Chiude il Circolo dei Talenti: a rischio le iniziative al parco

Domenica 18 gennaio, nel pomeriggio, il Circolo dei Talenti organizzerà una grande festa di addio. Dopo due anni di attività e iniziative sociali, il Circolo deve salutare i soci e gli amici che hanno condiviso

festa-legalita-circolo-talentiDomenica 18 gennaio, nel pomeriggio, il Circolo dei Talenti organizzerà una grande festa di addio. Dopo due anni di attività e iniziative sociali, il Circolo deve salutare i soci e gli amici che hanno condiviso questo percorso, perché non riesce più a sostenere le spese dell’affitto. In questi giorni Rete 5, il soggetto che riunisce molte associazioni della zona, sta predisponendo una petizione, che farà circolare nel quartiere e sul web, per chiedere che il centro di ritrovo del Parco Chiesa Rossa non venga chiuso e che venga riconosciuta, attraverso un affidamento diretto e un affitto molto ridotto, l’importanza sociale che ha nella zona.

Il Circolo dei Talenti è nato due anni fa, quando l’associazione Antigua Onlus, che opera in Zona 5 dal 1999 a sostegno dei minori in difficoltà, ha vinto il bando commerciale per l’assegnazione lo spazio che si trova di fronte alla Biblioteca. L’obiettivo non era quello di creare un bar, ma uno spazio di aggregazione, aperto a tutti e a qualunque iniziativa che portasse a una maggiore coesione sociale nella zona. In due anni sono stati organizzati concerti, mercatini, aperitivi interculturali, mercati agricoli, iniziative culturali. Si sono associati 1.300 cittadini, 35 associazioni culturali della zona hanno riconosciuto questo posto come spazio di grande condivisione. La grande attenzione per i bambini ha portato anche alla creazione di un campus estivo autogestito da genitori e nonni, a cui hanno partecipato una trentina di bambini.

«Ci siamo riappropriati di uno spazio pubblico, un bar non avrebbe la stessa funzione sociale – dice Antonietta, dell’associazione Amici di Nando -. Il Circolo ha reso un servizio alla comunità, per me è stata come una seconda casa. Nessuno è mai stato costretto a consumare, chiunque poteva sedersi, condividere lo spazio con gli altri e organizzare iniziative».

Una delle cose che fa pensare di più, e che sta alla base delle proteste dei sostenitori del Circolo, è che una delle poche realtà che non applica logiche commerciali venga penalizzata e costretta a chiudere. Per quanto il rapporto con le istituzioni sia sempre stato forte, i gestori e i sostenitori del Circolo ritengono che non sia stato fatto abbastanza. «Ciò che chiediamo è di riconoscere l’enorme valore sociale della nostra attività, e che quindi vengano applicate le stesse regole per tutte le realtà a cui viene data una valenza sociale importante – dichiarano i sostenitori del Circolo -. Chiediamo inoltre che venga abbassato l’affitto in modo che sia sostenibile. Con 2mila euro al mese da pagare è dura andare avanti, soprattutto se si vuole assicurare la gratuità della maggior parte dei servizi, mantenendo la linea non commerciale ma sociale che abbiamo sempre seguito. Abbiamo intenzione, ovviamente, di pagare il nostro debito con il Comune, che ormai ammonta a 44mila euro. Chiediamo solo che ci venga data la possibilità di rateizzarlo».

Il presidente del Consiglio di Zona 5 Aldo Ugliano, dal canto suo, ha dichiarato di essere dispiaciuto per la chiusura del circolo. «Coscienti delle difficoltà che attraversava, per due volte abbiamo tentato di risolvere questa situazione, riunendo tutti gli attori coinvolti presso la segreteria del sindaco Pisapia. Purtroppo non è stato possibile intervenire per le rigidità normative che sovraintendono ai bandi. Ora chiediamo all’Amministrazione di valutare la possibilità di rateizzazione del debito del Circolo e che si proceda all’emanazione di un nuovo bando con caratteristiche sociali e non più commerciali come era il precedente, in modo che le richieste economiche siano fortemente mitigate e compensate con azioni di carattere sociale a carico dell’assegnatario, così come è stato già fatto per molte altre situazioni in zona».

Elisa Paci

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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