Da gennaio, torna il medico di base in Saponaro 36

Si sblocca la situazione per il medico di base a Gratosoglio. A gennaio 2016, nei locali che furono del dottor Massimo Bolsi, andato in pensione nel luglio scorso e che per molti anni ha avuto

stetoscopio_medicoSi sblocca la situazione per il medico di base a Gratosoglio. A gennaio 2016, nei locali che furono del dottor Massimo Bolsi, andato in pensione nel luglio scorso e che per molti anni ha avuto un affollato studio medico, entrerà un dottoressa. Si risolve dunque una situazione difficile, che aveva allarmato gli abitanti di Gratosoglio, per la maggior parte anziani con problemi di spostamento, ritrovatosi senza medico nelle immediate vicinanze. Comune e CdZ5, si erano subito rivolte alla Asl per avere una risposta, ma la libertà dei medici di base nel scegliersi i posti in cui andare, uniti a un affitto ritenuto alto hanno lasciato per mesi vacante il posto. Poi la svolta, determinata anche, probabilmente, dal fatto che Aler ha deciso di affittare il locale a condizioni agevolate.

«La situazione dei medici di base è paradossale – ha affermato Aldo Ugliano, presidente del CdZ5, che negli ultimi mesi ha incontrato i cittadini, i dirigenti della Asl e a contattato il presidente della Commissione Sanità del Senato – nella sola Zona 5 ne mancano quindici. E la situazione nel resto della città non è certo migliore. Una carenza di medici di base determinata dal fatto che professionisti con questa specializzazione dalle nostre università ne escono sempre meno, inoltre, sulla base di una convenzione nazionale che evidentemente non è più adeguata, i medici quando rispondono a un bando “per ambiti di carenza” possono scegliere dove insediarsi con un’ampia libertà e senza alcun obbligo di ubicazione. Una situazione che è destinata a peggiorare, anche perché molti medici stanno andando in pensione. Bisogna ripensare – ha concluso il presidente Ugliano – la convenzione tra i medici e lo Stato, ed è questo che ho chiesto alla senatrice De Biase. Per esempio la Asl e il Comune dovrebbero poter indicare con più precisione dove aprire ambulatori, per soddisfare adeguatamente le esigenze dei cittadini. La Asl poi non dovrebbe consentire che ci siano medici con il limite massimo di pazienti e altri, come in via Baroni 48, con pochi pazienti. Inoltre non scarterei l’introduzione di agevolazioni economiche e finanziarie, come il Prestito d’onore, per facilitare l’apertura degli ambulatori».

G. F.

(Ottobre 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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