Casa delle Associazioni: Arduini, Majorino e Cociancich spiegano la riforma del Terzo settore

Serata interessante venerdì 24 novembre alla Casa delle Associazioni del Municipio 5. Argomento di discussione la riforma del Terzo settore (legge 106/2016). A parlarne di fronte a oltre cinquanta cittadini, molti dei quali membri di

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23795797_1294629690682277_5345274618659272855_nSerata interessante venerdì 24 novembre alla Casa delle Associazioni del Municipio 5. Argomento di discussione la riforma del Terzo settore (legge 106/2016). A parlarne di fronte a oltre cinquanta cittadini, molti dei quali membri di associazioni, Stefano Arduini, caporedattore centrale di Vita, testata del Terzo settore, il senatore Roberto Cociancich che ha seguito l’iter parlamentare della legge approvata l’estate scorsa e Pierfrancesco Majorino, assessore alla Politiche sociali del Comune di Milano, la città italiana che più investe nel sociale e in cui «oltre l’80% dei servizi viene erogato da enti del terzo settore, incaricati da Palazzo Marino» ha affermato l’assessore. A moderare l’incontro, organizzato da Milanosud, il suo direttore Stefano Ferri.

La serata è iniziata con l’illustrazione da parte di Stefano Arduini (per leggere la presentazione, clicca qui) della legge, dei decreti attuativi, della tempistica di attuazione, oltre che delle principali caratteristiche del testo. A seguire l’intervento del senatore Cociancich che ha ripreso la presentazione di Arduini, approfondendo alcuni aspetti e infine l’intervento di Majorino, che ha sottolineato gli aspetti positivi della legge e ha anticipato che il Comune si sta attrezzando per dare il proprio contributo nella sua divulgazione.

Difficile rendere conto in modo dettagliato degli interventi e delle numerose domande che sono state poste. Concorde il giudizio positivo di tutti i relatori, che hanno evidenziato come, dopo anni di richieste da parte dei soggetti del Terzo settore, finalmente è stato prodotto dal Parlamento un testo che dà indicazioni chiare e univoche a chi opera i questi ambiti, (vedi in fondo all’articolo definizione data dalla legge agli Ets, che pone fine a tutte le altre: onlus, no/non profit ecc , che decadono) mettendo ordine in un panorama di norme e leggi, finora incompleto e talvolta contradditorio.

Occupazione e imprenditorialità

Un ambito, quello del Terzo settore – è stato sottolineato –  che anche da un punto di vista economico è importante per il Paese. Si attesta intorno ai 79 miliardi di euro il valore della produzione di beni e servizi del settore, coinvolgendo 1 milione di lavoratori, suddivisi in 300mila realtà e attrae donazioni per 4,5 miliardi di euro all’anno. Proprio il tema delle donazioni è stato uno di quelli più trattato durante la serata. È stato spiegato che con la nuova legge, a partire dal 1° gennaio 2018, crescono fino al 30/35% (oggi siamo al 26%) le detrazioni di cui possono beneficiare i donatori, così come cresce significativamente il tetto massimo delle donazioni soggette a benefici fiscali, che arriva a 30mila euro, contro i 9mila finora consentiti.

Altra caratteristica della legge, emersa durante il dibattito, è quella di favorire la buona occupazione, l’imprenditorialità e lo sviluppo degli enti del terzo settore. Vengono definite le imprese sociali, che non necessariamente devono avere la forma giuridica della cooperativa sociale, ma possono essere, per esempio, associazioni.

Fiscalità agevolata

Parallelamente vengono introdotte nuove modalità di finanziamento, come i titoli di solidarietà, i “social bond”, attraverso i quali la pubblica amministrazione e le aziende possono sostenere le imprese sociali e avere rendimenti (mai superiori al 50% degli utili però). Il vantaggio per i finanziatori è di poter usufruire di una fiscalità uguale a quella dei titoli pubblici (12,5%, anziché il 26% ordinario). Preservato comunque la governance degli Ets beneficiari, che in ogni caso, pur consentendo l’ingresso di nuovi soggetti nell’assetto societario, ne mantengono per legge il controllo. Cambiano anche le modalità di distribuzione ed erogazione dei fondi del 5xmille, che diverranno più veloci e corposi. Più controlli anche riguardo l’accesso a questo beneficio.

Trasparenza e aggregazione

Altre caratteristiche della legge evidenziate dai relatori sono state la trasparenza e la spinta all’aggregazione tra Ets. Per favorire la prima viene introdotto, dal gennaio del 2019, il Registro del terzo settore, visibile online e redatto su base regionale, dove tutti gli Ets dovranno registrarsi e rendere noti attività e assetto societari. Introdotto anche l’obbligo di uniformare i bilanci, rendendo pubblici i compensi erogati a chi lavora negli Ets. Obbligo inoltre di inserire nelle rendicontazioni annuali il parametro della ricaduta sociale dell’attività. Per quanto riguarda l’aggregazione vengono introdotte facilitazioni per l’accesso ai bandi per gli Ets che si costituiranno in reti.

Più ambiti di intervento

Infine la legge amplia i campi di attività degli Ets, che passano a 20, includendo ambiti come social housing, commercio equo e solidale, agricoltura sociale, microcredito, l’editoria, integrazione dei migranti, cura degli anziani, formazione permanente; e semplifica la procedura per l’ottenimento della personalità giuridica degli Ets, per la quale sarà sufficiente un passaggio dal notaio (prima doveva esserci una “concessione” prefettizia).

Appena accennati durante la serata, per questione di tempo, l’introduzione del Servizio civile universale, che sarà modulato su periodi più brevi e flessibili, ma senza più alcun tetto annuale alle domande; e la creazione della Fondazione Italia Sociale – per la quale in sindaco Sala ha candidato Milano come sede – che avrà il compito di raccogliere risorse private da grandi donatori, per poi distribuirli agli Ets sul territorio.

Perplessità e approfondimenti

Da parte del pubblico grande interesse, ma anche qualche timore, soprattutto per le piccole realtà, visti gli obblighi, oltre che le opportunità, che introduce la nuova normativa. Dal pubblico Alessia Guidetti dell’associazione Libere Sinergie, ha chiesto all’assessore Majorino di promuovere incontri più tecnici, in cui fosse chiaro esattamente cosa cambia e in quali tempi, su obblighi come la redazione di un bilancio, la registrazione dell’associazione, la rendicontazione delle spese. Impegno che l’assessore ha assunto, spiegando che l’anno prossimo saranno organizzati dal Comune gruppi di lavoro per dare queste informazione. Stefano Arduini ha invitato ha visitare il sito di Vita.it dove molte di queste informazioni sono pubblicate e, nel caso, iscriversi al corso online “La Grande Riforma dalla A alla Z”., organizzato dal periodico insieme a UniNettuno, dove sono spiegate le novità del nuovo Codice del Terzo settore, dell’impresa sociale, la nuova normativa sulle donazioni e servizio civile universale.

Stefano Ferri
(26 novembre 2017)

Codice del Terzo settore, l’articolo 4, che definisce gli Ets

Art. 4 “Sono enti del Terzo settore le organizzazioni di volontariato,
le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse
le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in
forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità
 o di produzione o scambio di beni o servizi, ed iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore”.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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