Con Na.Pa il Naviglio Pavese torna il “Naviglio bohémien”. Primi appuntamenti a ottobre, con la Wine Week

Il Naviglio Pavese è il canale di ritorno che scorre verso il Ticino, mentre il Naviglio Grande alimenta la Darsena. La direzione dell’acqua racconta il fascino dei due canali, i più noti di Milano, e

Il Naviglio Pavese è il canale di ritorno che scorre verso il Ticino, mentre il Naviglio Grande alimenta la Darsena. La direzione dell’acqua racconta il fascino dei due canali, i più noti di Milano, e la loro storia. Oggi il Naviglio Grande è il più popolato di locali, ristoranti, caffè, mentre il Naviglio di via Ascanio Sforza appare più desolato, eppure fino agli anni ’90 era il naviglio della notte, della musica live, dei locali alternativi, quello che aveva creato il mito di questo quartiere.

Ma se si dà oggi uno sguardo oltre la circonvallazione, dove iniziano i casermoni degli anni ‘60, il discorso cambia: sono sorti nuovi club, associazioni, ristoranti, e un gruppo di operatori del settore della comunicazione, di commercianti e artigiani ha deciso che è il momento di rendere di nuovo grande il Naviglio Pavese. «L’idea è di pensare il tratto di nostra competenza, che corrisponde all’estensione del Municipio 5 dalla circonvallazione verso sud fino alla cartiera Binda, come il naviglio slow, che a differenza del naviglio della movida, sarà tranquillo, percorso dalla pista ciclabile, che è in via di realizzazione», ci spiega Fabio Vergottini, consulente di comunicazione e fondatore dell’associazione Vicini di Strada.

Il percorso da Milano a Pavia lungo il naviglio è poi un grande classico per ciclisti milanesi. Si pedala per 33 km in impercettibile discesa ed è proprio questa leggera pendenza che permette il fluire delle acque dalla darsena di Milano fino a Pavia. «A questo scopo abbiamo creato Na.Pa, un comitato che ha l’obiettivo di valorizzare il quartiere che, oltre la circonvallazione, costeggia il Naviglio Pavese. Un territorio che merita di essere conosciuto e vissuto per la sua storia, per la sua identità e per tutte le opportunità che può offrire – continua Vergottini –. Ci siamo trovati con qualificati ristoratori e altre realtà come Altavia, agenzia di comunicazione, la Biblioteca Chiesa Rossa e diverse associazioni, con l’idea di fare un distretto con proposte di cucina legate al territorio, che usano prodotti del territorio, dal Parco Sud fino all’Oltrepò Pavese: riso, formaggi, vini».

Nel nucleo fondatore del comitato, oltre alla presidente Silvia D’Origo, socia di Farm65 che organizza eventi legati al food, ci sono Claudio Sadler, prestigioso chef e milanese doc, arrivato sul Naviglio Pavese nel 1996: «Qui non c’era praticamente nulla – ha detto – erano gli anni del naviglio dell’antiquariato, degli studenti, dei pittori. Era il Naviglio più bohémien e ho voluto legarmi a questa storia». Ci sono il ristorante DistrEat, l’osteria storica del Grand Hotel, la Cantina Urbana, che produce vino, l’associazione NOR23, un gruppo di “No Ordinary Riders” con la passione per le moto classiche.

Ci sono l’Osteria del Mare, il ristorante di tendenza Motelomboroso, non solo cucina creativa, anche un centro che ospita arte, editoria e musica, e poi l’osteria della Conca Fallata, locale storico da dove partiva la Milano Sanremo, i ristoranti Erba Brusca e Carlotta Caffè.

«Stiamo mappando il quartiere sull’asse del Naviglio e abbiamo scoperto che la libreria Mauro era una fabbrica di aerei da dove pare sia uscito Pippo, l’aereo che avvisava dei bombardamenti nel ‘43, infatti la struttura è fatta come un hangar, che dietro al Grand Hotel c’è ancora una bocciofila, che esiste un mulino con l’acquedotto, dove all’intermo c’è un rifugio antibombardamenti, che il quartiere don Rodrigo sta cambiando fisionomia: non è più un quartiere dormitorio ma, vissuto da molti ragazzi del Naba e dello Iulm, il quartiere diventa le persone che ci sono e lo frequentano.

Vogliamo raccontare l’altra Milano senza fare nostalgia di com’eravamo, vogliamo mantenere la componente di acqua, il Naviglio, e verde, il Parco sud – prosegue con entusiasmo Fabio –. Non sarà una Social Street classica, ma un distretto che si presenta alla città con la sua offerta, le sue curiosità, tipo Nolo district, North of Loreto, nuovo quartiere di tendenza, o i più noti Soho a Londra e Tribeca a NewYork. Il progetto era di partire con il Salone del Mobile, rimandato al 2021, ma Na.Pa. non ha voglia di aspettare e a ottobre si partirà con un’iniziativa, nel corso della Wine Week, assieme al Consorzio del Buttafuoco Storico. Perché al naviglio da riscoprire ci sono anche i vini dell’Oltrepò e le eccellenze dei dintorni di Milano».

 

Sono pubblicista e videomaker, ancora prima che il mio appassionante mestiere fosse definito cosi. Dal 1974, anno del primo viaggio in Africa, in Somalia, realizzo documentari su tematiche sociali, antropologiche e storiche. Ho collaborato con diverse redazioni per programmi d’informazione e cultura, attualmente video-documento tutte o quasi tutte le iniziative che accadono nel sud della città (ma anche altrove).

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