Franco Natalini: dalla metamorfosi della materia alla rappresentazione dei vizi delle società attuale

In occasione dell’esposizione MA-EC art expo 2014 alla quale ha partecipato con una delle sue ultime creazioni, l’artista e amico di Milanosud Franco Natalini, ci ha rilasciato un’intervista, attraverso la quale ci ha spiegato la

franco_nataliniIn occasione dell’esposizione MA-EC art expo 2014 alla quale ha partecipato con una delle sue ultime creazioni, l’artista e amico di Milanosud Franco Natalini, ci ha rilasciato un’intervista, attraverso la quale ci ha spiegato la sua opera e ci ha dato degli spunti di interpretazione della sua arte.

Franco, è stato scritto che nella tua pittura ti esprimi in un modo che si può classificare come “astrattismo”, sei d’accordo?
«È vero, il prof. Franco Migliaccio ha scritto così, usando questo temine per definire un’arte in cui l’oggetto sia assente. Ma ha detto anche che la mia poetica è intessuta di motivazioni reali, pertanto l’etichetta “astrattismo” o “figurativo” perde ogni sua connotazione. È la realtà, invece, a sollecitare, e a invadere i miei pensieri, l’universo che con le sue leggi segrete, i suoi incontenibili flussi di energia, la continua trasformazione della materia, evolvendosi, diventa “altro”; il nostro destino di spettatori inermi di fronte all’inevitabile. L’uomo ha origini comuni, come tutto il resto dell’universo».

Sembra tu abbia abbandonato la tematica della “metamorfosi della materia” ispirata alle massime filosofiche, che ha influenzato fortemente le tue opere in passato…
«Sì è vero ora nelle mie composizioni inserisco delle figure misteriose volutamente sgradevoli, informali, non importa se uomini, donne o altro, che mi aiutano a manifestare sofferenza, tristezza, angoscia e soprattutto commiserazione nei confronti della società attuale piena di vizi, inganni, corruzioni, ingiustizie e priva di valori morali, da cui nessuna classe sociale è esente. Una società destinata a un inevitabile futuro di declino morale che corre, senza darsene pensiero, sul precipizio dopo essersi messa dinanzi agli occhi qualcosa che le impedisce di vederlo. Troppo spesso questa nostra società si rifugia sotto il manto ipocrita del cristiano amor del prossimo o del senso di responsabilità sociale, e delle altre belle parole con cui si coprono inconsci bisogni personali. Purtroppo sono molte le persone che parlano dell’uomo come sarebbe augurabile che fosse, e non come in realtà è. Poco sappiamo degli uomini e dell’origine di ogni cosa, non lo comprendiamo che a metà. La morale non è stata introdotta e imposta al popolo con le tavole della legge del Sinai: la morale è una funzione dell’anima umana o la si possiede o la si ignora. Ciò che vale per ogni individuo vale anche per l’umanità: perché sono i singoli individui che formano l’umanità. Evidentemente nel mio intimo esiste una palese sfiducia nella società contemporanea, è segno che nell’inconscio si è ammassata una considerevole quantità di energia negativa una specie di carica che all’occasione esplode».

Una sorta di “pessimismo cosmico” che esprimi anche nei titoli dei tuoi ultimi lavori…
«Sì, i miei titoli non si riferiscono più a massime filosofiche esprimono chiaramente questo concetto. Ad esempio: “Una società di piccoli uomini” oppure “Una società che non è in grado di dare del tu a se stessa” sono titoli che dicono molto del mio attuale approccio all’arte».

Il dott. Antonino De Bono ha scritto che non riesci fare a meno di essere un sottile indagatore della personalità umana, analizzata, scandagliata, messa a nudo e descritta con travolgente entusiasmo pittorico.
«Del resto il filosofo Alexander Gottfreid Baumgarten, primo teorico dell’Estetica, ha definito l’arte la scienza della conoscenza sensibile».

Ho notato che le tue sofferenze, al contrario, rafforzano la tua energia e la tua creatività, e danno un significato alle tue opere, del resto i risultati ottenuti lo dimostrano.
«Riconosco che nelle composizioni e nelle figure trasmetto angoscia e tristezza, ma nei colori che io amo molto, conservo ancora speranza».

Chiudiamo quest’intervista così, con uno sguardo ottimista e positivo verso il futuro e la fiducia che i momenti difficili si possono superare; così come la materia si trasforma, si può trasformare in meglio anche la condizione umana.

Nadia Mondi

 

MAEC ART EXPO 2015

1˚Concorso internazionale d’arte contemporanea

Spendiamo alcune parole su questa nuova realtà, il centro MAEC – Milan Art & Events Center di recente apertura, a due passi dal Duomo, in via Lupetta 3. Non si tratta solo di una galleria, è stato progettato per essere un centro d’arte contemporanea che dia agli artisti la possibilità di esprimere la propria creatività in tutte le sue forme. Un’occasione per farsi conoscere e per creare nuove sinergie e collaborazioni tra artisti. Non avevamo dubbi che il pittore Franco Natalini fosse nella rosa degli artisti selezionati per l’esposizione. Il 14 giugno si è tenuta l’inaugurazione della mostra che si sta svolgendo in due date. Il quadro di Natalini è rimasto esposto fino al 25 giugno e noi siamo andati a trovarlo proprio il giorno dell’inaugurazione per poterlo applaudire e immortalare insieme al suo lavoro.

Elisa Paci, 24 anni, laureata in Comunicazione e Società (Scienze Politiche), blogger e fotografa, ha uno spirito internazionalista, che la porta a viaggare a Milano e nel mondo, in aiuto di chi non ce la fa, siano persone, interi popoli o piccole redazioni digitali. Per lei il reaggae è il massimo.

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