Claudio, il sindaco di Gratosoglio

Ci sono molte novità nel Consiglio di Municipio 5. Fino a pochi mesi fa si chiamava Consiglio di Zona. Ora che le Zone sono diventati Municipi si tratta di capire se la novità sarà solo

Ci sono molte novità nel Consiglio di Municipio 5. Fino a pochi mesi fa si chiamava Consiglio di Zona. Ora che le Zone sono diventati Municipi si tratta di capire se la novità sarà solo di ordine lessicale (come il più delle volte avviene in Italia) o se ci saranno cambiamenti più significativi. Denominazione a parte, la novità più consistente è il cambio di maggioranza, tornato al centrodestra per poche centinaia di voti.

Troveremo in Consiglio molti volti nuovi, il che è sempre positivo, perché significa che ci sono giovani che credono ancora nell’importanza della politica e dell’impegnarvisi. Volti nuovi in entrata e volti vecchi in uscita. Normale, fisiologico avvicendamento. Mi scuseranno i lettori, però, se antepongo il benvenuto e il buon lavoro ai molti volti nuovi e a quelli che sono stati confermati dal voto, il mio affettuoso commiato al decano dei consiglieri.

Immagine 1

A Claudio Muzzana, che dopo 23 anni di implacabile presenza sui banchi del Consiglio di Zona 5 (precedentemente 15), non si è ripresentato e non farà dunque più parte del collegio eletto. 23 anni di esercizio del mandato rappresentativo: un primato per un cittadino che non ha mai voluto né cercato di far “carriera” e che ha sempre inteso e vissuto la politica come servizio. Al livello più semplice ed essenziale: al livello dei quartieri, dei rioni, dell’interpretazione delle più elementari e dirette esigenze dei cittadini.

Di Claudio Muzzana – un ragazzo del ’42 – non possiamo raccontare cose che i nostri lettori già non sappiano: instancabile nel suo lavoro di presenza attiva nei quartieri, è sempre stato, in Consiglio di Zona, schierato con il Centrosinistra; ma – e questo non gli è mai stato perdonato – assolutamente insofferente agli “ordini di scuderia”. Anche per questa sua vocazione, non lo abbiamo mai trovato fra quelli che, dopo un mandato o due, stanchi per le scarse gratificazioni che dà la politica di base e persuasi di non avere alcuna possibilità di usare la Zona per scalare Palazzo Marino, hanno preferito non rinnovare il loro impegno. Già, perché fare il consigliere come Claudio è esattamente agli antipodi di come purtroppo molti intendono fare politica o giudicare quella degli altri: nessuna facile popolarità, ma costante, laboriosa segnalazione di problemi e di ricerca di soluzioni.

Tutte cose che la maggior parte dei consiglieri non ha voglia (e tempo) di fare. Il che significa consultare gli archivi, accedere agli uffici in grado di fornire risposte, documentarsi seriamente, conoscere le leggi, raccogliere firme, attivare iniziative di base, farsi latori di istanze magari fastidiose, ma inevitabili, indipendentemente dal colore politico e dal possibile vantaggio che si può ricavare. Si chiama spirito di servizio, una merce sempre più rara, ma fortunatamente non esaurita. Ma – ed ecco la buona notizia – sono cose che Claudio continuerà a fare, come semplice cittadino al di fuori del Consiglio di Zona, ma con un’esperienza che gli consentirà di turbare la quiete dei più pigri e di mettere alla prova il nuovo modello del Municipio. E, a conforto nostro e dei nostri lettori, aggiungiamo che continuerà a scrivere a a raccontare sulle colonne di Milanosud. Lo so che non potevamo illuderci di esserci liberati di te.

Grazie Claudio.

Piero Pantucci

(Luglio 2016)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO