Cyberdipendenza nei ragazzi: sintomi, diagnosi, consigli

La dipendenza dal cellulare e dal tablet, o cyberdipendenza, è una patologia nuova che sta emergendo con preoccupante intensità nei minori e richiede ancora studi accurati e approfonditi. Poco conosciuta e in gran parte sottovalutata,

cyberdipendenzaLa dipendenza dal cellulare e dal tablet, o cyberdipendenza, è una patologia nuova che sta emergendo con preoccupante intensità nei minori e richiede ancora studi accurati e approfonditi. Poco conosciuta e in gran parte sottovalutata, presenta caratteristiche peculiari e diverse dalle altre forme di assuefazione, in quanto si esercita su un cervello in formazione qual è quello del bambino e dell’adolescente, con disturbi estremamente variabili che a volte si intrecciano fra loro, rendendo non facile la diagnosi. Per saperne di più, cercare di riconoscere i sintomi e mettere un argine a questo tipo di assuefazione, abbiamo chiesto il parere del dottor Antonino Cumella, medico pediatra del Cdi (Centro Diagnostico Italiano) e specialista in psicologia medica.

Dottore, come si arriva a una diagnosi?
«La diagnosi non è per niente scontata e facile. Le variabili che entrano in gioco sono tante: età del bambino e dell’adolescente, setting familiare, rapporti sociali, situazione scolastica, concomitanza di altre patologie … Ovviamente a queste si aggiunge la reattività individuale alle sollecitazioni del web e alle ore trascorse al cellulare o davanti al tablet. La cyperdipendenza è una patologia ancora da approfondire e da definire: i pochi studi al riguardo si sono infatti concentrati sui disturbi a carico della vista e sul fenomeno del cyberbullismo».

Quali sono i sintomi provocati da questa forma di assuefazione?
«Possiamo parlare di tre tipologie di condizioni cliniche, caratterizzate da sintomi specifici: 1. condizioni cliniche ad insorgenza acuta che coinvolgono disturbi cardiaci e respiratori come crisi di tachicardia (che impauriscono molto il bambino e la famiglia), tachipnea, forme simili all’asma, a volte una vera fame d’aria. 2. Condizioni meno acute come crisi d’ansia parziale, disturbi del comportamento, dell’apprendimento e della memoria, difficoltà a concentrarsi e a coordinare, stanchezza e senso di spossatezza. 3. Condizioni cliniche che tendono a diventare croniche, con manifestazioni molto varie da bambino a bambino».

Qualche esempio?
«Fra queste ultime vi sono i disturbi dell’appetito e del sonno, sensazione di spossatezza, astenia a volte intensa che fa pensare a carenze vitaminiche o a carenze di ferro che simulano anemie. Sono proprio i disturbi legati alla sfera alimentare che si manifestano in maniera preponderante e preoccupante: forme simil anoressiche che appaiono in netto aumento, con maggiore frequenza nelle ragazze, ricalcando il modello classico dell’insorgenza dell’anoressia. I disturbi del sonno sono anch’essi molto vari e vanno da difficoltà nell’addormentamento a risvegli notturni improvvisi, al sonno agitato…».

Esistono tipologie di bambini più esposti alla dipendenza?
«Si tratta di una patologia in crescente aumento perché quasi tutti, se non tutti i bambini, hanno un cellulare o un tablet e lo usano spesso in modo incongruo. Le ore trascorse con questi apparecchi sono tante, e spesso non è facile quantificarle: il bambino ammette difficilmente il tempo reale passato davanti a uno schermo. La prevalenza maggiore dei disturbi appare com’è ovvio nei Paesi più sviluppati. Statisticamente l’incidenza sembra più alta nelle bambine, soprattutto in fase di crescita adolescenziale».

Come si arriva a un corretto iter terapeutico?
«Attraverso l’anamnesi, che è di fondamentale importanza. Occorre tantissima pazienza per intervistare il bambino e anche i suoi familiari. Se da un lato i genitori spesso sottovalutano il “problema computer”, come causa dei disturbi che notano nei figli, dall’altro non è sempre facile parlare con il bambino se non si riesce a instaurare una buona empatia, passo fondamentale per arrivare a una diagnosi di cyberdipendenza e, quindi, a un corretto iter terapeutico. Che deve essere personalizzato e contestualizzato al momento di vita del bambino. In conclusione il computer, il cellulare, il tablet, sono strumenti meravigliosi e di incalcolabile progresso che hanno cambiato e cambieranno in meglio il nostro modo di vivere, ma come ogni scoperta vanno usati con intelligenza».

Claudio Muzzana
(Aprile 2018)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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