Con la zona gialla riaprono le ciclofficine popolari, spazi attrezzati dove si può riparare una bici in compagnia

Molti milanesi si rendono conto che la bicicletta è un ottimo mezzo di trasporto: è pulito, economico e dà un grande senso di libertà. Milano è una città piatta e senza vento. Le piste ciclabili

Molti milanesi si rendono conto che la bicicletta è un ottimo mezzo di trasporto: è pulito, economico e dà un grande senso di libertà. Milano è una città piatta e senza vento. Le piste ciclabili stanno pian piano aumentando.

Eppure tante biciclette rimangono in cantina, o peggio ad arrugginire in cortile. Come mai?

Una delle motivazioni è che oltre a possedere una bici ci vogliono tante piccole conoscenze che risultano fondamentali.  Per molti un imprevisto come bucare una gomma può costituire un serio problema perché non sanno come ripararla e le giornate spesso sono troppo corte per trovare il tempo di portare la bici a mano fino dal ciclista. Oppure la bici acquistata è di quelle economiche e la riparazione viene a costare più della bici stessa. Per questo il Bonus di 500 euro, che ha causato un boom di acquisti poco pensati, non è il modo economicamente più efficace per promuovere la mobilità sostenibile.

Per promuovere l’uso della bici e diffondere la capacità di prendersene cura in autonomia esistono le ciclofficine popolari. Ma cosa sono e dove si trovano a Milano?

Le ciclofficine sono ambienti dotati di attrezzatura specifica per la riparazione di biciclette, messi a disposizione da associazioni ciclistiche o collettivi, dove chiunque può riparare la propria bici lasciando un’offerta libera, anche grazie alla collaborazione con gli altri utenti.

Sono generalmente benvenute anche le persone che non hanno tempo per auto-riparare la propria bicicletta e che invece preferiscono che altre persone la riparino per loro, lasciando un’offerta che viene utilizzata per pagare i pezzi di ricambio e le spese della sede. Come accade per la ciclofficna della Comunità Oklahoma a Gratosoglio (nella foto sopra) dove si possono riparare bici o regalare rottami su due ruote, che ragazzi e volontari fanno tornare in vita.

Queste informazioni non rendono però bene l’idea di cosa sia veramente una ciclofficina popolare. Le ciclofficine non sono negozi, sono spazi sociali. Chi le conosce sa che in questi ambienti non si sente più il tempo che passa e già per questo, in una città sempre di fretta come Milano, meriterebbe farci una visita: c’è chi cerca il dado giusto nella cassetta delle minuterie di ferramenta, c’è quello che si lucida la sua bici da corsa per il prossimo giro. C’è chi viene con la bici d’epoca e trova proprio il pezzo di ricambio che non si trova in commercio, c’è il ragazzino di periferia che porta il suo mezzo e vuole imparare. C’è odore di lubrificante, di gomma e di ferro, ci sono gesti precisi di chi ripara le bici come si dipinge un quadro. A volte ci sono birre aperte e l’ironia tipica della bottega artigiana non manca mai. 

Basandosi sull’impegno di persone che amano la bicicletta, in una ciclofficina si possono compiere riparazioni che non verrebbero prese in considerazione dai ciclisti commerciali, perché non convenienti dal punto di vista economico, quali il recupero di vecchie biciclette, chiamate con affetto “bici cancello”, che a Milano sono utilissime perché si possono lasciare in giro senza troppa paura che vengano rubate. In una ciclofficina si insegna a mettere la toppa alla camera d’aria bucata anziché sostituirla, con beneficio sia dell’ambiente che del portafoglio. Il ferro dei pezzi scartati viene raccolto in un cassone e conferito per il riciclo.

Durante l’anno in genere i ciclomeccanici recuperano molte bici abbandonate, che vengono risistemate e vendute in un’asta piena di occasioni tra le quali, non ultima in ordine di importanza, quella di fare una festa.

Le ciclofficine di solito propongono anche corsi di autoriparazione rivolti alle scuole e al quartiere la cui finalità è quella di insegnare ad affrontare la manutenzione del mezzo e di creare occasioni di incontro e di scambio di saperi. 

A Milano si trovano varie ciclofficine, di solito aperte il sabato e in qualche altro momento della settimana. In questo periodo conviene sempre controllare l’apertura su internet. Ognuna ha la sua storia e “personalità” che potete scoprire andando di persona. Sono ben distribuite su tutta la città: eccone alcune.

Quando la Lombardia era in zona rossa i ciclomeccanici, costretti a chiudere, scrivevano sul loro sito: “Siamo dispiaciuti di non poter fare altrimenti e speriamo di poter rivedervi con le mani sporche di grasso il prima possibile”.

Ora siamo tornati zona gialla. È  tempo di pedalare, ma forse prima di partire occorre sporcarsi un po’ di grasso per regolare i freni e oliare la catena. Non preoccupatevi per questo perché, se vorrete farlo voi, in ciclofficina la pasta lavamani non manca mai.

Altri articoli di Xavier Vigorelli sul blog iltrenodelladomenica.

Sono un insegnante con la passione dei piccoli giornali: quella voglia di comunicare, riflessiva e pubblica, non filtrata dalle barriere all'ingresso dei grandi giornali. Complice la curiosità, peggio di quella dei gatti. Tengo un blog su Altervista che si chiama iltrenodelladomenica.

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