Arriva la M6: stanziati i fondi per lo studio di fattibilità di una metropolitana al servizio dei quartieri Vigentino-Ripamonti

La bella notizia è arrivata il 31 dicembre, dalla pagina Facebook del sindaco Giuseppe Sala: “Sono stati stanziati i fondi per lo studio di fattibilità di M6 che interesserà la parte del sud milanese in

La bella notizia è arrivata il 31 dicembre, dalla pagina Facebook del sindaco Giuseppe Sala: “Sono stati stanziati i fondi per lo studio di fattibilità di M6 che interesserà la parte del sud milanese in connessione con le linee della metropolitana 2 e 3”. Seppur con molte pagine ancora da scrivere, si apre quindi un nuovo capitolo per la mobi- lità del Municipio 5.

Le risorse per lo studio di fattibilità, contenute nella legge Finanziaria (art. 132), avviano di fatto l’iter che porterà alla costruzione della nuova metropolitana, secondo quanto come giornale – consentiteci questa autocitazione – avevamo chiesto giusto un anno fa. Allora scrivemmo due servizi che sottolineavano le difficoltà della mobilità attuali e future, considerato lo sviluppo immobiliare del Municipio 5 e in particolare nell’area Scalo Romana, Ripamonti e Vigentino. Gli esponenti di Municipio e Comune che interpellammo si erano detti d’accordo sull’urgenza di realizzare una nuova linea. L’allora assessore alla Mobilità, Marco Granelli, si era impegnato a muoversi in questa direzione. E noi avevamo ipotizzato dei tracciati per la nuova linea.

Le prime ipotesi di tracciato per la linea rosa M6.

In questo quadro, l’annuncio di fine anno del sindaco è stato accolto da Mattia Cugini, neoassessore all’Urbanistica e Verde del Municipio 5, con grande soddisfazione: «Come Municipio avevamo chiesto poche settimane fa che lo studio di fattibilità per una nuova linea fosse anticipato al 2022 e su questa ipotesi avevamo avuto la condivisione da parte dell’assessore alla Mobilità Arianna Censi e, prima ancora, dall’assessore Marco Granelli. Ora, a risorse stanziate, in queste settimane iniziano le prime interlocuzioni con i soggetti del territorio e i sindaci dei comuni limitrofi, potenzialmente interessati alla nuova linea. Entro primavera Amat (Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio del Comune – Ndr) inizierà lo studio di fattibilità su due o tre tracciati, partendo dalle ipotesi su cui sta già lavorando l’assessorato alla Mobilità. Poi nel 2023 si sceglierà il tracciato, si realizzerà il progetto e inizierà la raccolta fondi. Con il vantaggio di poter accedere ai fondi del Pnrr».

Le macro ipotesi su cui i tecnici stanno lavorando sono sostanzialmente tre. La prima è quella contenuta nel Pums (Piano Urbano della Mobilità) del 2018 (vedi immagine sopra), che prevede una linea di metropolitana, la M6, che da Baranzate, nel nord Milano, attraversa la città, passando lungo i bastioni, a est o ovest, per poi dirigersi lungo verso Ripamonti – Vigentino e da qui verso Opera o Rogoredo e Ponte Lambro.

La seconda, la più semplice, si muove da ovest a est e prevede il prolungamento della M2 da piazza Abbiategrasso verso via Ferrari, Fatima-Vigentino, Rogoredo, Ponte Lambro. Mentre la terza ipotesi ipotizza lo sdoppiamento della linea gialla all’altezza della fermata di Porta Romana, con la creazione di un nuovo braccio di metropolitana verso sud, fino a Noverasco-Opera.

Creazione grafica di Urbanfile.

«Ogni ipotesi allo studio deve potersi integrare con la mobilità cittadina e alleggerire i flussi di passeggeri in ingresso e attraversamento alla città. C’è poi una valutazione di costi benefici – spiega l’assessore Matteo Cugini, che per studi e attività di lavoro si occupa proprio di trasporti e mobilità –. Prolungamento e sbinamenti delle linee hanno il vantaggio di prevedere meno fermate, ma costringono a realizzare una metropolitana vecchio modo, pesante, più costosa, con banchine da 110 mt e treni da 100 metri. Più impattante, perché richiede molto più spazio. Senza contare la necessità di chiusure le stazioni di collegamento.

Se invece si realizza una nuova linea con una metropolitana leggera, come la M4, vagoni e banchine sono grandi la metà, i lavori sono relativamente più brevi e meno costosi. Certo, essendo una linea che va da nord a sud della città, sono interventi nel complesso necessariamente più lunghi. Infine c’è da tenere conto del Pnrr. I fondi europei costringono il Comune ad avviare i lavori in tempi ridotti, altrimenti le risorse non sono dispo- nibili e quindi spinge verso soluzioni modulari e circoscritte, ma che garantiscano, comunque, connessioni con M2 e M3».

Presupposti questi che potrebbero portare alla realizzazione delle prime fermate in tempi relativamente brevi.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

Recensioni
1 COMMENTO
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    Gianluca Brescia 19 Gennaio 2022

    Il prolungamento della M5 a Monza sarà pronto forse per il 2030, la M4 sarà pronta al completo nel 2024 se tutto va bene ed il primo cantieri sono iniziati 10 anni fa, nel 2012.

    Costruire una metropolitana oggi è assai complesso, non basta annunciare i fondi sbloccati e la frase “studi di fattibilità”.

    Servono tantissime autorizzazioni, bandi di gara per i progetti, studi di fattibilità, VIA, VAS, AIA, pareri e valutazioni tecniche. E poi fondi e tempistiche per costruire i treni ed effettuare il pre-esercizio.

    Rispetto agli anni ’60 con M1 ed M2 è molto diversa la situazione: era più semplice.

    Per il prolungamento della M1 dopo Sesto F.S. serviranno ancora un paio d’anni.

    Quindi secondo me per la M6 forse dopo il 2026

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