina:

  • Scuole superiori: l’ingresso in classe è diviso in due scaglioni: il 50% con ingresso entro le 8 del mattino e il 25% dalle 9.30.
  • Università: le lezioni possono riprendere a partire dalle 10.
  • Uffici pubblica amministrazione: il 10% del 50% dei dipendenti che lavora in presenza entra dopo le 9,30.
  • Uffici pubblica amministrazione aperti al pubblico: aprono dopo le 9,30, previo appuntamento.
  • Commercio: i negozi di beni non essenziali aprono alle 10,15.
  • Servizi alla persona: le attività, come parrucchieri ed estetisti, aprono alle 9,30.
  • Servizi bancari, assicurativi e finanziari: apertura al pubblico alle 9,30.
  • Aziende private e altri servizi: le attività manifatturiere devono iniziare entro le 8, mentre gli uffici aperti al pubblico alle 9,30.
  • Professionisti e consulenti: possibile ricevere clienti dalle ore 10.

A corollario del Piano il prefetto ha chiesto che lo smart working, per tutte le attività ove è possibile, arrivi almeno al 60% del personale e a Trenord e Atm di presentare al più presto un piano di potenziamento delle corse.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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