Completati i lavori per l’Arena, approvato il progetto per il nuovo Lido di Milano

Sull’Arena c’è dissenso da parte delle storiche società Cus Pro Patria e Riccardi, per il patto siglato dal Comune con Fidal e Sprint Academy. Per il Lido i lavori e la gestione per 42 anni

A metà di ottobre l’Arena Civica ha inaugurato la sua nuova vita (nella foto in alto): rifatta la pista d’atletica, impermeabile, morbida, spessa (13 millimetri). Ammodernate le pedane per il lancio del peso, giavellotto e martello. Nuovo anche il campo di calcio, dove è stato rinnovato il prato e il sistema di irrigazione con quello di drenaggio. I 2,5 milioni di euro di spesa includono anche l’estensione del pistino di riscaldamento sui lati nord e sud, 16 torrette a scomparsa per corrente e prese dati e una pedana specificatamente dedicata agli atleti diversamente abili.

Una bomboniera per la regina degli sport e per il calcio, inaugurata da Filippo Tortu (nella foto sotto all’Arena con il sindaco Sala), l’uomo delle Fiamme Gialle da 9.99 sui 100mt nel meeting di Madrid 2018. Con lui Luminosa Bogliolo, ostacolista delle Fiamme oro e Lorenzo Perini, Areonautica. I tre appartengono a gruppi sportivi diversi eppure fanno capo alla medesima società, Sprint Academy.

Filippo Tortu e il sindaco Beppe Sala all’inaugurazione della nuova Arena civica di Milano – foto Sala su Instagram

Proprio per loro il Comune ha siglato un patto con Fidal e appunto con Sprint Academy tramite Giacomo Tortu – fratello maggiore di Filippo e presidente della società – esclusività per l’utilizzo della struttura dalle ore 12 alle 15 /16 per tutti i giorni feriali.

Le storiche società come Cus Pro Patria e Riccardi, che all’Arena sono di casa, non l’hanno presa bene. Dopo aver aspettato due anni per la riqualificazione dell’impianto, ora si trovano davanti a un accordo di esclusiva tra il Comune e un privato per l’utilizzo di un impianto civico ripartito con soldi pubblici. Accordo che impegna l’Arena nelle ore centrali, quelle più calde d’inverno e quelle più utili per le scuole. Una situazione che porta a un “profondo dissenso”, come hanno scritto le due società (assieme ad altre) in una lettera indirizzata alla Fidal. Con lo stupore per non essere state interpellate.

Dal Comune fanno sapere che è solo un orgoglio sapere che Filippo Tortu possa scegliere di allenarsi nella nostra nuova Arena, per un palinsesto condiviso con Fidal, il calcio e il Municipio 1. Inoltre si ricorda che la programmazione delle attività ha tenuto conto dell’effettivo uso dell’impianto negli scorsi anni e non ha sottratto spazio alle attività di base e nemmeno alle scuole di atletica.

Va anche considerato che Tortu potrebbe portare all’Arena assieme alla sua forma smagliante qualche buon sponsor, cosa che male non fa. Come andrà a finire non si sa. Però si sa – e ci si ricorda – che Filippo Tortu è stato il ragazzo più veloce di Milano, evento dedicato ai giovanissimi sprinter delle scuole. Giovani e scuole che bisogna continuare a far entrare, allenare, divertire con l’atletica.

Dopo l’Arena, anche sul Lido di piazzale Lotto soffia il vento del cambiamento (sotto l’immagine di come sarà). Passati anni di attesa per necessarie e doverose azioni di ammodernamento e ristrutturazione mai arrivate, la Giunta ha chiuso l’accordo con Ingesport Health and spa Consulting spa, società spagnola del settore del fitness. Pare che la definizione corretta sia “partenariato pubblico-privato”.

Il privato investirà circa 25milioni di euro per far diventare il Lido un po’ come l’idroscalo, con uno specchio d’acqua centrale e una vasca più piccola, un nuovo padiglione cabine e una nuova palazzina per un centro ludico-sportivo molto attrezzato. Il tutto per un utilizzo della struttura che copra tutto l’anno anziché gli attuali tre mesi estivi. Ingesport avrà in gestione l’impianto per 42 anni con un canone annuale di 80 mila euro. Da capire come verranno ripensati gli altri spazi pubblici – quattro campi da tennis, due di calcio a 5, uno da minigolf – mentre l’accesso del parco dovrebbe rimanere come oggi, gratuito. I gestori considerano di spalmare i lavori in più fasi per un totale di 2 anni e mezzo. Milano che corre verso le Olimpiadi ha bisogno di impianti sportivi adeguati. Adeguati e per tutti.

Milanese, giornalista e TV producer. Per lavoro vive a Los Angeles, tocca Cape Town e Tokyo, scopre angoli nascosti d’Italia e d’Europa. Per curiosità si perde nelle strade e tra le storie della sua amata città.

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