Case Stadera, oltre 60 famiglie lasciate al freddo

Nel bel mezzo dell'emergenza sanitaria Covid, emerge un'altra emergenza. La gestione vergognosa  delle case di edilizia popolare da parte di Aler al quartiere Stadera: famiglie che da giorni sono lasciate al freddo. "Da almeno una

Nel bel mezzo dell’emergenza sanitaria Covid, emerge un’altra emergenza. La gestione vergognosa  delle case di edilizia popolare da parte di Aler al quartiere Stadera: famiglie che da giorni sono lasciate al freddo. “Da almeno una settimana al civico 15 di via Neera è fermo l’impianto di riscaldamento e così sono al freddo circa 67 famiglie” denuncia Natale Carapellese, consigliere PD del Municipio 5. “Fino ad oggi, ad essere in questa situazione, erano il doppio delle famiglie con gli stessi problemi al civico 13, senza contare che ci segnalano analoghe problematiche negli appartamenti delle vie adiacenti. In quelle case ci vivono donne, uomini e bambini che meritano rispetto e attenzione, invece vengono trattati come cittadini di serie B o peggio invisibili. Nonostante le proteste con i tecnici di Aler, con il call center e con l’impresa Gemmo, gestore della centrale di riscaldamento, nulla è cambiato, e ci sono intere scale di persone ammalate, anziani fragili con gravi limitazioni fisiche o con la febbre e al freddo” conclude il consigliere dem richiedendo l’intervento immediato da parte dei tecnici. 
 
Da giorni la gente che risiede nel caseggiato è esasperata: l’impianto di riscaldamento è inesorabilmente  fermo, nonostante i solleciti e le proteste con i tecnici di Aler. Ieri il gestore della centrale di riscaldamento è intervenuto senza riuscire tuttavia a ripristinarlo: purtroppo non ha lasciato alcuna indicazione di data per il ripristino  o spiegazioni di questo ennesimo grave disservizio.  Così oltre alla rabbia e allo sdegno per cancelli e persiane rotte, situazioni igieniche penose, scomparsa dei custodi, alle famiglie sempre più esasperate ora si aggiunge il freddo e l’umidità di queste prime giornate di novembre: nei caseggiati popolari dello Stadera vivono in prevalenza persone anziane, tra cui allettate, disabili, ma anche famiglie con bambini e donne in stato di gravidanza.
 
Costruite prima degli anni ’30, le case popolari del quartiere Stadera (4-5 piani, senza ascensori, alloggi da 30 a 60 metri quadrati) da anni sono abbandonate da Aler in completa assenza di manutenzioni. Nel 2005 il quartiere era stato inserito in un Piano di recupero per il risanamento edilizio. Le facciate dell’intero complesso Stadera/Baia del Re erano state  restaurate ma all’interno gli alloggi versano tuttora  in condizioni fatiscenti. Non solo. Un caseggiato, all’incrocio con via Montegani, di fronte al Mercato comunale è ancora in fase di ristrutturazione e completamente vuoto.  Un altro ristrutturato, un ex studentato, è completamente vuoto da anni a causa di infiltrazioni e del cattivo funzionamento della centrale termica. Se a tutto ciò si aggiunge una composizione sociale tra vecchia e nuova immigrazione non ancora integrata, nuclei familiari fragili, condizioni economiche svantaggiate, non è difficile comprendere le forti tensioni sociali del quartiere.
(Foto da google)
 
 
 
 
 

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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