Chirù, una storia intensa e coinvolgente

Eleonora e Chirù si conoscono durante una serata di recite e musica. Lei attrice teatrale affermata, trentottenne, lui diciottenne violinista. Il giovane era stato mandato all’evento per accompagnare con la musica la recita di Eleonora.

, Chirù, una storia intensa e coinvolgente

ChiruEleonora e Chirù si conoscono durante una serata di recite e musica. Lei attrice teatrale affermata, trentottenne, lui diciottenne violinista. Il giovane era stato mandato all’evento per accompagnare con la musica la recita di Eleonora. Temendo l’inesperienza che gli leggeva addosso, lei trovò un modo gentile per dirgli che preferiva recitare in silenzio e lui, senza mostrare alcun risentimento per quel primo battesimo di sfiducia, accettò. Rimase tra il pubblico in ascolto, mettendo la stessa attenzione degli altri spettatori. Alla fine dello spettacolo sarà lui a chiedere a lei di seguirlo nella sua crescita professionale.

Benché giovanissimo, nell’età acerba in cui ogni rifiuto viene preso come un affronto, Chirù aveva riconosciuto nel gesto dell’artista in carriera con molti più anni di lui, la generosità spontanea di una maestra di vita, di una guida. Michela Murgia scrive pagine affascinanti e imprevedibili. Con sapiente maestria intreccia i dialoghi tra il giovane artista e la sua maestra. E via dialogando entrano in scena altri personaggi che animano il rapporto tra i due.

Una scrittura curata nei dettagli, su una tematica non facile da reggere a lungo, che lei saprà tenere a bada fino alla fine senza scadere mai nel banale o nel morboso. Eleonora, voce narrante della storia, non è nuova a queste esperienze: ha avuto altri tre allievi, relazioni belle, come tutte le cose che nascono libere. Si era ripromessa di non “curarne” più dopo la dolorosa fine dell’ultimo, che la lasciava ancora sgomenta. “Chirù venne a me come vengono i legni alla spiaggia, levigato e ritorto, scarto superstite di una lunga deriva”. Il giovane, poco più che adolescente, le suscita sentimenti diversi dagli altri. Le ricordava la propria adolescenza sofferta e vissuta all’ombra di un padre dispotico e collerico e di sua madre debole e vittima. “Un senso di assoluta solitudine mi investì improvviso, spezzandomi dentro qualcosa di fragile che aveva a che fare con l’integrità dell’infanzia”. E lei gli dona tutta la sua passione e la sua esperienza. Tutto l’amore che un adolescente pretende senza chiedere e senza fare domande.

Il finale è imprevedibile e spiazzante. Chirù, carico del prezioso bagaglio preparato dalla sua mentore, si è incamminato sulla strada tutta in salita. “Perderlo era parte del patto e in nome di quel patto io lo curai come si curano le cose prestate, sapendo che alla fine c’è per tutto una resa” – scrive Eleonora. Esaurito l’impegno con i suoi allievi, che tanto l’hanno tenuta ancorata alla vita, da qui in poi, le sue attenzioni saranno tutte per la creatura che presto darà alla luce.

Michela Murgia
Chirù.
Einaudi,
pp.190; euro 18.50

Lea Miniutti

(Gennaio 2016)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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