Bnp Paribas si prepara alla demolizione della ex scuola di piazza Abbiategrasso

Bnp Paribas ce lo ha confermato: il fondo immobiliare Comune Milano II sta predisponendo la pratica per la demolizione definitiva della ex Scuola “Silvio Pellico” di piazza Abbiategrasso, di cui è proprietaria. I tempi sono

scuola piazza abbiategrassoBnp Paribas ce lo ha confermato: il fondo immobiliare Comune Milano II sta predisponendo la pratica per la demolizione definitiva della ex Scuola “Silvio Pellico” di piazza Abbiategrasso, di cui è proprietaria. I tempi sono da stabilire, come è da definire, entro breve, la successiva alienazione del cespite. In ogni caso per Bnp la demolizione è un dato di fatto e se la vendita dell’immobile non si perfezionerà i tempi ragionevoli, sarà il fondo a procedere con l’abbattimento.

Nei mesi scorsi la social street Baia del re aveva organizzato una raccolta di firme, giunta a 300 adesioni, per indurre la proprietà a intervenire e porre fine alle occupazioni abusive e al degrado che queste generavano. Sulla stessa lunghezza d’onda si erano pronunciati il Municipio 5 e alcuni consiglieri comunali, così come diversi giornali, tra i quali del nostro, avevano sollevato la questione della scuola abbandonata di piazza Abbiategrasso. Ma dal fondo non erano mai arrivate risposte.

Finalmente, stop al degrado per la ex scuola dunque? Vedremo… E pensare che nel 2001, per quella struttura e per quell’area, il Comune aveva previsto un progetto preliminare per un intervento di ristrutturazione, messa a norma e abbattimento delle barriere architettoniche, puntando alla realizzazione di un nuovo Comando di Polizia Municipale.

Nessuna nuova invece per gli altri due immobili del fondo che si trovano in zona: la ex bocciofila di via dei Missaglia e l’edifico di via Sant’Abbondio 10, ex sede della centrale termica del quartiere Chiesa Rossa, attualmente occupato dal centro sociale Zam. Per il momento pare non ci siano acquirenti.

Claudio Muzzana
(Gennaio 2017)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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