Dal 24 aprile al 1°maggio, Campus della Pace a Gratosoglio «Protagonismo giovanile, la risorsa più importante per promuovere una cultura di pace». Tra gli ospiti il sindaco Beppe Sala e il deputato Enrico Letta

«A fine febbraio, con l’invasione dell’Ucraina, mi era passata la voglia di fare qualsiasi cosa, avevo la sensazione che il Campus rischiasse di essere una nicchia di sogni irrealizzabili. Invece, in diversi mi hanno detto

«A fine febbraio, con l’invasione dell’Ucraina, mi era passata la voglia di fare qualsiasi cosa, avevo la sensazione che il Campus rischiasse di essere una nicchia di sogni irrealizzabili. Invece, in diversi mi hanno detto che mai come quest’anno ce n’era bisogno. Così ci siamo rimessi in moto». Queste le parole con cui don Giovanni, vicario delle parrocchie di Gratosoglio, insieme a Paolo Oini, giovane volontario ed educatore, ci accoglie in oratorio per raccontarci la VII edizione del Campus della Pace.

Basta però scorrere il calendario del Campus e l’elenco degli ospiti, per rendersi conto che la rassegna, pur con un avvio pieno di dubbi e tentennamenti, ha prodotto risultati di tutto rispetto. Durante le giornate che vanno dal 24 aprile al 1° maggio, negli oratori di Santa Maria Madre della Chiesa e a San Barnaba, si avvicenderanno politici e amministratori pubblici, rappresentanti di organizzazioni internazionali, top manager, professori universitari, registi, attori, ma soprattutto ci saranno i ragazzi provenienti delle scuole superiori di Parigi, Napoli, Oulx in Piemonte e Sarajevo, accolti nelle case dei volontari delle parrocchie. A questi ospiti si aggiungeranno gli studenti delle scuole di Milano Berchet, Parini, Allende, Cfp Rozzano, Feltrinelli, Kandinsky, a cui si uniranno anche gli studenti della Cattolica, dell’Università di Bergamo e del Politecnico. In alcune giornate ci saranno agli incontri oltre 150 ragazzi.

Quest’anno il tema scelto per il Campus è il protagonismo giovanile. Per questo motivo non ci saranno come gli anni scorsi relazioni da ascoltare, ma i ragazzi lavoreranno alla mattina su stimoli e suggestioni, forniti da professori ed esperti. Nel pomeriggio, attraverso dei forum di discussione, prepareranno alcune loro riflessioni, per confrontarsi in seguito con protagonisti dei diversi settori.

Gli ambiti di discussione scelti sono tre. L’energetico ambientale, con approfondimenti sulle sfide di un’economia Green; il governo di una città, che verrà affrontato attraverso un gioco di ruolo sociologico e poi un confronto con il sindaco Beppe Sala. Infine il tema dell’Europa, dell’accoglienza e dei suoi confini, che vedrà incontri con il personale dell’Unhcr di stanza nei campi profughi in Bosnia e un confronto finale con il deputato e segretario del Pd Enrico Letta e la europarlamentare Simona Bonafè.

Don Giovanni (a sinistra) con Paolo Oini.

«Siamo convinti che il protagonismo giovanile sia la risorsa più importante per promuovere una cultura di pace – racconta don Giovanni –. Quando abbiamo iniziato a pensare al Campus eravamo in uscita dalla pandemia e volevamo riflettere sulla sua gestione politica a livello mondiale, che a nostro parere era stata fallimentare. L’arrivo della guerra alle porte dell’Europa ha evidenziato ancora di più l’incapacità di chi governa il mondo nell’affrontare le crisi. Chiediamo ai giovani di farsi avanti – esorta il don – prendere in mano la situazione e provare a traghettare il mondo verso un nuovo stile di vita, in cui la globalizzazione non sia solo delle merci ma anche dei diritti».

Accanto alle giornate dedicate al protagonismo giovanile, ci saranno iniziative parallele di volontariato, di sport, di teatro con Concertina 22 di Roberta Biagerelli e il laboratorio con Miriam Camerini “Talmud on stage”, Flash mob e riprese video a Gratosoglio, l’incontro Rivoluzione sud, con i maestri di strada di Napoli e con Vincenzo Linarello della coop Goel, che opera su immobili sequestrati alla mafia.

«La settimana terminerà con l’assegnazione del Peaceful act prize, il premio che valorizza i piccoli-grandi gesti pace che ci segnaleranno i ragazzi, in questi giorni di guerra ancora più evidenti e importanti – conclude don Giovanni – come quello delle mamme ucraine che nelle settimane scorse hanno dato da mangiare ai giovani soldati russi e li hanno fatti telefonare a casa». P

er conoscere il programma e partecipare agli incontri www.peacefulact.org

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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