Cesti natalizi made in Oklahoma! Dalla pasta alle conserve fatte casa: tutto quello che serve per un natale buono e solidale

«Abbiamo già consegnato 40 cesti natalizi e 20 sacchetti di conserve - ci confessa soddisfatto Andrea Cainarca, direttore dell’Oklahoma -. Cesti confezionati dalla Cucina di Albert, con i ragazzi e i volontari de Le Donne

«Abbiamo già consegnato 40 cesti natalizi e 20 sacchetti di conserve – ci confessa soddisfatto Andrea Cainarca, direttore dell’Oklahoma -. Cesti confezionati dalla Cucina di Albert, con i ragazzi e i volontari de Le Donne Simpatiche del Centro Culturale Conca Fallata  e del sindacato Pensionati Spi – Cgil. Conserve e cesti realizzati, con il sostegno degli sponsor e il contributo di Municipio 5 e di #PayPal Gives Fund. Un bel modo per festeggiare il Natale e, allo stesso tempo, formare i ragazzi che ospitiamo. Non va dimenticato, infatti, che La Cucina di Albert ha formato in questi anni oltre 60 ragazzi, preparandoli alle sfide dell’indipendenza personale e professionale, attraverso l’insegnamento di tecniche di sala, ristorazione, cucina e lavoro di squadra. Ora ci sono rimasti 12 cesti natalizi di prelibatezze – conclude Andrea Cainarca – chi è interessato, si affretti».

Per prenotare i cesti  rimanenti scrivere a: comunicazione@oklahoma.it . Offerta minima consigliata a partire da 50 euro.

Contenuti del cesto natalizio dell’Oklahoma

  • 1 litro di olio extra vergine d’oliva molisano offerto da Donna Ninuccia di Passarelli Giovanna
  • 1 bottiglia di Vino Bianco offerto da Farnese Vini #vinifantini
  • 1 pacco di pasta artigianale all’uovo offerto da Rustichella d’Abruzzo
  • 1 barattolo di caffè offerto da Caffè Ottolina
  • 1 libro di cucina offerto da Trenta Editore
  • 1 kg di riso bio della Cascina Ronchetto Podere Ronchetto
  • 1 mestolo di Zwilling Italia Ballarini 1889
  • 3 vasetti di conserve fatti dalla Cucina di Albert

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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