“Basta, il potere alle donne!” il libro di Lilli Gruber, per una nuova rivoluzione culturale

Domenica 17 novembre ore 19,30, in via Balzan sala “Buzzati” con un’amica una coda infinita per assistere alla presentazione del libro di Lilli Gruber,“Basta! il potere alle donne”.Mentre aspettiamo di entrare facciamo conversazione con una

, “Basta, il potere alle donne!” il libro di Lilli Gruber, per una nuova rivoluzione culturale

Domenica 17 novembre ore 19,30, in via Balzan sala “Buzzati” con un’amica una coda infinita per assistere alla presentazione del libro di Lilli Gruber,“Basta! il potere alle donne”.

Mentre aspettiamo di entrare facciamo conversazione con una giovane donna laureata, che ci confida come a breve probabilmente perderà il suo lavoro in uno studio di Architettura. Dopo 2 contratti a termine, il datore di lavoro, non potendone stipulare un terzo, le propone di ridurre l’orario costringendola di fatto a lasciare… È una giovane emigrata dal Sud, preparata e donna tra tanti uomini di potere. Ci racconta di un ambiente di lavoro dove a parità di capacità decidono gli uomini. È  uno degli argomenti del libro. Finalmente entriamo e poiché la sala è già piena viene allestito un maxi schermo nell’atrio.

Insieme a Lilli Gruber c’è Beppe Severgnini, che con il compito di intervistatore/moderatore, inizia con alcune domande tratte dalla parte finale del libro: perché i termini “mestruazioni”, “menopausa” e organi genitali femminili sono usati con circospezione, quasi fossero da nascondere, perché invece gli organi riproduttivi maschili vengono se non esibiti, trattati con disinvoltura? Perché nella menopausa, quando noi donne smettiamo di procreare, diventiamo “inservibili”, mentre in realtà è un fatto fisiologico e null’altro?

E poi: di donne che non hanno paura di mettersi in gioco c’è bisogno, in un mondo intriso di testosterone. Da Trump a Erdogan e da Orban a Putin, siamo in mano a maschi presunti alfa che distruggono la cultura delle pari opportunità, della pace e anche del semplice buonsenso. Ormai tutte le ricerche confermano che escludere le competenze femminili dal mondo del lavoro e dalla gestione economica è il modo migliore per garantirsi che la crisi economica non finisca mai e anzi si aggravi. Per avere più donne ai vertici è necessario gratificarle e retribuirle almeno quanto vengono gratificati e retribuiti gli uomini. Pagarle di meno è vergognoso. Lasciarle in balia di maschi di potere che si sentano in diritto di ricattarle sessualmente è criminale. È fondamentale che gli uomini sappiano tenere “il muscolo centrale” dentro ai pantaloni.

Oggi la normativa si è “civilizzata”, ma non la mentalità e la cultura. È quanto constata con acume, intelligenza e perspicacia Gruber.

La serata si conclude con la consueta cerimonia della dedica sul libro, tutto da leggere, soprattutto dalle nuove, giovani generazioni, alle quali l’autrice con eleganza dà alcuni utili suggerimenti.

Francesca Piubello

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