Appello (e suggerimenti) agli indecisi

Un paio di giorni separano i milanesi dal voto del 5 giugno per l’elezione del 14esimo sindaco dal Dopoguerra e dei primi presidenti di Municipio. I principali sondaggi indicano il candidato del Centrosinistra Beppe Sala

Un paio di giorni separano i milanesi dal voto del 5 giugno per l’elezione del 14esimo sindaco dal Dopoguerra e dei primi presidenti di Municipio. I principali sondaggi indicano il candidato del Centrosinistra Beppe Sala attestato intorno al 40% delle preferenze, in vantaggio di qualche punto percentuale su Stefano Parisi del Centrodestra.
Molto distanti gli altri candidati. Il primo, Gianluca Corrado del M5S, viene dato tra il 12 e il 15%.

Sondaggi ballerini che, per quanto siano da considerare con cautela, contengono un dato ormai acquisito: gli indecisi e coloro che non sanno se andranno a votare si attestano oltre il 35%. Un nutrito gruppo di milanesi che di fatto, a maggior ragione in questa situazione di sostanziale parità tra i due principali candidati sindaco, farà la differenza al momento delle spoglio delle schede.

I sondaggisti ci dicono che si tratta di elettorato composto in maggioranza da anziani e donne, delusi dalla politica, poco interessati o che non vedono differenze tra le proposte in campo. Una fetta di elettori per i quali le parole sinistra o destra hanno poco significato, mentre hanno grande importanza i problemi di tutti i giorni, che riguardano sicurezza, viabilità, verde, lavoro, assistenza, casa, cultura. Insomma tutto ciò che conta in termini di qualità della vita.

A queste persone, oltre che leggere la presentazione dei candidati e delle loro proposte politiche pubblicate sul sito Milanosud e sull’edizione cartacea, consigliamo di porsi una semplice domanda per togliersi ogni dubbio: “Milano in questi 5 anni è migliorata o peggiorata?”. Per noi Milano è molto migliorata rispetto quella lasciata dalla Giunta Moratti. Conclusioni a cui arriviamo scorrendo velocemente i temi concreti di cui abbiamo detto. Prendiamo la sicurezza: secondo i dati della questura i reati nel 2015 sono scesi del 10%. Riguardo viabilità e mezzi pubblici, mai come in questi anni Atm e MM hanno investito in mezzi e linee, con orari di servizio più flessibili e ampi; Area C è apprezzata dalla maggioranza dei cittadini, così come la mobilità ciclabile è cresciuta enormemente. Se pensiamo poi alla cura del verde, un dato su tutti ci convince: Milano, secondo i dati del Comune, dopo 5 anni, conta 67mila alberi in più e molti parchi pubblici in più. Se parliamo di lavoro, gli ultimi dati della Camera di Commercio segnalano un aumento degli occupati e quelli della Bocconi una crescita delle attività imprenditoriali e commerciali, sia di tipo tradizionale che innovativo. Anche sul tema dell’assistenza ai più deboli si sono fatti grandi passi in avanti: in questi anni le politiche sociali sono state la voce del bilancio comunale più corposa e Milano è diventata la città in Italia che ha investito maggiormente. Migliaia le persone in più assistite rispetto al quinquennio precedente, per aiutare le quali sono stati creati nuovi servizi e coinvolte moltissime associazioni e volontari. C’è poi lo spinosissimo tema della Casa: da quando il Comune ha ripreso con MM la gestione dei propri immobili le occupazioni sono diminuite mentre sono aumentate le assegnazioni (purtroppo Aler, governata da Regione Lombardia, non ha fatto altrettanto con il suo patrimonio immobiliare), sono stati introdotti aiuti per chi è in difficoltà nel pagare l’affitto e agevolazioni per le giovani coppie. Se infine parliamo di Cultura tutti i dati parlano di un “Rinascimento milanese” che ha visto una crescita significativa di eventi culturali e ricreativi nei musei, nelle strade, in centro e in periferia.

Certo rimane da fare moltissimo e le periferie in particolare saranno il vero banco di prova delle capacità e delle volontà politica della prossima amministrazione. Ma come si dice in questi casi “la bacchetta magica non l’ha in mano nessuno” e chi fa finta di averla proponendo soluzioni mirabolanti è in malafede o non conosce ciò di cui parla.

Per tutte le queste ragioni il nostro sostegno convinto va a Beppe Sala, l’uomo di Expo, e alla coalizione che lo sostiene, che è la stessa, assessori compresi, che ha lavorato con Pisapia. Una differenza sostanziale, di cui tenere conto, soprattutto quando viene detto che i candidati sono tutti uguali.

Sulle sorti dei futuri Municipi non abbiamo sondaggi su cui ragionare, quindi rimandiamo alle nostre interviste pubblicate su sito e giornale. Abbiamo comunque due “giovani” indicazioni da dare ai nostri lettori: Enea Moscon (27 anni) per il Municipio 5 e Santo Minniti (32 anni) per il Municipio 6. Entrambi del Centrosinistra.

Stefano Ferri

Giugno 2016)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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