Adolescenti inarrestabili, un bene non solo per la lotta al cambiamento climatico

Greta Thunberg nel suo recente discorso all’Onu ha detto: «Noi adolescenti siamo inarrestabili». È vero: gli adolescenti – per fortuna – sono inarrestabili. Ed è un bene non solo per il “clima”, ma per la

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Greta Thunberg nel suo recente discorso all’Onu ha detto: «Noi adolescenti siamo inarrestabili». È vero: gli adolescenti – per fortuna – sono inarrestabili. Ed è un bene non solo per il “clima”, ma per la libertà e la democrazia in senso molto più ampio.

Non è un caso che a partire da Trump, fino ad arrivare ai beceri locali, tutti i sovranisti o fascisti 2.0 che dir si voglia sono da sempre indifferenti, se non dichiaratamente ostili a chi porta avanti battaglie per la difesa dell’ambiente e del clima.

L’ottuso e miope movente finanziario (non certo economico) non può essere l’unica ragione unificante del pensiero sovranista: c’è di più. E questo “di più” è che la difesa dell’ambiente è di per sé l’antitesi, la negazione, di qualunque forma di sovranismo, perché l’ambiente non ha, non può avere confini.

Non ci sono porti da chiudere, muri da alzare e immagini religiose da profanare per invocare la “difesa” dei patri confini dal disastro ambientale incombente. Non ci si può “rinchiudere dentro” qualcosa, di fronte alla terra che si surriscalda, ai ghiacciai che si sciolgono e ai mari che si innalzano.

Ed è proprio questa impalpabilità e inafferrabilità del “nemico” che destabilizza dittatorelli attivi o in latenza (speriamo definitiva) che hanno costantemente bisogno di un nemico da ostentare. 

Così si arriva al paradosso di prendersela con Greta: “Vieni avanti gretina” scrisse un sottoprodotto del giornalismo italiano affine ai sovranisti locali. Paradosso, perché Greta non è una Ong che ti porta sotto casa i profughi e che – se sei un becero sovranista – ti crea il “problema”.  Non è lei che alita sulla terra per surriscaldarla, ma si limita a mettere in guardia difronte ad un problema incombente. È come se qualcuno più sveglio di altri (e ce ne sono stati, seppure inascoltati), quindici anni fa avesse ammonito i governanti del mondo che era prevedibile un esodo biblico tra il sud e il nord del mondo.

Ma qual è la forza di Greta? Perché trova più ascolto dei più autorevoli esperti in materia, che dicono le stesse cose? La sua forza è proprio essere un’adolescente e gli adolescenti sono inarrestabili, perché, come il clima, non hanno confini.

È questo loro naturale non avere confini che li rende i naturali difensori non solo dell’ambiente ma, in senso lato, della libertà e della democrazia. Certo, noi adulti abbiamo tanti strumenti in mano per condizionarli al peggio in tutte le direzioni. Un bambino non si accorge nemmeno che il suo amico ha un diverso colore della pelle, finché il suo scellerato genitore non glielo fa notare e – peggio – riempie di connotazioni negative questa differenza.

Ma per quanto noi adulti ci possiamo “impegnare”, non ce la faremo, perché loro – per fortuna – sono inarrestabili.

Maurizio Tucci è nato a Potenza si è laureato in Ingegneria presso l’Università di Bologna e vive a Milano dal 1992. Lavora nel campo della comunicazione e della ricerca sociale. Ideatore e curatore dell'indagine "Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani" realizzata annualmente dalla Associazione no-profit “Laboratorio Adolescenza”, di cui è fondatore, e dall’Istituto di Ricerca IARD. È Presidente della Associazione “Laboratorio Adolescenza” e membro del Consiglio Direttivo della dalla Società Italiana di Medicina dell'Adolescenza. Giornalista e scrittore, collabora dal 1995 con il Corriere della Sera. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e saggi e ha scritto tre romanzi.

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