Business Angels, come attirare l’attenzione di potenziali investitori

Per le startup e le PMI è spesso difficile ottenere finanziamenti dai classici canali di credito bancario: un aiuto può arrivare dai business angels, investitori particolari che affiancano contribuendo, soprattutto dal punto di vista finanziario,

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Per le startup e le PMI è spesso difficile ottenere finanziamenti dai classici canali di credito bancario: un aiuto può arrivare dai business angels, investitori particolari che affiancano contribuendo, soprattutto dal punto di vista finanziario, ad accrescere la capacità produttiva dell’azienda.

Ottenere il supporto di questi esperti non è scontato perché, apportando capitali propri, i business angels devono valutare attentamente l’idea imprenditoriale considerando i rischi e opportunità.

Contattare dei business angels

Nel corso degli anni sono stati creati veri e propri “Business angels network” (BAN), luoghi di incontro il cui compito è quello di mettere in contatto investitori e imprenditori. Particolare rilievo assume il network nazionale IBAN (Italian Business Angels Network) e il network europeo EBAN (European Business Angels Network).

Un’ulteriore forma associativa è rappresentata dai Business Angel Club, gruppi di investitori riuniti con lo scopo di condividere le proprie conoscenze e confrontarsi in modo diretto.

Prima di decidere di investire un’impresa i business angels valutano 5 o 6 aziende in modo approfondito: caratteristiche del prodotto o servizio su cui si investe, potenziale di crescita, capacità manageriale, competenza e motivazione del team.

Le tipiche cause di rifiuto sono l’elevato livello di rischio, la mancanza di fiducia dell’imprenditore o redazione di business plan poco soddisfacenti.

Elevator pitch

Raccolte le opportunità di investimento il business angel procede alla valutazione, che all’inizio è supportata dal pitch (documento sintetico volto a trasmettere l’idea di business evidenziandone i vantaggi e le strategie di sviluppo). Dallo screening iniziale vengono selezionate le imprese più meritevoli alle quali sarà richiesto il business plan.

Un buon pitch deve contenere:

  • La tua idea di business: una descrizione concisa ed efficace del progetto e dei bisogni di mercato che intendi soddisfare,
  • Team: presentazione dell’imprenditore e del suo staff,
  • Strategia di sviluppo: la condotta che la tua impresa intende adottare per il suo sviluppo,
  • Profittabilità: breve descrizione delle previsioni economiche-finanziarie.

I quattro pilastri che ti aiuteranno a creare un pitch di successo sono:

1- Chiarezza: esprimi il concetto senza dimenticare che chi hai di fronte non conosce l’idea che stai presentando. Dovrai quindi eliminare ogni equivoco o ambiguità, utilizzando un linguaggio comprensibile e senza troppi tecnicismi.

2- Semplicità: prova ad immaginare di dover spiegare il tuo progetto a un bambino di cinque anni o ai tuoi genitori che non conoscono l’argomento di discussione.ì

3- Esperienza: ti permetterà di acquisire una maggiore consapevolezza sulle tue capacità. Il tempo è un fattore chiave e avere dimestichezza con gli strumenti da utilizzare nel corso della presentazione ti permetterà di gestire al meglio eventuali imprevisti.

4- Passione: l’ingrediente segreto di ogni presentazione, che può manifestarsi sia nel contenuto che nella forma della presentazione.

Ma come si crea un elevator pitch che lasci il segno?

Ogni buona presentazione è un giusto equilibrio tra contenuti interessanti ed un design efficace. Devi avere qualcosa di stimolante da raccontare e devi essere in grado di comunicarla nel modo più attraente possibile.

Ecco delle caratteristiche che accomunano tutti i pitch e che possono influenzare l’andamento della tua presentazione ai business angels:

– Aggancio: è l’elemento che attira l’attenzione dell’audience. Se la prima impressione è quella che conta, un incipit ad effetto è l’elemento vincente per attirare l’interesse degli investitori.

– Problema/soluzione: se la startup nasce per risolvere un problema, dovrai dimostrare come risolverlo e perché la soluzione proposta è migliore rispetto alle altre.

– Team: il punto di partenza di una startup è il team che la compone. Se il pitch è focalizzato sul team è necessario dimostrare che la squadra ha tutte le competenze necessarie per realizzare l’idea. Ogni singolo componente deve essere valorizzato, per questo è sempre bene indicare i motivi per cui la posizione che ricopre è necessaria ai fini del progetto.

– Richiesta: il motivo che spinge uno startupper a realizzare un pitch davanti a degli investitori è quello di richiedere un finanziamento per la propria idea. La richiesta dei fondi è l’elemento essenziale del pitch: è quindi necessario essere chiari su come verranno utilizzati i fondi, contestualizzare tutte le informazioni ed essere pronti a rispondere a tutte le domande dei potenziali investitori. Cerca quindi di definire un quadro preciso delle possibili richieste e una risposta pronta a tutte le domande.

Business plan

Il business plan è fondamentale per ottenere i finanziamenti poiché descrive il progetto imprenditoriale, le scelte strategiche e le modalità operative, le prospettive economiche e il fabbisogno finanziario connesso al progetto.

Un business plan deve contenere:

Executive summary: la sezione più importante, deve rappresentare in maniera concisa ma esaustiva gli argomenti che approfondirai all’interno del documento. Un’introduzione di poche pagine in grado di stimolare l’interesse dell’investitore.

Società: presentazione della società, contenente una parte dedicata alle informazioni generali quali forma giuridica, oggetto sociale, organigramma e obiettivi e una parte dedicata alla storia dell’impresa. In tale ambito saranno presentati i punti di forza e i successi ottenuti nonché le criticità.

Settore: un’analisi del settore con particolare riferimento alla tipologia di clienti cui il prodotto è rivolto nonché i fornitori e i concorrenti.

Prodotto: descrizione del prodotto venduto o del servizio erogato.

Mercato: analisi del mercato nel quale opera l’impresa e le proiezioni realistiche sulle vendite della società.

Team: caratteristiche e ruoli di chi lavora in azienda, comprensivo di conoscenze e background professionale.

Strategie: modalità con le quali conseguire gli obiettivi prefissati.

Marketing: campagne pubblicitarie e canali di promozione.

Piano operativo: descrizione delle attività che vuoi intraprendere per raggiungere gli obiettivi aziendali, compresa la produzione e la commercializzazione dei prodotti, le attività di ricerca e sviluppo, gli impianti e il personale.

Piano economico finanziario: evidenzia l’ammontare dei capitali necessari a consentire lo sviluppo del progetto imprenditoriale. Il piano deve presentare stati patrimoniali e conti economici dei futuri 3 o 5 anni.

Hai mai pensato di individuare un Business Angel per finanziare la tua attività?

In collaborazione con inCOWORK

Catanese di nascita e Milanese d'adozione, ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione il giorno del mio compleanno. Social media lover con una passione sfrenata per la musica di De André e i fumetti di Andrea Pazienza. Amo la Sicilia, il mare e il sole.

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