Dal 16 al 22 febbraio alla parrocchia Maria Madre della Chiesa di via Saponaro s’impara a “Comunicare la Pace”

Entusiasmo a mille per la V edizione del Campus della pace, che quest’anno si concentra sul Comunicare la pace. Come di consueto, il centro dell’iniziativa saranno la parrocchia Maria Madre della Chiesa di via Saponaro

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Entusiasmo a mille per la V edizione del Campus della pace, che quest’anno si concentra sul Comunicare la pace. Come di consueto, il centro dell’iniziativa saranno la parrocchia Maria Madre della Chiesa di via Saponaro e il quartiere Gratosoglio, che ospiteranno i ragazzi provenienti dalla Francia, dalla Bosnia e dal Piemonte. I giovani si confronteranno per una settimana, dal 16 al 22 febbraio con i coetanei della parrocchia e delle classi degli istituti Parini, Berchet, Allende, Feltrinelli, Torricelli, Varalli, Arcadia e Cfp Rozzano.

«Sarà un’esperienza emozionante – ci spiega Paolo, studente di Psicologia ed educatore dell’oratorio, che quest’anno fa parte dell’organizzazione – “Comunicare la pace” per noi significa confronto fra idee diverse e uno strumento per valorizzare le differenze invece di vederle come un ostacolo. Vogliamo provare ad ampliare i punti di vista per dimostrare che si può arrivare a una mediazione: la violenza chiama sempre violenza. Le testimonianze che saranno presenti al campus raccontano proprio questo».

Ma siccome la comunicazione, esigenza fondamentale per l’uomo, non si esprime solo attraverso il linguaggio e gli incontri «Abbiamo deciso di dare al campus un taglio più laboratoriale e pratico – continua Paolo – ci saranno anche una giornata dedicata allo sport e diversi laboratori serali: teatro, cucina e un laboratorio digitale, visto che ormai internet può essere considerato uno spazio per le relazioni».

Ai laboratori parteciperanno i ragazzi della parrocchia con i ragazzi stranieri e piemontesi che, in unione con lo spirito di accoglienza che caratterizza il Campus, saranno ospitati dalle famiglie del Gratosoglio, che metteranno a disposizione le proprie abitazioni.

Momenti fondamentali del Campus saranno anche gli incontri; particolarmente toccante si annuncia quello con Latifa Ibn Ziaten il 17 e 18 febbraio. La donna, nata in Marocco, musulmana praticante e madre di Imad Ibn Ziaten, paracadutista sottufficiale dell’esercito francese e prima vittima di Mohammed Marah, il terrorista islamico di Tolosa. Da 2012, anno dell’attentato, percorre la Francia per andare nelle scuole, soprattutto nelle banlieue considerate a rischio, a parlare ai ragazzi di laicità e Islam e di come si può vivere in Francia da musulmani, come lei, senza ascoltare gli inviti degli estremisti a partecipare alla jihad. Altrettanto significativo sarà l’incontro il 20 febbraio “La peste dell’Odio e il suo contagio lungo la Storia”. Saranno presenti Sultana Razon sopravvissuta al campo di sterminio nazista di Bergen Belsen, Kanita Focak architetto e donna resiliente della Sarajevo assediata, 3 migranti passati dai centri di detenzione libici e ora stanziati in Italia.

Per conoscere l’intero programma: www. campusdellapace.altervista.org

Articolo di Tamara Modugno

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