Danni per cattiva manutenzione delle strade: quando è responsabile il Comune

Gentile Avvocato, la scorsa settimana stavo camminando per strada e ad un certo punto, non vedendo che l’asfalto era sconnesso, sono caduta e mi sono rotta una caviglia. La convalescenza sarà piuttosto lunga, richiederà tanta riabilitazione

Gentile Avvocato,
la scorsa settimana stavo camminando per strada e ad un certo punto, non vedendo che l’asfalto era sconnesso, sono caduta e mi sono rotta una caviglia. La convalescenza sarà piuttosto lunga, richiederà tanta riabilitazione e cure che mi costeranno parecchio. Esiste la possibilità che il Comune mi risarcisca i danni?
(Lina F.)

zambianchiRisponde l’Avvocato Rosa Zambianchi

Gentile signora Lina, questo è un argomento piuttosto controverso in giurisprudenza, la quale tuttavia negli ultimi anni è giunta a tracciare dei principi generali ormai abbastanza chiari. Ogni caso è da valutare fin nei minimi particolari per comprendere se può esservi una responsabilità del Comune, e in generale dell’Ente “gestore” delle strade, in quanto non tutti i sinistri di questo genere sono risarcibili. La responsabilità del Comune dovrebbe essere invocata ai sensi dell’art. 2051 del Codice Civile, a norma del quale “Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”, il che significa che la Pubblica Amministrazione è tenuta a conservare in buono stato di manutenzione le cose che ha in custodia (e fra di esse vi sono strade e marciapiedi) affinché non arrechino danno alla collettività. Ma affinché il danno provocato – come nel suo caso – da un tratto di strada sconnesso possa essere risarcibile, occorre che tale “insidia” non fosse visibile e non fosse prevedibile. Se ad esempio quel settore di strada dissestato fosse stato oggetto di lavori in corso, magari transennato o comunque il danno all’asfalto fosse stato segnalato in qualche modo, oppure se esso si trovasse vicino a casa sua e lei fosse già passata di lì notando l’asfalto sconnesso, difficilmente le potrebbe essere riconosciuto un risarcimento. Diverso è se si tratta di una strada in una zona dove lei non passa abitualmente, e se magari l’ora crepuscolare o notturna in cui è caduta avesse reso pressoché invisibile il punto di sconnessione, oppure se il tratto di strada fosse stato ricoperto da pavé ed una delle mattonelle si fosse mossa al suo passaggio, facendola in tal modo cadere. Tenga presente, a titolo di esempio, che se le fosse capitato di cadere durante o dopo una nevicata improvvisa, magari indossando calzature non appropriate, altrettanto difficilmente le potrebbe essere concesso un risarcimento, in quanto le condizioni atmosferiche avverse avrebbero reso “prevedibili” eventuali insidie lungo il percorso, con ciò annullando sostanzialmente uno dei requisiti fondamentali. Quanto al “caso fortuito”, che annulla la responsabilità del custode e in questo caso del Comune, esso potrebbe essere ad esempio individuato in un’autovettura che, a causa di un guasto, perde olio lungo la strada giusto nel momento in cui il pedone attraversa; in tale caso è evidente che l’Ente non avrebbe potuto fare nulla per evitare il danno. La Pubblica Amministrazione è obbligata a conservare in buono stato di manutenzione le strade e i marciapiedi, ma gli utenti che li percorrono sono tenuti alle regole di cautela e di diligenza nell’utilizzarli. Ultima cosa: se dovesse accadere un evento del genere, è fondamentale richiedere l’intervento della Polizia Municipale affinché rilevi l’accaduto, possa documentare l’eventuale situazione di pericolo in cui si è incorsi e comunichi al Comune la necessità di porre rimedio per evitare ulteriori danni.

Per contattare l’Avvocato:  avv.rosazambianchi@libero.it

(Settembre 2016)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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