Coronavirus: perché le mascherine sono le nostre cinture di sicurezza.  Ce lo spiega Nino Cartabellotta 

Mentre il governo sta trattando con la Regione  e il Comune di Milano per il blocco dell’intera area metropolitana da lunedì prossimo a causa delle migliaia di nuovi contagiati e ospedali a rischio collasso, riprendiamo un

Mentre il governo sta trattando con la Regione  e il Comune di Milano per il blocco dell’intera area metropolitana da lunedì prossimo a causa delle migliaia di nuovi contagiati e ospedali a rischio collasso, riprendiamo un argomento che sta a cuore a tutti: il contrasto alla lenta ma continua ascesa dei contagi fino all’attuale crescita esponenziale di fine ottobre.  La Fondazione GIMBE aveva già manifestato la preoccupazione a metà estate, attraverso i monitoraggi indipendenti, quanto progressivamente sta avvenendo oggi, 31 ottobre: 31.758 nuovi casi e positività ai tamponi salita al 15%. A Milano, secondo i dati di Ats Milano, i ricoverati sono saliti a 2.300, di cui 350 in ventilazione assistita e 180 in terapia intensiva (in Lombardia sono in tutto 370).

Eppure già nel comunicato stampa di agosto Nino Cartabellotta, presidente  della Fondazione GIMBE ce lo spiegava, preoccupato del continuo salire della curva dei contagi: + 141% rispetto al mese precedente a fronte di un lieve aumento dei casi testati. «La risalita nella curva dei contagi – aveva precisato – desta non poche preoccupazioni sia perché l’incremento inizia a riflettersi progressivamente sull’aumento delle ospedalizzazioni, sia perché solo negli ultimi 2 giorni, (…) sono stati riportati quasi 1.500 nuovi casi» Si era al rientro dalle vacanze, con turisti  provenienti da ogni dove del Paese e dall’estero.

«Davanti a questi numeri – concludeva  Cartabellotta ad agosto– se da un lato bisogna evitare inutili allarmismi, dall’altro non è ammissibile sottovalutare il costante aumento dei nuovi casi, anche in vista di appuntamenti cruciali per il Paese, quali riapertura di scuole e università e consultazioni elettorali. L’arma migliore per una serena convivenza con il virus rimane la massima aderenza ai comportamenti raccomandati: dal frequente lavaggio delle mani alle misure di igiene respiratoria, dal distanziamento sociale all’uso della mascherina negli ambienti pubblici al chiuso e all’aperto dove non è possibile mantenere la distanza minima di un metro, al rigoroso rispetto del divieto di assembramenti. Dal canto loro, le autorità sanitarie devono potenziare la sorveglianza epidemiologica, sia per identificare e circoscrivere i focolai, sia per individuare tempestivamente casi di importazione e di rientro».

Purtroppo molti parlamentari e senatori sembrano infischiarsene delle raccomandazioni con cui lo stesso Ministero della salute ha reso obbligatorio l’uso delle mascherine. Già all’inizio di ottobre si parlava di sedute e votazioni in remoto.  Al Senato, alcuni “eletti” continuano a mostrare platealmente di ignorare (e altri di disprezzare) l’utilizzo corretto delle mascherine, insensibili  alle raccomandazioni per evitare la diffusione del coronavirus all’interno delle più alte istituzioni, mettendo a rischio parlamentari e senatori e tutto il personale delle aule di Palazzo Madama e Montecitorio e persino la stessa centralità dell’attività delle Camere “in presenza”, quanto mai necessaria e preziosa in una situazione di emergenza come questa. Nelle foto, e nel curioso video del Messaggero, Sgarbi portato di peso fuori dalla Camera ed espulso,  “i nasi di fuori” durante le discussioni di Salvini (Lega) e Meloni (Fratelli D’Italia), mascherine che saltano, altri che se la tolgono nel momento in cui fanno le loro dichiarazioni.

