C’è poesia

Milano città dei poeti? A prima vista non parrebbe. Ma amiamo più disperatamente le cose proprio là, dove ci mancano. Al mare c’è tanto mare che a volte ci dimentichiamo di guardarlo, ma cosa pagheremmo

Milano città dei poeti? A prima vista non parrebbe. Ma amiamo più disperatamente le cose proprio là, dove ci mancano. Al mare c’è tanto mare che a volte ci dimentichiamo di guardarlo, ma cosa pagheremmo ora, qui, per affacciarci e per un minuto vederlo.

A Milano la bellezza c’è, ma nascosta e sporcata, i poeti ci sono, ma nascosti nelle loro pagine. A Milano la poesia c’è e non solo nei versi dei poeti, non solo nell’arte, nei cortili nascosti, c’è proprio dentro certi milanesi (in senso lato naturalmente), in certi loro gesti scontrosi, schivi. E c’è poesia nelle piccole felicità quotidiane, che sono un antidoto di non poco conto alle asprezze dell’esistenza, soprattutto in tempi difficili come questi. C’è poesia nel darsi pensiero delle cose che accadono, che non riguardano soltanto la propria vita, ma quella dell’intero pianeta.

C’è poesia nei piccoli momenti confortanti della giornata: bere il caffè del mattino, ascoltare la canzone che ti fa ancora commuovere, indossare il caldo maglione che odora della persona che ami, guardare un arcobaleno dopo un giorno di pioggia. E c’è poesia nella ricerca della felicità: il grande amore, la salute, l’amicizia leale, la bellezza, il successo nel proprio lavoro e anche se il desiderio della felicità e la sua realizzazione rimangono spesso distanti, ci sono momenti in cui ci si sente raggianti. Dobbiamo comunque ammettere che in tutto l’arco della nostra vita, le ore e i giorni di felicità non sono tantissimi.

Sono apparsi anche più volte, ma poi se ne sono andati così come sono arrivati. Forse non abbiamo imparato a riconoscerli e tutelarli, non abbiamo imparato a dare un senso e un valore anche alle piccole cose. Fino a poche settimane fa abbiamo usato per proteggerci dai raggi solari protezioni altissime, ora altre protezioni urgono: contro il rischio più grande che corriamo, l’infelicità, proteggiamoci con la poesia di Kavafis “Per quanto sta in te” da cui traggo questi versi: “E se non puoi la vita che desideri/cerca almeno questo/per quanto sta in te: non sciuparla/nel troppo commercio con la gente/con troppe parole in un via vai frenetico/nel gioco balordo degli incontri/e degli inviti/fino a farne una stucchevole estranea”. Per quanto sta in noi, stiamo un po’ quieti sul nostro ramo intatto finché siamo verdi foglie e l’autunno non ci fa cadere. Non facciamoci del male tra noi, ci pensano già gli altri a farne al mondo intero. Aiutiamoci, per quanto sta in noi, a trovare bellezza, bontà, gentilezza e poesia nascoste e soprattutto insegniamo ai giovani a vederla, ad amarla, a trovarla in ogni piccolo momento della giornata. E, a proposito di poesia, vorrei ricordarvene un’altra che io amo particolarmente.

Forse vi è stata già proposta, ma è talmente bella che vale la pena ricordarla. “In sonno e in veglia” di Anna Maria Ortese: “Qualche volta, invece, credo che l’universo abbia un senso. Quando respiri, e tutto intorno a te respira e fiorisce quietamente. Quando non pensi. Quando d’estate fissi il cielo buio e senti come tutto viaggia eternamente… al di là del tuo sapere e del tuo durare… Quando compi un dovere che non nuoce, anzi aiuta e dà gioia. Quando accarezzi una bestia addormentata, quando coltivi un giardino, o sogni di regalarlo”.

Anna Muzzana

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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