Borsa e investimenti: ecco le azioni da monitorare per investire nei prossimi mesi

Dopo una prima parte dell'anno caratterizzata da un sostanziale ottimismo in cui i mercati confidavano in un sostanziale ritorno alla normalità legato alla campagna vaccinale, la fine del 2021 si sta facendo notare per la

Dopo una prima parte dell’anno caratterizzata da un sostanziale ottimismo in cui i mercati confidavano in un sostanziale ritorno alla normalità legato alla campagna vaccinale, la fine del 2021 si sta facendo notare per la situazione pesantemente ribassista. Da una parte i timori dovuti alla nuova variante di Covid e l’innalzamento dei contagi in tutto il mondo, dall’altra, la forte preoccupazione per l’aumento dell’inflazione e del costo dell’energia, spingono le Borse al ribasso. Anche l’inizio del 2022 non sembra destinato ad aprirsi nel migliore dei modi, tuttavia molti analisti invitano a non farsi prendere dal panico e a confidare sul sostegno alla ripresa economica promesso dalla Banca Centrale Europea.

Anche se, quindi, i principali mercati appaiono turbolenti, permangono diverse opportunità che gli utenti possono sfruttare per realizzare un guadagno. Chi decide di comprare azioni, ad esempio, può orientarsi ancora una volta sui titoli farmaceutici che stanno registrando un trend molto positivo. In modo analogo i titoli del settore fintech proseguono il loro ottimo andamento, segno che un nuovo modo di intendere la finanza è destinato a diventare la normalità per milioni di utenti.

Come investire in azioni

Chiunque decida di investire nel mercato azionario deve necessariamente avere chiaro il suo funzionamento e le caratteristiche predominanti. Esistono, però, anche dei trend ben precisi che possono orientare l’investitore nella scelta dell’asset su cui puntare: ad esempio le azioni del comparto tecnologico stanno registrando ottimi risultati.

In ogni caso, comprare titoli può essere un’attività più o meno rischiosa a seconda del grado di volatilità di quel determinato asset: azioni fortemente volatili, ad esempio, a fronte di un livello di pericolosità abbastanza elevato, garantiscono anche un buon guadagno; di contro, titoli dall’andamento lineare non porteranno la stessa probabilità di fare un ottimo affare.

Alla base di qualunque investimento vi è, in ogni caso, una strategia ben precisa che parte da un’accurata riflessione circa la distribuzione del budget. Questa viene chiamata in gergo “asset allocation” e prevede l’assegnazione di una determinata quantità di capitale in base a diverse caratteristiche dell’asset in questione. Di assoluta rilevanza per la buona riuscita di un investimento è, poi, una precisa e puntuale disamina che prenda in considerazione l’analisi tecnica e quella fondamentale.

L’importanza delle analisi tecnica e fondamentale

Quando si decide di comprare azioni occorre tenere presenti i risultati derivanti dall’analisi tecnica e fondamentale. Quest’ultima prende in considerazione gli elementi più importanti che caratterizzano quella società, fra cui il business model (ovvero la struttura nella sua complessità), il settore di appartenenza e i suoi competitors, i dati societari e l’azionariato. Anche un utente non particolarmente ferrato a livello tecnico può eseguire una corretta analisi fondamentale, a patto che disponga delle informazioni necessarie.

L’analisi tecnica, invece, riguarda tutto quell’insieme di dati, di segnali e di indicatori che aiutano a prevedere l’andamento del prezzo di un asset. In questo caso l’analista dovrà riportare su un grafico tutti questi elementi e, attraverso l’utilizzo di metodi matematici e statistici, sarà in grado di elaborare una previsione. In seguito, occorre poi stabilire la durata del proprio investimento e decidere, quindi, se si vogliono sfruttare le opportunità offerte da un arco temporale ridotto o da uno più lungo.

In genere chi dispone di capitali ridotti si orienta di preferenza verso una tipologia di investimento sulla breve durata (come nel caso del trading intra day), mentre chi non ha fretta di mettere a frutto i suoi investimenti considera maggiormente le operazioni spalmate su più anni.

 

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