Sant’Ambrogio, i discorsi del sindaco Beppe Sala e di monsignor Mario Delpini alla città all’insegna del coraggio e della fiducia

Sintonia e obiettivi comuni sono emersi dai discorsi tenuti il 7 dicembre dal sindaco Beppe Sala, in occasione del conferimento degli Ambrogini, e da monsignor Mario Delpini nel Discorso alla città nella Basilica di Sant’Ambrogio

, Sant’Ambrogio, i discorsi del sindaco Beppe Sala e di monsignor Mario Delpini alla città all’insegna del coraggio e della fiducia

Sintonia e obiettivi comuni sono emersi dai discorsi tenuti il 7 dicembre dal sindaco Beppe Sala, in occasione del conferimento degli Ambrogini, e da monsignor Mario Delpini nel Discorso alla città nella Basilica di Sant’Ambrogio il 6 dicembre, alla vigilia della festa del Santo patrono.

Discorsi che guardano con fiducia al futuro, senza dimenticare il passato, in particolare quest’anno, a cinquant’anni dalla strage di piazza Fontana. Un futuro che sindaco e vescovo chiedono nei loro discorsi ai milanesi di affrontare con coraggio, fiducia e speranza. Sentimenti da non lasciare a se stessi, ma da sostenere con la forza e l’operosità delle persone, per il benessere di tutti e la democrazia, per la cura della “casa comune” e dell’ambiente, senza lasciare indietro nessuno,  famiglie, bambini, poveri e stranieri.  «Per un’ecologia integrale che sappia considerare in armonia la dimensione ambientale, economica e sociale; promuoviamo un’ecologia culturale e della vita quotidiana» come ha affermato nella parte finale del suo discorso l’arcivescovo Mario Delpini, «Tutti insieme, in questa nostra meravigliosa, sorprendente, coraggiosa Milano» come ha concluso il sindaco Beppe Sala.