Tutto questo ci sembra sufficiente per ritornare al documento della Fondazione GIMBE, pubblicato il 4 agosto 2020, sulle evidenze scientifiche dell‘efficacia sull’utilizzo delle mascherine, sulle raccomandazioni  e sulle istruzioni per l’uso delle mascherine, di cui riportiamo un lungo estratto, ma quanto mai necessario.

1. LE EVIDENZE SCIENTIFICHE

In letteratura stanno progressivamente aumentando le prove di efficacia sull’utilizzo delle mascherine (2). Nonostante le attuali incertezze su costi e benefici e la necessità di nuovi studi, il 5 giugno 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha aggiornato le linee guida raccomandando l’utilizzo della mascherina negli spazi chiusi dove non è possibile rispettare il distanziamento sociale (3).

Le evidenze scientifiche sui potenziali rischi e benefici riguardano tre ambiti: la biomeccanica della trasmissione del virus, gli studi realizzati in contesti sanitari e quelli condotti in ambienti pubblici, inclusi quelli sulla popolazione generale.

Biomeccanica della trasmissione. La trasmissione del virus SARS-CoV-2 avviene quando le particelle virali espulse dalla bocca o dal naso di una persona infetta, anche asintomatica, contagiano un altro individuo attraverso la bocca, il naso o gli occhi (4). Evidenze da studi di laboratorio indicano che alcuni tipi di mascherine sono efficaci nel bloccare i droplet in grado di trasportare le particelle virali espulse dalla bocca o dal naso con tosse o starnuti, ma anche mentre si parla o si canta (5). Inoltre, il SARS-CoV-2 può inocularsi anche attraverso gli occhi, non protetti dalla mascherina.

Le evidenze scientifiche documentano, in maniera sempre più netta, che SARS-CoV-2 può essere trasmesso anche attraverso droplet molto piccoli (aerosol), che possono raggiungere diversi metri dalla sorgente e negli spazi chiusi, specialmente se poco aerati, rimangono sospesi nell’aria per diverse ore. All’aperto invece questa modalità di trasmissione è molto rara (6-9).

Contesti sanitari. Anche se il tema esula dagli obiettivi del presente Position Statement, consistenti evidenze dimostrano che i dispositivi di protezione individuale (DPI), incluse le mascherine realizzate con metodi appropriati, sono efficaci quando utilizzati in contesti sanitari da professionisti adeguatamente formati (10,11).

Ambienti pubblici. Le evidenze da trial randomizzati e controllati non sono conclusive sull’efficacia della mascherina nel ridurre la probabilità di infezione in ambienti pubblici (12,13). È bene sottolineare che i risultati degli studi non dimostrano l’assenza di efficacia delle mascherine, bensì non permettono di confermare una riduzione statisticamente significativa della trasmissione dell’infezione.

Tuttavia, studi osservazionali comparativi hanno concluso che l’uso di mascherine chirurgiche in ambienti pubblici si associa ad una riduzione del rischio di infezione (10). Anche se nella maggior parte di questi studi vi è una significativa probabilità che l’associazione sia dovuta a fattori confondenti relativi ad altre misure preventive, un recente studio condotto sull’equipaggio di una portaerei della Marina militare americana, ha rilevato un effetto protettivo che non sembra legato a fattori confondenti (14).

Studi di popolazione suggeriscono che l’obbligo della mascherina negli ambienti pubblici riduce in maniera significativa l’incidenza di infezione. Da segnalare un recente studio longitudinale condotto in Germania che ha analizzato l’effetto della graduale introduzione dell’obbligo di indossare la mascherina in diverse aree del Paese (15).

2. RACCOMANDAZIONI

Governo e Regioni dovrebbero:

Lanciare e potenziare campagne di informazione complete ed esaustive per promuovere l’utilizzo delle mascherine nei luoghi pubblici chiusi dove non è possibile mantenere la distanza minima di un metro, e in particolare: (…)

3. Assicurare l’equità d’accesso alle mascherine, prevedendo la fornitura gratuita per le persone che non possono permettersi di acquistarle.

