Casa e Ospedale di Comunità di via De Andrè, gli abitanti sono contrari «La viabilità è già congestionata e i parcheggi sono pochi»

Percorso non facile per la Casa e Ospedale di Comunità di via De André. Dopo l’errore della collocazione, svelata in una commissione municipale di fine febbraio, che la individuava accanto al ristorante Isola Anita in

Percorso non facile per la Casa e Ospedale di Comunità di via De André. Dopo l’errore della collocazione, svelata in una commissione municipale di fine febbraio, che la individuava accanto al ristorante Isola Anita in via De Andrè, mentre era in realtà un centinaio di metri più in là, su un’area di parcheggio di fronte al civico 8 (vedi riquadro verde nell’immagine), sono arrivate le proteste. Protagonisti gli abitanti del grande condominio prospiciente il parcheggio, preoccupati della perdita dei posti auto, del futuro traffico su una via stretta e prevalentemente a senso unico, della presenza di un centro sanitario così grande, che promette di portare pazienti e mezzi in grande quantità.

Organizzatisi attraverso un gruppo WhatsApp gli abitanti del condominio, che conta 278 appartamenti, hanno scritto a Municipio e Comune, per chiedere una diversa collocazione della Casa e Ospedale di Comunità e stanno sondando la possibilità di adire le vie legali, alla ricerca di un cavillo giuridico, nel caso le loro richieste non venissero accolte.

Il Comune, stretto nella tempistica dettata dalla Regione, che a sua volta se le ritrova imposte dalle regole per la concessione dei fondi del Pnrr, al momento non pare dare troppo peso alle richieste degli abitanti e si è limitato ad affermare di “valutare, in base ai risultati, le eventuali necessità successive di parcheggi”, come dichiarato al Giorno.

Diversa la posizione del Municipio 5, sia del suo presidente Natale Carapellese che del consigliere di minoranza Carlo Marnini (FdI), alla ricerca di una soluzione che non faccia perdere la realizzazione di una così importante struttura sanitaria territoriale, e al contempo riesca a mitigarne l’impatto, prima che venga realizzata.

«Nei mesi di gennaio e febbraio, abbiamo espresso le nostre riserve (sulla localizzazione in via De Andrè –Ndr) e proposto almeno sette localizzazioni alternative che sono state tutte bocciate dagli uffici del Comune e Ats. In particolare abbiamo proposto anche riqualificazione di spazi esistenti, per esempio la Asl in via Baroni 48 oppure il centro vaccinale di via Boifava, solo per fare degli esempi concreti. La risposta è sempre stata negativa perché le caratteristiche dei siti sono molto rigide, con il vincolo che la proprietà dei terreni o immobili dev’essere pubblica del Comune e priva di contenziosi in essere», ha scritto su Facebook il presidente del Municipio 5 Natale Carapellese, che a giorni incontrerà i residenti di via De Andrè per cercare una nuova soluzione.

«Il problema sollevato dagli abitanti di via De Andrè è oggettivo e sotto gli occhi di tutti – ha dichiarato il consigliere Marnini, che sta seguendo la protesta –. Non posso credere che non ci sia una soluzione. L’atto di giunta comunale con il quale è stato individuata l’area del parcheggio di via De Andrè deve ancora passare in Consiglio comunale per l’approvazione: c’è tempo per trovare un’altra soluzione».

Intanto si sta facendo strada l’ipotesi di utilizzare l’area di parcheggio nei pressi dell’Eurospin (vedi riquadro rosso nell’immagine), anch’essa di proprietà comunale e di dimensioni simili al parcheggio del civico 8, sempre in via De Andrè ma più distante dalle case e più vicina a via Dei Missaglia. Una soluzione che risolverebbe il problema dei parcheggi di fronte al condominio, ma che lascerebbe intatte le criticità riguardanti la viabilità, che insieme alle aree di sosta, dovrebbe essere comunque ripensata.

Ambulatori e posti letto per una sanità realmente territoriale

Una planimetria del progetto della Casa di Comunità, che dovrebbe essere realizzata in via De Andrè.

Le difficoltà della sanità lombarda nell’affrontare la pandemia, in particolare per la mancanza di strutture sanitarie territoriali, hanno indotto Stato e Regione a varare un piano molto ambizioso, che utilizzando i fondi europei, mira a creare Case e Ospedali di Comunità in tutta la regione.

Nel Municipio 5, uno dei più sforniti di strutture territoriali in città, come la stessa Regione ha ammesso, ce ne saranno due: una Casa di Comunità in via Ghini e una Casa e Ospedale di Comunità in via De Andrè (qui le planimetrie del modello tipologico di intervento elaborato dalla Regione).

In entrambi i casi saranno realizzati due edifici, uno dei quali a forma di “cubo”, l’altro, accanto, a forma di parallelepipedo, alti quattro piani, più uno interrato. Le dimensioni complessive delle costruzioni sono di circa 35 metri totali di lunghezza, 20 di larghezza e 15 di altezza.

Secondo le linee di progetto presentate da Ats Milano, le Case di Comunità saranno strutture polivalenti in grado di erogare prestazioni sociosanitarie integrate ai cittadini e conterranno, oltre alle funzioni amministrative, aree prelievo e vaccinazioni, cure primarie e continuità assistenziale, ambulatori specialistici (cardiologico, oculistico, ortopedico, oncologico, diabetologico, pneumologico e in alcune strutture, odontoiatrico) e aree prevenzione salute e servizi sociali del Comune. Gli Ospedali di Comunità sono invece strutture che alle funzioni delle Cdc aggiungono circa 40 posti letto, per il ricovero breve per pazienti che richiedono interventi sanitari a bassa intensità clinica e di assistenza/sorveglianza sanitaria infermieristica continuativa. Prevista nelle Odc come nelle Cdc una presenza medico-infermieristica continuativa.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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