Anagrafe. Il Comune costretto a chiudere le delegazioni anagrafiche, come quella in via Boifava, per effetto di circolare ministeriale

A partire da lunedì 23 gennaio, la delegazione anagrafica di via Boifava 17  del Municipio 5  (e di via Passerini 5  del Municipio 9) sarà chiusa al pubblico, come già successo a dicembre per le delegazioni di

A partire da lunedì 23 gennaio, la delegazione anagrafica di via Boifava 17  del Municipio 5  (e di via Passerini 5  del Municipio 9) sarà chiusa al pubblico, come già successo a dicembre per le delegazioni di altri Municipi di Milano

La decisione dell’Amministrazione comunale nasce dal dover rafforzare il personale e  presidiare meglio gli sportelli aperti alla cittadinanza e i ‘back office’ delle sedi anagrafiche maggiormente frequentate da cittadini e cittadine a seguito dell’importante aumento di lavoro, causato dalla recente chiusura degli sportelli di quartiere convenzionati come edicole, cartolibrerie e tabaccherie.

Infatti, la circolare ministeriale n. 1152022 emanata dal Ministero dell’Interno ha imposto  la sospensione  del servizio di erogazione dei certificati anagrafici online tramite gli  sportelli di quartiere a partire da giovedì 29 dicembre, convenzionati dal Comune, e quelli online “per conto terzi”. Ciò comporta una crescita dell’impatto della domanda sugli sportelli anagrafici, stimato in circa 500 utenti in più al giorno.

Questo vuol dire che non sarà più possibile scaricarli per una persona che non fa parte del nucleo familiare di residenza, ma sarà necessario recarsi fisicamente in una sede dell’anagrafe. 

Chiusura sede di via Boifava 17

La sede anagrafica di via Boifava 17 nel 2022 aveva registrato in media 19 accessi giornalieri. Già da oggi, 16 gennaio,  la sede non è più disponibile per la prenotazione di appuntamenti online; ai cittadini e alle cittadine con appuntamento già preso è stato comunicato di recarsi nella sede più vicina, quindi in via Tibaldi 41, sede del Municipio.  Oppure  all’Anagrafe centrale di via Larga che lo scorso anno ha rilasciato oltre 51mila CIE (carte di identità elettroniche) e supera quotidianamente i 500 accessi. 

Servizi online di certificazione

“Le conseguenze di questo stop – aveva affermato l’assessora ai Servizi civici Gaia Romani – ricadranno purtroppo su cittadini e cittadine che saranno costretti a recarsi in Anagrafe. L’impatto sui nostri sportelli è stimato, infatti, in 500 utenti in più al giorno. Con questa decisione si rischia di tornare indietro anziché andare avanti, riducendo la semplificazione e dilatando i tempi di rilascio dei certificati per le persone”. Concludendo che “Il Comune di Milano, insieme all’Anci, si sta mobilitando per consentire alle amministrazioni locali di continuare ad erogare i servizi online di certificazione e mantenere attive le convenzioni con enti e organizzazioni di categoria, ripristinando una banca dati online almeno per i cittadini e le cittadine residenti in città”.

 

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