 

 

3. MASCHERINE: ISTRUZIONI PER L’USO

Quale tipo di mascherina? Le mascherine devono essere prodotte in modo da trattenere i droplet della più piccola misura possibile garantendo al tempo stesso una respirazione confortevole (16). Sarebbe preferibile optare per mascherine riutilizzabili, sia per limitare la produzione di rifiuti in plastica sia per i costi, visto che le evidenze ne dimostrano l’efficacia nel trattenere le particelle virali (17). Vero è che uno studio condotto in un setting ospedaliero ad alto rischio ha dimostrato che le mascherine di tessuto sono meno efficaci di quelle chirurgiche (18). Sulla base delle attuali evidenze si raccomanda l’uso di mascherine a doppio o triplo strato di tessuti con diverse trame e proprietà elettrostatiche (1,19): a tal proposito è indispensabile lanciare una campagna d’informazione pubblica per guidare la popolazione nella scelta delle mascherine, se acquistate, e/o nella loro produzione se fatte in casa.

In quali situazioni è necessario indossare la mascherina? Considerato che indossare la mascherina per periodi prolungati può risultare poco confortevole, è appropriato limitarne l’uso alle circostanze in cui la sua efficacia è maggiore. Inoltre, più a lungo una persona infetta utilizza la mascherina, più aumenta la probabilità di una sua contaminazione che rischia di trasformarla in un veicolo di infezione.

La necessità di indossare le mascherine è maggiore negli spazi chiusi (es. trasporti pubblici, negozi, luoghi di culto, di lavoro e di intrattenimento) dove spesso l’areazione è limitata, la capacità di trasmissione aumenta, e le persone che lavorano in quegli spazi rischiano un’esposizione prolungata alle particelle virali. Per tutti questi setting sono necessarie raccomandazioni chiare, accompagnate da attività di regolamentazione e monitoraggio; inoltre, considerato che le mascherine non offrono una protezione totale è fondamentale introdurre altre misure (ambientali e comportamentali) per garantire la sicurezza delle persone che utilizzano questi spazi.

La questione dell’obbligo di mascherina in luoghi chiusi come scuole, università, uffici e impianti produttivi è molto complessa. Il fatto che alcuni luoghi di produzione (es. impianti di lavorazione delle carni, fabbriche di abbigliamento) continuano ad essere una fonte di focolai epidemici suggerisce che, se l’uso delle mascherine può ridurre in parte la probabilità di contagio, le persone che lavorano in questi ambienti necessitano di ulteriori protezioni (20). Questo potrebbe includere una riprogettazione delle strutture al fine di garantire una migliore aerazione e ridurre il rischio di trasmissione da parte di oggetti contaminati e di superfici, oltre all’attuazione di tutte le altre consuete misure di controllo dell’infezione. In questi ambiti è fondamentale il coinvolgimento degli stakeholder per definire una policy efficace e facilmente attuabile.

Vista l’impossibilità di mangiare e bere con la mascherina, la ripetuta attività di toglierla e metterla in un bar o un ristorante può aumentare il rischio di trasmissione attraverso le superfici: di conseguenza l’obbligo della mascherina per i clienti di bar e ristoranti dovrebbe essere rivalutato.(…)

È applicabile l’obbligo di utilizzo della mascherina?

 I paesi e le regioni in cui vige l’obbligo di indossare la mascherina hanno mostrato una maggiore aderenza rispetto a quelli in cui l’utilizzo è volontario (21). Al contrario, le sanzioni pecuniarie per i trasgressori che non indossano la mascherina non sono praticabili e, verosimilmente, controproducenti. Innanzitutto, le evidenze fornite da altre misure di sanità pubblica mostrano che l’imposizione forzata delle autorità può determinare una resistenza attiva (22). In secondo luogo, i tentativi di coercizione rischiano di danneggiare le relazioni e la fiducia tra Istituzioni e popolazione, con conseguente resistenza a eventuali successive raccomandazioni. In terzo luogo, l’idea di minacciare la popolazione con sanzioni pecuniarie si basa sul presupposto che la popolazione sia il problema e non parte della soluzione. Al contrario, l’impegno e l’aderenza possono essere aumentati trattando la popolazione come un partner in una strategia condivisa di salute pubblica (23,24).

