Card alimentari da 50 euro, il Municipio 5 ne compra 2.200 da distribuire alle famiglie in difficoltà

Nuova azione di contrasto alla povertà del Municipio 5. Dopo l’iniziativa dell’aprile scorso, nei giorni scorsi la giunta di viale Tibaldi ha stanziato risorse per l’acquisto di 2.200 card da 50 euro, per l’acquisto di

Nuova azione di contrasto alla povertà del Municipio 5. Dopo l’iniziativa dell’aprile scorso, nei giorni scorsi la giunta di viale Tibaldi ha stanziato risorse per l’acquisto di 2.200 card da 50 euro, per l’acquisto di generi alimentari presso i supermercati accreditati.

La fase amministrativa è stata accelerata, procedendo con modalità di gara semplificate e utilizzando gli enti del Terzo settore iscritti all’albo del Municipio, in modo da consentire la distribuzione delle card già dalla seconda metà di gennaio. Benificari di 1.500 card saranno i nuclei famigliari del Municipio 5, con ultrasettantacinquenni, che abitano nelle case popolari, individuate accedendo alle anagrafiche di Aler e MM «Con le quali stiamo studiando le modalità migliori di distribuzione, che contiamo di fare a domicilio – ha spiegato il presidente del Municipio 5 Alessandro Bramati -. Le rimanenti 700 card saranno consegnate dopo le feste alle realtà del Terzo settore accreditate, che le distribuiranno ai loro assistiti». Sempre agli enti del Terzo settore il Municipio ha fatto avere recentemente altre 500 card di spesa, avanzate dal primo acquisto in aprile e che non erano state consegnate.

«Si tratta di una goccia nel mare. La condizione economica di molte famiglie del Municipio 5 è molto peggiorata in questi mesi – ha concluso il presidente Bramati -. Lo vediamo dai ritorni che abbiamo sia dai soggetti del Terzo settore che sul territorio fanno assistenza, sia da quanto ci raccontano i servizi sociali. Credo che il tema del contrasto alla povertà sarà il tema dell’anno prossimo, anche perché, temo, sia destinato a peggiorare».

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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