Casa Chiaravalle, nasce Cascina Grace, una foresteria per accogliere le persone anziane

Il sindaco Beppe Sala e l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti hanno visitato ieri mattina Casa Chiaravalle, più grande bene confiscato alla mafia di Lombardia. Qui Genera, cooperativa che si occupa di servizi alla

Il sindaco Beppe Sala e l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti hanno visitato ieri mattina Casa Chiaravalle, più grande bene confiscato alla mafia di Lombardia. Qui Genera, cooperativa che si occupa di servizi alla persona, in particolare anziani affetti da Alzheimer, sta ultimando i lavori di Cascina Grace, uno spazio foresteria per soggiorni di persone anziane parzialmente autosufficienti, che aprirà i battenti a metà giugno.

La struttura, che conta oltre decina di camere, è stata progettata e arredata dagli studenti del corso di Design degli interni del Politecnico, guidato dal professore Alessandro Biamonti. Ragazzi e docenti, a completamento del corso che prevedeva la realizzazione di uno spazio per persone anziane non autosufficienti, sono da giovedì al lavoro, per dipingere, montare mobili e gazebo, abbellire gli spazi con disegni e stencil di Cascina Grace del grande giardino. «Sono qui come volontari, io non li ho obbligati, anche perché l’esame l’hanno già fatto» ha tenuto a specificare il professore, con giusticata soddisfazione.

Da sinistra l’assessore Gabriele Rabaiotti, il professore Alessandro Biamonti, il sindaco Beppe Sala e la presidente di Genera Sara Mariazzi.

Durante la visira il sindaco Beppe Sala ha ringraziato gli operatori della coop Genera, gli studenti e i professori del Politecnico: «State facendo veramente un bellissimo lavoro – ha detto il Primo cittadino -. Sono veramente impressionato dalla qualità di quanto si sta realizzando qui a Casa Chiaravalle. Dobbiamo iniziare a pensare a nuovi modi di prenderci cura delle persone, di tutte le persone. La pandemia ha mostrato che il modello finora adottato, che prevede solo l’ospedale come luogo di cura non è più adeguato. Dobbiamo progettare un sistema di servizi socio-sanitari di prossimità e multilivello che riempia il vuoto che c’è tra l’abitazione e l’ospedale, tra lo stare bene e l’essere malati. Cascina Grace – ha concluso il sindaco – è un esempio di come si possa colmare questo vuoto e di come dobbiamo trasformare le città».

«La trasformazione della città  deve comprendere anche un ripensamento dei servizi alle persone anziane, che devono vedere integrati i servizi sociali e sanitari – ha aggiunto Sara Mariazzi, presidente della coop Genera -. Parallelamente dobbiamo creare i presupposti, anche urbanistici, perché le persone anziane, una volta non più a casa, non vengano isolate, ma continuino a essere parte di una Comunità, che partecipa attivamente al prendersi cura degli anziani, anche creando occasioni di condivisione tra generazioni di età diversa. Questo – ha concluso la presidente Mariazzi – è quello che stiamo facendo nel Borgo di Figino ed è quello che vogliamo fare a Cascina Grace, aprendoci al borgo, alle famiglie e i minori, che vivono con noi qui a Casa Chiaravalle».

Per informazioni su Cascina Grace, clicca qui

Le fotografie pubblicate sono di Elena Galimberti.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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