Il discorso fatto del sindaco Beppe Sala al conferimento degli Ambrogini 2019

Care e Cari Milanesi,
oggi è il giorno di Milano. È il giorno di questa città straordinaria che quotidianamente fa il suo pezzo di strada verso il futuro, consapevole delle proprie responsabilità storiche e fiduciosa in una Italia orgogliosa di se stessa.
Oggi è il giorno dei Milanesi. Di chi è nato in questa città e in chi l’ha scelta nel corso della vita, provenendo da ogni parte del mondo.
È il giorno in cui festeggiamo per riprendere il cammino con tanto cuore, tanta energia, tanta consapevolezza.
Milano è la città del lavoro, della medicina, della moda, del design, dell’industria, della tecnologia. Tutto vero. Eppure Milano non è affatto la città delle cose, ma delle persone. A Milano le cose, le cose belle, le cose nuove, nascono dalle persone. Da una comunità straordinaria fatta di donne, uomini e anche bambine e bambini straordinari. Persone curiose, persone attive, persone piene di fiducia. Le cose belle che fa Milano hanno sempre dietro grandi donne e uomini, persone magari sconosciute, che sono ogni giorno al proprio posto a fare la propria parte insieme agli altri.
Oggi ne premiamo alcune con la massima benemerenza civica, conferita con una scelta unitaria dalla Commissione: ringrazio per questo il presidente del Consiglio Comunale, i Consiglieri comunali e i Consiglieri membri della Commissione.
Le componenti delle eccellenze cittadine sono tutte rappresentate: cultura, ricerca, volontariato, economia, teatro, moda, design, architettura. Ci sono le diverse anime culturali e le identità di questa città che sa costruire un progetto comune a partire dalle diversità. Ne ascolteremo tra poco i profili e potremo cogliere in ciascuno un pezzo dell’identità e del grande cuore di Milano.
Voglio però fermarmi sulle sei Medaglie alla Memoria, sei grandi milanesi che hanno qualcosa da insegnarci per l’oggi e per il domani.
Don Luigi Melesi, cappellano di San Vittore, ci riporta alla Milano che sostiene i più deboli e dona ragioni di speranza a tutti.
Carla Casiraghi ha custodito per tanti anni un simbolo di Milano, il Vicolo dei Lavandai, oggi visitato da turisti di tutto il pianeta anche grazie al suo impegno e al suo amore per questa città.
Giorgio Squinzi è stato il volto della grande Milano del lavoro, della qualità e dell’innovazione.
Eugenio Fumagalli, tassista travolto e ucciso sulla Milano-Meda dopo essersi fermato a prestare soccorso ai feriti di un incidente stradale, è un eroe della generosità che non fa calcoli, che fa quello che si deve fare sempre e comunque.
Francesco Saverio Borrelli è certamente stato un Magistrato, ma è stato soprattutto un milanese servitore delle Istituzioni, che ha agito seguendo la sua coscienza e la Costituzione.
Filippo Penati ha creduto nella politica e nella necessità di non tirarsi indietro. Perché comunque la si pensi, quando non ci sarà più chi fa politica sarà finita la democrazia. 
Vorrei indicare un valore che credo accomuni tutte le storie e le azioni dei premiati di oggi, singole personalità o associazioni. Un valore che Milano indica al Paese come il più necessario in questo momento: il coraggio.
Coraggio per non lasciarsi condizionare troppo dalle difficoltà, che ci sono ma che si possono superare.
Coraggio per inventare una storia nuova, per andare oltre i condizionamenti che ci vengono dalle crisi e dalle paure del passato.
Coraggio perché abbiamo tante frecce al nostro arco, come città, come Paese, come continente. E le stiamo già usando riaprendo tante strade che ci portano al futuro. L’innovazione, la coscienza ambientale, la responsabilità di includere chi è escluso dalla crescita: questi valori milanesi, italiani ed europei ci condurranno presto a scrivere pagine belle e nuove, a partire da Milano. La Milano sostenibile e inclusiva che stiamo già costruendo. 
Se noi apriamo il cuore, la mente e la memoria al coraggio allora ci ricordiamo chi siamo, chi sono stati i nostri maestri e cosa possiamo costruire per il futuro: questo è il senso della giornata di oggi e di ogni singola Benemerenza civica.
E questo è anche il motivo per dire grazie a tutti voi che oggi ricevete il più alto riconoscimento civico: Milano vi è grata e vi chiede ancora di esserci e di indicarci la via.
Ma proprio perché il futuro si costruisce sulle fondamenta della storia, oggi non posso che consegnare un ideale e solenne riconoscimento in più, che viene dal più profondo del cuore e che credo tutti voi condividiate: alle vittime di Piazza Fontana e alle loro Famiglie. I riconoscimenti ufficiali sono stati tanti in questi decenni, e hanno accompagnato la reazione ferma e civile della città fin dal giorno dei funerali. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ringrazio, sarà a Milano per un Consiglio comunale straordinario il 12 Dicembre.
Ma oggi, nel giorno di S. Ambrogio che precede di pochi giorni il 50esimo anniversario della strage, Milano non può che riconoscere proprio a quelle vittime e alle loro famiglie il suo omaggio speciale e commosso. Un omaggio nello stile di Milano, cioè operativo. Continueremo a lottare per gli ideali di libertà e democrazia che il loro sacrificio ci ha insegnato. Milano non dimentica, Milano rimane un baluardo contro ogni eversione antidemocratica.
Questa la Milano di ieri, questa la Milano di oggi. E voi tutti siete la ragione della nostra fiducia e del nostro coraggio. Siamo fieri di rinnovare tutti insieme il nostro impegno a proseguire. Tutti insieme, in questa nostra meravigliosa, sorprendente, coraggiosa Milano.

Giuseppe Sala 
Sindaco di Milano 

Il Discorso alla città fatto da monsignor Mario Delpini nella basilica di Sant’Ambrogio, il 6 dicembre 2019

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Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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