Aperto il 53° anno accademico dell’Università Iulm. L’Ateneo ha aderito all’iniziativa della Rete delle Università italiane per la Pace

Lo scorso 28 febbraio è stato inaugurato il 53° Anno Accademico dell’Università Iulm, in zona Romolo. La cerimonia è stata aperta con l’intervento del presidente del Consiglio di amministrazione, professor Giovanni Puglisi, e con il saluto del sindaco di

Lo scorso 28 febbraio è stato inaugurato il 53° Anno Accademico dell’Università Iulm, in zona Romolo. La cerimonia è stata aperta con l’intervento del presidente del Consiglio di amministrazione, professor Giovanni Puglisi, e con il saluto del sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Ospite alla cerimonia di inaugurazione il giornalista e divulgatore scientifico Piero Angela, presente con una testimonianza video dal titolo Comunicazione, scienza e democrazia culturale.

Il rettore dell’università di via Carlo Bo, professor Gian Battista Canova (nella foto), ha analizzato i fraintendimenti e gli equivoci di cui tutti siamo stati vittime negli ultimi due anni, persi e smarriti nel labirinto del Covid. «Ci siamo ritrovati a navigare a vista, senza mappa e senza bussola, ma quel che è più grave è che sono stati spesso alcuni di noi – accademici, intellettuali, studiosi, ricercatori – a praticare la dissipazione informativa, a sperperare e disinnescare i segni, arrivando a minare alle basi la credibilità della comunità scientifica e del nostro stesso lavoro nelle università».

Il rettore ha quindi concluso facendo un bilancio dell’ultimo anno della Iulm, che è stato positivo: dall’autonomia finanziaria alla pubblicazione del nuovo Piano strategico, dall’inaugurazione della sede di Roma al progetto di Iulm 8 che andrà a completare il Campus, ma anche la nuova palestra, la Iulm Food Academy, gli Iulm Studios e a breve sarà aperto anche un laboratorio dedicato alla ricerca dell’Intelligenza Artificiale.

Il rettore ha inoltre ricordato alcune sfide a cui la Iulm intende dare il proprio contributo: la prima è dettata dalla cronaca di questi giorni, l’Ateneo ha aderito all’iniziativa della Rete delle Università italiane per la Pace «Vorremmo che questo gesto significasse un impegno concreto a mettere le risorse della nostra attività di ricerca e di didattica al servizio di una comprensione critica dei conflitti tra gli esseri umani nella loro dimensione reale, ma anche dello studio e dell’elaborazione di modalità di risposta e di gestione dei conflitti diversi da quelli della violenza e della sopraffazione» ha dichiarato Canova.

La seconda è la sfida per la costruzione di una vera democrazia culturale poiché l’Italia continua a essere il Paese con il minor numero di laureati in tutta l’Unione Europea. La terza sfida è uscire dalla compartimentazione dei saperi, avere il coraggio di praticare sconfinamenti. “All’interno di discipline come Filosofia ed Economia, Psicologia e Cinematografia, Statistica e Sociologia, Teatro e Turismo, Moda e Industrie creative. Questo è tra le cose che cerchiamo di fare, che già ci impegniamo a fare con gli studenti che ci scelgono».

Ha preso la parola anche il rappresentante degli studenti in Consiglio di amministrazione Enzo Cartaregia che ha ricordato i valori dell’università (sapere, saper essere, saper fare) evidenziando quanto l’Ateneo si sia impegnato nei mesi passati, quelli della pandemia di Covid-19, per una ripresa della didattica in presenza e in sicurezza e per garantire agli studenti la vita universitaria: «La nostra generazione ha bisogno di proporre al Paese un altro vaccino: quello della buona comunicazione, capace di attrezzare con parole di verità il nostro dibattito pubblico, come i vaccini hanno armato i nostri corpi per la convivenza con il virus».

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