Alda Merini, mia madre. Nel giardino della poetessa presentazione del libro della figlia Emanuela per la rassegna “Spazio alle donne”

Libri e storie nel giardino di Alda Merini. Finalmente domani, sabato 29 maggio alle 18, primo appuntamento della rassegna "Spazio alle donne" con la presentazione del libro "Alda Merini, mia madre" da parte dell'autrice Emanuela Carniti,

Libri e storie nel giardino di Alda Merini. Finalmente domani, sabato 29 maggio alle 18, primo appuntamento della rassegna “Spazio alle donne” con la presentazione del libro “Alda Merini, mia madre” da parte dell’autrice Emanuela Carniti, figlia maggiore della poetessa.

La rassegna apre con Santo Minniti, Presidente del Municipio 6 Milano, prosegue con Donatella Massimilla che introduce le letture a cura del CETEC, Dentro/Fuori San Vittore, e la partecipazione di Giuliano Grittini e di altri amici della Poetessa. Seguiranno aperitivo in giardino e firma delle copie.

Richiesta la prenotazione via mail: info@spazioaldamerini.com

Dove:   Spazio Alda MeriniCasa delle Arti, Via Magolfa 30, Milano

CETEC Dentro/Fuori San Vittore EBANO Errante Promise

Intervista a Emanuela Carniti di Cristina Tirinzoni

Alda Merini, mia madre (Manni editore) è il regalo fatto da Emanuela Carniti a sua madre, a sé stessa e a tutti noi, scrive Cristina Tirinzoni, responsabile rubrica Psicologia di donneinsalute.it . Manuela è la figlia maggiore della poetessa, nata dal matrimonio con Ettore Carniti (avranno poi altre tre figlie allevate da altre famiglie: Flavia, Barbara e Simonetta, sottratte alla poetessa a seguito dei continui ricoveri e allevate da famiglie affidatarie). 

Manuela perché un libro su sua madre?
«Di noi quattro sorelle, io sono la maggiore, nata nel 1955 e quella con più ricordi. Ce l’avevo già dentro da tempo, questo libro, solo che rimandavo al futuro. Mi è sembrato giusto farlo ora, per il decennale dalla sua scomparsa. Avrei desiderato scriverlo con le mie sorelle: non ci sono riuscita e alla fine l’ho fatto da sola. Molte cose si dicono di lei, spesso però con grandissimo dispiacere per noi figlie. Il mercato e i media l’hanno anche sfruttata, spolpata, banalizzata. Sono usciti libri che hanno approfittato del suo nome e della sua immagine purtroppo. Meritava una ricostruzione della sua esistenza. Quello che cerco di raccontare con sincerità non è stato facile: è un’Alda Merini madre, con mille volti diversi, eppure sempre uguale a sé stessa, tra le tante sfumature di gioia, dolore, sofferenza, passione, urla e silenzi, amore e abbandoni».  

L’intervista, pubblicata su Milanosud,  prosegue qui: Alda Merini nel ricordo della figlia maggiore Emanuela

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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