Il cardinale Angelo Scola visita il Campus della Pace al Gratosoglio

“Bentornato al Gratosoglio”: don Giovanni Salatini ha salutato così, giovedì pomeriggio, il cardinale Angelo Scola, venuto all’oratorio di Santa Maria Madre della Chiesa per rispondere alle domande dei ragazzi che qui sono ospitati da lunedì

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“Bentornato al Gratosoglio”: don Giovanni Salatini ha salutato così, giovedì pomeriggio, il cardinale Angelo Scola, venuto all’oratorio di Santa Maria Madre della Chiesa per rispondere alle domande dei ragazzi che qui sono ospitati da lunedì e fino a sabato, in occasione del Campus della Pace intitolato “La città tra paura e possibilità”.

“Bentornato” perché da studente Scola veniva proprio qui ad aiutare i ragazzi più giovani con lo studio. E oggi – dice il cardinale – è proprio dalle periferie come questa che possono arrivare le novità di cui abbiamo bisogno. A cominciare dalla presenza, in questi giorni, di gruppi di ragazzi venuti da Saint Denis, dalla banlieue di  Parigi, da Ogulin (Croazia), da Serajevo, capitale della Bosnia Erzegovina. Ci sono anche un rappresentante del Sud Africa,  il folto gruppo di Assim, Associazione speranze scout italiani musulmani di Solaro, nell’Ovest Milanese e una nutrita delegazione della Casa Gialla, oltre che delle scuole Allende e Varalli.

pubblicoScolaGratosoglioOratorio«La vostra presenza – dice il cardinale – è un segnale. È la contrapposizione alla maschera dietro la quale i potenti si spartiscono il bottino. Qui vedo tutta la rischiosa bellezza del vivere gomito a gomito per conoscersi, per scoprire le rispettive diversità e sperimentare la rischiosa bellezza del percepirsi a vicenda come possibilità di futuro». Sul palco, con Angelo Scola e don Giovanni, il parroco don Alfredo Cermenate e l’imam di Sesto San Giovanni Abdullah Tchina. Nel salone, ad ascoltare e fare domande, insieme ai ragazzi come Omar, Martina, Leila ed Enrico, il presidente del Municipio 5 Alessandro Bramati, Daniela Bongiorno a nome della Fondazione che ricorda Mike e tanta gente del quartiere.

Laura Guardini
(17 febbraio 2017)

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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