Accessibilità ai parchi e aree gioco fino a 17 anni obbligo di accompagnamento

C'è un allegato dell'ultimo Dpcm passato sotto tono, in verità presente anche nei precedenti Dpcm  (A, Sezione 1.1 Accessibilità degli spazi) che riguarda l’obbligo di accompagnamento da parte di un genitore o di un

bambini biciclette

C’è un allegato dell’ultimo Dpcm passato sotto tono, in verità presente anche nei precedenti Dpcm  (A, Sezione 1.1 Accessibilità degli spazi) che riguarda l’obbligo di accompagnamento da parte di un genitore o di un altro adulto responsabile dei bambini e degli adolescenti di età da 0 a 17 anni nell “Accesso ai parchi, ai giardini pubblici e alle aree gioco attrezzate”. L’obbligo, è specificato,  deriva unicamente  “dalla necessità di evitare assembramenti e di garantire il distanziamento fisico tra bambini, e l’utilizzo dei DPI, (ndr le mascherine) così come previsto dalla normativa vigente”.

Il motivo dipende dal fatto che “Durante qualsiasi interazione tra persone, non è infatti possibile azzerare completamente il rischio di contagio, il quale va ridotto al minimo secondo le linee guida e protocolli contenenti adeguate misure di sicurezza e di tutela della salute”.

Oramai il distanziamento fisico (riteniamo orribile la dicitura “sociale”) forma parte della nostra quotidianità. Tuttavia  queste guide intendono garantire ai bambini e agli adolescenti􏰆􏰋􏰃􏰇􏰃􏰌􏰈􏰁􏰎􏰁􏰅 􏰄􏰃􏰆l’esercizio del diritto alla socialità e al gioco in sicurezza, ricercando da una parte il giusto bilanciamento tra il diritto alla socialità, al gioco dei bambini e degli adolescenti; dall’altra parte, la necessità di garantire condizioni di tutela della loro salute, nonché di quella delle famiglie.

I bambini e gli adolescenti debbono poter continuare a giocare fra di loro, soprattutto all’aperto, perché il gioco non è soltanto divertimento, ma comporta sviluppo di capacità motorie, agilità e coordinazione e possibilità di movimento, sperimentazione di libertà e indipendenza. Sono esperienze che non possono essere replicate a casa e sono occasione per fare nuove conoscenze, imparare a socializzare con altri bambini, confrontandosi  sui reciprochi ruoli o collaborando per raggiungere un obiettivo.

E i bambini adorano giocare all’aperto: che sia un’area gioco attrezzata, un campetto da calcio o basket, il cortile di casa o un parco in cui rincorrersi, fare giochi di squadra e di agilità magari  ammassandosi l’uno con l’altro.

Purtroppo, a causa della nuova emergenza covid, gli sport da contatto, come calcio, basket  non si possono più svolgere, anche nei pacchetti sotto casa. Come coniugare allora gioco e distanziamento fisico senza violare le linee guida sul virus? Pur andando incontro ad un autunno inoltrato, gli adulti possono organizzare attività che di per sé pongano una distanza di sicurezza per potersi svolgere. Come camminate alla scoperta della natura, giri in bicicletta, con i pattini a rotelle, con il monopattino.

Tuttavia in ogni attività all’aperto  vanno adottate misure precauzionali adeguate a proteggere se stessi e i bambini dal rischio di contagio sia mantenendo la distanza di sicurezza interpersonale,  o almeno nel maggior grado di sicurezza possibile (almeno un metro per l’attività motoria e due metri per quella sportiva) sia utilizzando la mascherina, essenziale quando il distanziamento fisico è più difficile da rispettare.

Sono queste le nuove linee guida per garantire ai bambini e agli adolescenti 􏰆􏰋􏰃􏰇􏰃􏰌􏰈􏰁􏰎􏰁􏰅 􏰄􏰃􏰆l’esercizio del diritto alla socialità e al gioco in sicurezza, preservando da una parte il giusto bilanciamento tra il diritto alla socialità, al gioco e dall’altra, la necessità di garantire condizioni di tutela della loro salute, nonché di quella delle famiglie.

Molti genitori si sono accordati fra loro per far frequentare ai loro bambini e adolescenti piccoli gruppi, possibilmente sempre lo stesso, evitando contatti tra gruppi diversi al fine di garantire il gioco e la socialità in sicurezza  e limitare l’eventualità di un contagio esterno.

Con le nuove disposizioni è  obbligatorio però che l’accompagnatore sia sempre presente per vigilare i bambini e gli adolescenti affinché 􏰓 rispettino le disposizioni di distanziamento fisico e utilizzino correttamente le mascherine come previsto dalla normativa vigente.

“Le misure igienico-comportamentali, recita infine l’allegato al Dpcm,  possono essere promosse con modalità anche ludiche, compatibilmente con l’età e con il grado di autonomia e consapevolezza dei bambini. Considerato che l’infezione virale si realizza per droplets (goccioline di saliva emesse tossendo, starnutendo o parlando) o per contatto (toccare, abbracciare, dare la mano o anche toccando bocca, naso e occhi con le mani precedentemente contaminate), le misure di prevenzione da applicare sempre sono
• lavarsi frequentemente le mani in modo non frettoloso;
• non tossire o starnutire senza protezione;
• quanto più possibile il distanziamento fisico di almeno un metro dalle altre persone, seppur con i limiti di applicabilità per le caratteristiche evolutive dei bambini e le metodologie educative di un contesto estremamente dinamico;
• non toccarsi il viso con le mani”.

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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