Da Boschetto della droga a Valle dei Monaci. In pochi anni il parco è stato restituito alla cittadinanza, ripulito e rigenerato da Amministrazione e associazioni

Fino a un paio d’anni fa era considerata una zona marginale, degradata, sotto scacco della criminalità che vi gestiva uno dei più grandi mercati di spaccio del nord Italia. Oggi la musica è decisamente cambiata

Fino a un paio d’anni fa era considerata una zona marginale, degradata, sotto scacco della criminalità che vi gestiva uno dei più grandi mercati di spaccio del nord Italia. Oggi la musica è decisamente cambiata a partire proprio dal nome che la identifica: non più Boschetto della droga, ma Valle dei Monaci che ispira ben altri sentimenti e aspettative. Stiamo parlando di quell’ampia cerniera verde situata nella periferia sud-est della città, a ridosso del quartiere Corvetto che seguendo il corso della roggia Vettabbia, occupa l’omonimo parco, l’area dell’ex Porto di Mare, Chiaravalle, fino a raggiungere Melegnano alla cui altezza il piccolo corso d’acqua si immette nel fiume Lambro. Una zona ricca di cascine e di tracce secolari lasciati dalla sapiente opera dei monaci cistercensi.

Segnali di risveglio tangibili

Sebbene la denominazione Valle dei Monaci possa sembrare di primo acchito un’operazione di facciata, un maquillage turistico, basta transitare in quest’area per rendersi conto del reale cambiamento che sta investendo questo territorio di confine tra la città e la campagna, che vede la coesistenza di tratti agricoli e urbani.

I segnali di risveglio sono ormai tangibili: a partire dall’area dell’ex Porto di Mare la cui riqualificazione è stata affidata, nel 2017, dal Comune di Milano a Italia Nostra. A distanza di poco più di quattro anni il parco è stato pienamente restituito alla cittadinanza, ripulito e rigenerato. Un parco davvero unico nel suo genere grazie alle caratteristiche di area estensiva a connotazione naturalistica. Laddove fino a poco tempo fa vi era una boscaglia disordinata, inaccessibile e pericolosa, oggi si vedono decine di appassionati delle due ruote pedalare lungo la pista di mountain bike (adatta anche per le bici gravel), runner allenarsi, papà e mamme passeggiare e giocare in sicurezza con i propri figli. Anche se le sorprese più belle il parco le regala a chi ama osservare la fauna, essendo presenti specie di un certo rilievo come il cavaliere d’Italia, il re degli uccelli acquatici.

La chiave di questo successo è da ricercarsi nel metodo applicato e allo spirito di collaborazione che si è instaurato tra gli attori coinvolti: un lavoro di squadra che ha visto le istituzioni, le forze dell’ordine, Italia Nostra, e il mondo delle associazioni e del volontariato impegnarsi, ognuno per il proprio ambito di competenza, nel raggiungimento dell’obiettivo comune lasciando da parte i personalismi e tenendosi lontano da derive demagogiche (c’era chi invocava l’invio dell’esercito).

Le realtà associative

La convenzione tra il Comune e Italia Nostra scadrà tra meno di un  anno. Per un aggiornamento sullo stato del progetto abbiamo incontrato Gianluca Vargiu (Centro di Forestazione Urbana) punto di riferimento delle attività sul campo: «Quest’ultima fase del progetto sarà dedicata a rendere gli accessi al parco più visibili, agevoli e sicuri. Ma soprattutto a connettere l’area con le zone limitrofe: il parco Agricolo Sud, Vaiano Valle, il Vigentino, il parco della Vettabbia e la “Campagnetta” di San Donato che Italia Nostra ha preso in carico da poco e che rappresenta un passo importante nella direzione di collegare le abbazie di Chiaravalle e Viboldone a Milano in un percorso pedonale ciclistico agreste».

Un collegamento che non sarà solo fisico ma anche di interazione con le realtà associative che hanno dato vita alla Valle dei Monaci (www.valledeimonaci.org). A cominciare da Nocetum, che ha sede all’interno della cascina Corte San Giacomo situata all’inizio di via San Dionigi. Nato come realtà cristiana, Nocetum ospita al proprio interno una Comunità Educativa che accoglie donne (e i loro bambini) in situazione di disagio e fragilità sociale; in vista di un successivo inserimento lavorativo di queste donne è stato attivato anche un servizio di ristorazione (La Cucina di Nocetum). Oltre alla casa di accoglienza, Nocetum organizza percorsi didattico-educativi per scuole e gruppi, attività di volontariato e iniziative per favorire l’integrazione e la coesione sociale del territorio.

