IL CALENDARIO STORICO 2017

In occasione del ventennale l’associazione pubblica per i soci e lettori una produzione unica

Arriva il calendario storico di Milanosud!

I principali eventi che hanno segnato il percorso dell’umanità evidenziati giorno per giorno dalla nostra redattrice Pinuccia Cossu e inseriti in progetto grafico accattivante di Anita Rubagotti

calendario-storico

Il calendario 2017 di Milanosud è pronto. Pronto per le pareti di casa, da dove vi ricorda giorno per giorno date, appuntamenti, anniversari, come è nella funzione istituzionale di ogni calendario. Ma non saranno i nomi dei santi o la citazione delle feste civili e religiose a segnalarvi lo scorrere dei giorni. Al nostro (vostro) calendario abbiamo dato una caratteristica specialissima, che crediamo apprezzerete: quella di essere un calendario storico, un calendario che ci ricorda che cosa di importante nella storia dell’uomo è accaduto quello stesso giorno di alcuni o tanti o tantissimi anni fa: la nascita o la morte di uomini illustri, una scoperta, una guerra, un evento naturale fuori dell’ordinario, la pubblicazione di un capolavoro della letteratura, eccetera.

Un calendario storico, dicevamo.

Della storia sono state date infinite definizioni e qui ci sembra utile rileggerne alcune, a partire dall’ineliminabile assunto che essa sia “magistra vitae”. Il copyright è di quelli che non si discutono: Marco Tullio Cicerone. Il, quale, però, aggiungeva anche altri attributi della storia, fra cui: testimone dei tempi e vita della memoria.

In buona sintesi, c’è in queste definizioni il significato complessivo dell’importanza del conoscere i fatti storici, il senso del trascorrere degli eventi, la loro successione, la loro concatenazione. Infatti – per ricorrere ad un altro storico dei tempi andati, anche se non antico come Cicerone – “le storie passate fanno lume alle future, perché el mondo fu sempre di una medesima sorte, e tutto quello che è e sarà è stato in altro tempo e le cose medesime ritornano, ma sotto diversi nomi e colori” (Francesco Guicciardini).

L’idea della storia come ripetizione di cicli (che troverà poi il suo massimo teorico in Giambattista Vico) non esclude però che l’intervento dell’uomo, nella sua lettura e conoscenza dei fatti storici del passato, non produca la selezione e l’inquadramento che faceva dire al Burckhardt che la storia altro non sia che “la registrazione di ciò che un’età trova di notevole in un’altra”.

Ma per arrivare a un’interpretazione dei fatti, bisogna conoscerli i fatti, anche per distinguere, come suggeriva argutamente Tocqueville, in quella “grande pinacoteca” che è la storia umana, “i pochi quadri originali dalle molte copie”.

E qui potremmo smettere di sbizzarrirci, perché in fondo siamo arrivati a un punto nodale del ragionamento. Siamo cioè arrivati al crocevia dove passato e presente si incrociano per innervarsi nel futuro. E più ampio è lo spettro delle nostre conoscenze, più consapevoli siamo del debito che dobbiamo a chi ci ha preceduto e dell’investimento che possiamo e dobbiamo fare sulle future generazioni, più difficile sarà non dico evitare errori in assoluto, ma limitarli e correggerli per quanto le contingenze ce lo consentono.

In una bellissima lettera che il grande umanista Coluccio Salutati (devo questa citazione all’insigne studioso Eugenio Garin) indirizza sul finire del Trecento all’aragonese Juan Fernandez de Heredia, uomo di lettere e di armi, vengono esaltate “le doti della storia educatrice dell’umanità, fonte di conoscenze concrete più alte di ogni sottigliezza teologica e filosofica, essa sola formatrice dell’uomo perché umanità è memoria di umane azioni nel mondo, ed è filantropia, ossia incontro e colloquio con gli uomini tutti. Nelle dimensioni della storia si attua la civiltà e si definisce la politica”.

La storia come filantropia, nobilmente intesa: come incontro e scambio, come rispetto degli altrui saperi, curiosità e colloquio. Che è l’esatto contrario del chiudersi in se stessi o nel proprio clan, come avviene nei momenti più bui da parte di chi è tanto poco convinto dei propri valori da temere come contaminazione ogni contatto con l’altro. È quanto veniva in mente ascoltando qualche giorno fa uno sprovveduto (orgogliosamente sprovveduto) che da un paesino del Veneto proclamava in televisione di opporsi a qualunque ingresso di stranieri che non hanno nulla a che fare con “la nostra plurimillenaria cultura”.

Se possiamo parlare di plurimillenaria cultura dobbiamo innanzitutto conoscerla e sapere che la sua ricchezza ci è data dall’appartenere a un mondo che ha sempre saputo aprirsi, ai vinti come ai vincitori, in pace come in guerra, che si è nutrito non di feticci (o di feticci soltanto), ma di idee, di lingue, di sangue, che ha sempre saputo rinvigorire le radici, alle quali non si deve rinunciare, ma che, se non irrorate e rivitalizzate, rinsecchiscono.

Questo calendario “laico” di Milanosud – che dobbiamo al laborioso impegno culturale di Pinuccia Cossu – non ha la pretesa di insegnare la storia, ma di fornire una serie di spunti, di stimolare la curiosità che deve suscitare un titolo, un evento, una data. Dietro quella data c’è uno spicchio di storia dell’uomo. Proviamo a utilizzare questi spunti per cercare, andando sulle pagine di un libro, di una enciclopedia o, per chi non vuol faticare, su una schermata del computer, cause ed effetti di quell’evento, il significato di quella data.

E, per i più severi fra i nostri lettori, una rassicurazione: queste date rappresentano solo una piccola testimonianza del divenire della storia. Nei prossimi anni, un po’ alla volta, ve ne forniremo molte altre. Abbiate fiducia.

Piero Pantucci

Prenotatelo subito!

Il calendario storico scritto da Pinuccia Cossu, progetto grafico di Anita Rubagotti, può essere prenotato recandosi presso la sede di via S. Teresa 2a (tel 02 84892068) o scrivendo a redazione@milanosud.it

Il costo del calendario è di 5 euro.