Beghrir con salsa di miele (Marocco)

Le beghrir sono le crèpe marocchine, dalla caratteristica porosità. Si servono anche con salsa al miele. Per realizzarla è sufficiente diluire in una piccola casseruola 4-5 cucchiai di miele con mezzo bicchiere abbondante

Le beghrir sono le crèpe marocchine, dalla caratteristica porosità. Si servono anche con salsa al miele. Per realizzarla è sufficiente diluire in una piccola casseruola 4-5 cucchiai di miele con mezzo bicchiere abbondante d’acqua e, a fiamma bassa, mescolarli sino a ottenere uno sciroppo. Servite la beghrir con la salsa al miele così ottenuta, messa in una ciotola. Passiamo alle crèpe.

Ingredienti per 6 persone: 350 g di farina di frumento; 150 g di semolino di frumento; 1 cubetto di lievito fresco (40 g); 1 cucchiaino di zucchero; 3 uova; 2,5 dl di latte; olio di semi di girasole; sale.

Sciogliete il lievito con lo zucchero in 3 dl di acqua fresca, mescolando bene.

Versate in una ciotola farina e semolino, unitevi il sale e le uova. Aggiungete al composto il lievito, il latte tiepido e 2,5 dl di acqua tiepida, senza mai smettere di mescolare. Fate lievitare per 1 ora e 30 minuti circa a temperatura ambiente, finché il volume si sarà raddoppiato.

Preparazione: distribuite sulla spianatoia un telo pulito e inumidito. Pennellate d’olio una padella dal fondo pesante e scaldatela. Con un piccolo mestolo versate cucchiaiate di pastella nell’olio caldo: dovreste ottenere una frittellina alta solo 3 mm, di circa 12 cm di diametro. Voltatela e doratela anche dall’altro lato. La beghrir è cotta quando sulla superficie si formano molti forellini.

Ponete la frittellina sul canovaccio inumidito, in modo che non si asciughi, e fatela intiepidire.

Preparate altre frittelle allo stesso modo, fino a esaurimento della pastella. Servitele tiepide o fredde, con la salsa di miele e con mandorle tostate e grossolanamente sminuzzate.

Vino e altre Bevande:  Proponete con tè aromatizzato al gelsomino, oppure un dolce Erbaluce di Caluso passito.

Anna Muzzana

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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