Le violazioni occasionali possono essere tollerate perché se la maggior parte delle persone segue le regole i benefici per la salute pubblica continueranno ad accumularsi.

Come per le cinture di sicurezza e altre norme sulla sicurezza, sono fondamentali campagne di informazione pubblica che permettano alle persone di comprendere e accettare le motivazioni alla base della norma. L’endorsement e il sostegno di personaggi famosi e influencer, come musicisti, attori e sportivi potrebbero svolgere un ruolo importante.

Chi è protetto dalle mascherine? È opinione diffusa che il ruolo primario delle mascherine sia prevenire l’emissione nell’aria del virus da parte di una persona infetta, sintomatica o meno, e che conferisca una limitata (se non nessuna) protezione a chi la indossa. Tuttavia, gli studi osservazionali comparativi suggeriscono che c’è un modesto beneficio anche per chi la indossa. Governo e Regioni dovrebbero rivedere queste evidenze e considerare le modalità più appropriate per inserirle nelle campagne di informazione pubblica. (…)

Come affrontare i problemi del non corretto uso e conservazione e smaltimento delle mascherine? Le mascherine devono coprire naso e bocca e aderire perfettamente alla pelle: per indossarla e toglierla bisogna toccare soltanto i lati. Le evidenze sulla prevalenza dell’uso non corretto delle mascherine sono limitate, ma l’osservazione informale della popolazione generale dimostra che in molti casi non sono indossate correttamente (es. non coprono il naso o vengono abbassate per parlare o starnutire), e che spesso vengono maneggiate in maniera non sicura.

Le linee guida nazionali e internazionali sottolineano l’importanza di non toccare la parte anteriore della mascherina, di indossarla, di riporla in una contenitore ad uso esclusivo e di lavarla in acqua calda (60° C) non appena possibile. Per ridurre al minimo il rischio di contaminazione, chi indossa una mascherina dovrebbe portare sempre con sé un disinfettante per le mani da usare ogni volta che tocca la mascherina. (…)

Quali danni indiretti potrebbero derivare dall’obbligo di mascherina? Una legislazione che impone comportamenti a favore della salute pubblica dovrebbe sempre essere accompagnata da una valutazione di impatto. È importante che le politiche sull’uso della mascherina non aggravino le diseguaglianze, già aumentate da COVID-19: considerato che molti si trovano in gravi difficoltà finanziarie, il governo dovrebbe distribuire gratuitamente mascherine riutilizzabili ove necessario (…).

L’uso di mascherine può ridurre la capacità di comunicare. Per le persone con gravi deficit uditivi e coloro che si basano sulla lettura delle labbra e sulle espressioni facciali per la comunicazione, le mascherine costituiscono chiaramente un problema. L’uso di mascherine trasparenti o una temporanea rimozione della mascherina possono aiutare la comunicazione in situazioni specifiche, ma la questione richiede un dettagliato approfondimento con gli stakeholder.

Quali benefici indiretti potrebbero derivare dall’obbligo di mascherina? Un probabile vantaggio consiste nel ricordare alle persone che siamo ancora nel mezzo di una pandemia mortale rinforzando il messaggio sull’importanza di tutte le misure di protezione e sottolineando come il loro utilizzo debba costituire “la nuova normalità”. Peraltro, a partire dall’autunno, le mascherine insieme ad altre misure come il lavaggio delle mani e il distanziamento sociale, contribuiranno a ridurre anche la trasmissione dell’influenza stagionale.

Qui l’articolo completo “Utilizzo delle mascherine negli ambienti pubblici per ridurre il contagio da SARS-COV-2 Fondazione GIMBE*”

La dataroom di GIMBE viene alimentata dal 21 febbraio 2020 con i dati diffusi quotidianamente dalla Protezione Civile e dal Ministero della Salute

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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