Casa. Intervista ad Aldo Ugliano: «Serve un piano straordinario»

Cosa pensa degli sgomberi in atto? «La Regione ha la gravissima responsabilità di aver permesso che si giungesse fino a questo punto, in particolare non sono stati in grado, per inefficienza e mancanza di risorse,

Immagine 2Cosa pensa degli sgomberi in atto?

«La Regione ha la gravissima responsabilità di aver permesso che si giungesse fino a questo punto, in particolare non sono stati in grado, per inefficienza e mancanza di risorse, di rimettere in circolo gli alloggi sfitti, molti dei quali vuoti da anni, e di aver abbandonato interi quartieri al degrado. Questa è stata la miccia che ha scatenato le occupazioni abusive e l’illegalità. Bisogna intervenire, ma chi invoca ora l’intervento dell’esercito non ha neanche idea di quale sia la situazione».

Sì, ma cosa si può fare adesso?

«La situazione è tale che bisogna agire su due piani. Se anche domani fossero disponibili tutti gli alloggi pubblici ora sfitti, non riusciremmo a soddisfare tutte le richieste. Il governo deve pensare a un piano casa straordinario, perché servono risorse aggiuntive per costruire nuove case e promuovere nuove politiche. Segue dalla prima Personalmente non sono contro a reintrodurre una misura come era quella che c’era per finanziare la ex Gescal, una piccola cifra che veniva prelevata in busta paga, e che serviva a finanziare l’edilizia popolare. Poi sono necessarie politiche che favoriscano, nel rispetto dei diritti della proprietà, l’immissione sul mercato degli affitti di alloggi privati. Infine bisogna favorire il recupero a uso abitativo degli immobili abbandonati».

E a breve termine?

«Si deve intervenire sugli alloggi occupati abusivamente liberandoli e mettendoli velocemente in assegnazione. Se non si vuole aprire una guerra, si deve fare un’azione graduale, per non lasciare la gente per strada, e allo stesso tempo stroncare ogni comportamento illegale. Facendo attenzione a tutelare i casi sociali più difficili e agendo con decisione laddove è palese l’illegalità e l’uso di un bene pubblico come fosse il proprio. Le cronache giornalistiche, accanto a situazioni di vera emergenza, denunciano molrissimi casi di abusi e prepotenza o addirittura criminalità».

E per coloro che sono abusivi ma non delinquenti, cosa si può fare?

«Non sono per una sanatoria generalizzata, ma per una verifica puntuale di tutte le posizioni. Già adesso la legge prevede che i Comuni, nei casi di occupazioni di famiglie che hanno l’unica colpa di non avere soldi per permettersi una casa sul libero mercato, possano decidere di regolarizzarli. Se è necessario ampliare i poteri delle Commissioni di assegnazione della casa, la Regione, che per legge è il soggetto che deve legiferare in questo senso, si deve muovere di conseguenza e velocemente».

Da dicembre il Comune torna a gestire direttamente il suo patrimonio, cosa ne pensa?

«Sono orgoglioso di essere stato tra i più forti sostenitori di questa soluzione. Già molti anni fa, quando ero consigliere comunale, vista l’inefficienza dell’Aler, chiesi più di una volta al Comune di riprendersi il proprio patrimonio, perché era gestito malissimo».

Esistono a suo parere soluzioni per accelerare l’assegnazione degli alloggi vuoti?

«Dopo decenni di degrado i lavori da fare sono moltissimi e il pericolo che le risorse siano insufficienti e che si debba intervenire sempre in emergenza è concreto. Coinvolgere altri soggetti, provenienti dal mondo del no profit e della cooperazione, per gestire pezzi di patrimonio e dare velocemente risposte ai cittadini che cercano casa, può essere una soluzione. Questo inoltre introdurrebbe, un mix abitativo che favorirebbe l’integrazione scongiurando la nascita di quartieri ghetto».

Giovanni Fontana

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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