Cascina Nosedo, una storia a lieto fine

Proseguendo lungo la via San Dionigi si incontra Cascina Nosedo. Utilizzata illegalmente per molti anni per attività malavitose, è stata sgomberata all’inizio dell’estate 2015 e finalmente restituita dal Comune di Milano alla collettività. Le attività principali spaziano dall’aggregazione e coesione sociale (laboratori per bambini, momenti di socializzazione per anziani), all’accoglienza diurna di persone in difficoltà e a progetti per il loro reinserimento sociale. Tra i progetti più interessanti messi in campo da Nocetum e Cascina Nosedo, vi è il cammino dei Monaci che connette i luoghi della Valle dei Monaci alla via Francigena. Un progetto che seppure in divenire, è già stato inserito nella guida “Cammini di Lombardia” realizzata dal Touring Club Italiano.

Il recupero degli immobili

Nonostante i risultati positivi raggiunti e la vitalità espressa dal territorio, permangono tuttavia diverse questioni in attesa di risposta e la cui risoluzione appare fondamentale per poter dare a questo territorio un’identità e una vocazione compiute. La più urgente riguarda il recupero dei tanti immobili presenti nei tratti perimetrali delle vie Fabio Massimo e San Dionigi in parte occupati abusivamente e molti dei quali bisognosi di bonifica (molti tetti sono in eternit).

Gli interventi recenti dell’Amministrazione comunale su questo punto hanno suscitato alcune perplessità soprattutto tra i residenti. Ci riferiamo al bando per la concessione in diritto di superficie per 90 anni dell’area in cui sorgeva l’ex discoteca Karma recentemente vinto dalla società Social Music City.

Al posto della ex discoteca nasceranno un parcheggio con 200 posti auto, un anfiteatro all’aperto con piscina, una tensostruttura per ospitare concerti o altri eventi culturali, campi di padel con relativi spogliatoi, e un’area espositiva di circa 600 mq. Una destinazione d’uso che appare distonica rispetto alle caratteristiche della zona e che allarma gli abitanti per il timore di ripiombare nell’incubo delle notti estive fuori controllo vissute ai tempi del Karma. 

La strada dell’assegnazione di immobili attraverso concessioni (di fatto perenni) ai privati, sebbene comprensibile vista l’oggettiva impossibilità per la macchina comunale a gestire ogni intervento direttamente, porta però con sé il rischio di una perdita di efficacia nell’esercizio della funzione di orientamento, così necessaria per affrontare la sfida della rigenerazione urbana e ambientale. La sensazione è che le istituzioni facciano ancora un po’ fatica a cogliere pienamente l’eccezionalità e la potenzialità di questo particolarissimo territorio periurbano, un’oasi selvaggia che dista soli 4 chilometri dal Duomo.

E ora non resta che “spiccare il volo”

Dall’alto della collinetta del Porto di Mare, dove si gode una vista mozzafiato che spazia dall’abbazia di Chiaravalle fino al nuovo skyline della città, Gianluca gettando uno sguardo orgoglioso al parco e agli uccelli che “saltano” da un albero all’altro si commiata da noi con una manciata di eloquenti parole: «Dopo tanto lavoro sarebbe davvero un peccato non spiccare il volo». La storia difficile di questi luoghi ci insegna che scelte raffazzonate, guidate dall’urgenza ma più spesso dalla convenienza del momento, hanno prodotto degrado e marginalità. È giunto il momento di essere al contempo coraggiosi e lungimiranti, puntando a scelte che abbiano un respiro di lungo periodo, frutto di riflessione, dedizione, pazienza. Non a caso sono le qualità dei monaci che hanno abitato per secoli questo territorio.

Reporting specialist di una multinazionale di giorno, al calar delle prime ombre della sera si dedica alla sua vera passione ed indossati i panni di aspirante giornalista e scrittore si aggira per gli anfratti della Milano Sud in cerca di notizie e spunti per un nuovo racconto…..

Recensioni
1 COMMENTO
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    Gianluca Brescia 25 Aprile 2022

    Da anni aspettavo la fruibilità del Parco Cassinis nella sua totalità.

    Ed è tutto molto bello

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