Arrestati i ladri che avevano aggredito in via Orlando un 55enne per rubargli l’auto

La Questura di Milano ha arrestato il 14 ottobre Gennaro Luongo (39 anni) e Luigi De Fresco (45 anni), residenti in via Baroni, al Gratodsoglio. I due malviventi, il pomeriggio del 24 settembre, nel corsello

maria_jose_falcicchia-poliziaLa Questura di Milano ha arrestato il 14 ottobre Gennaro Luongo (39 anni) e Luigi De Fresco (45 anni), residenti in via Baroni, al Gratodsoglio. I due malviventi, il pomeriggio del 24 settembre, nel corsello dei box di via Vittorio Emanuele Orlando, avevano picchiato e derubato dell’auto, una Mazda 3, un 55enne, che poi era finito l’ospedale con fratture alla clavicola e alle costole.

I due poi, a bordo dell’auto, si erano diretti verso la zona di Porta Genova, piena di milanesi e stranieri per la Settimana della Moda. Qui, in via Solari, hanno rapinato due ragazze dipendenti dello showroom di Fendi, che aspettavano il bus, aggredendole e strappando loro la borsetta e provocando la distorsione del bacino a una delle due.

Fortunatamente la scena del reato era stata ripresa a una telecamera e un passante ha segnalato la targa del veicolo. Quanto è bastato agli investigatori coordinati dalla dottoressa Maria Josè Falcicchia (nella foto), vice questore aggiunto della Questura di Milano e dirigente dell’Upg (Ufficio Prevenzione generale), per identificare e mettersi tracce di Luongo e De Fresco, da tempo noti alle Forze dell’ordine per reati di spaccio, rapina, furto, ricettazione, evasione e lesioni personali. Dopo una serie di pedinamenti e intercettazioni telefoniche la Polizia ha rintracciato i due balordi, nascosti, alternativamente, presso la madre di uno dei due, da una bidella e da un’educatrice di una comunità di recupero. Appena il Gip ha potuto far riconoscere i malviventi alle tre vittime – in ospedale per accertamenti – sono scattati gli arresti.

S. F.

(Ottobre 2016)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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