Dimissioni nel Mu5 del consigliere Barba, cambi di casacca di Celestino e Silva nel Mu4

Novità nei gruppi consiliari del Municipio 4 e 5. Giuseppe Barba (Pd) che alle elezioni del 2016 era stato il secondo consigliere più votato nel Municipio 5, con circa 500 preferenze, ha annunciato nella seduta

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Novità nei gruppi consiliari del Municipio 4 e 5. Giuseppe Barba (Pd) che alle elezioni del 2016 era stato il secondo consigliere più votato nel Municipio 5, con circa 500 preferenze, ha annunciato nella seduta del Consiglio del 19 novembre le sue dimissioni, «per impegni lavorativi sempre più pressanti che mi impediscono di ricoprire adeguatamente il ruolo per il quale sono stato eletto» ha affermato. Le dimissioni, efficaci da fine dicembre, saranno surrogate dal primo non eletto del gruppo del Pd, che risulta essere Elena De Vecchi, che pare non essere intenzionata a entrare in Consiglio. In questo caso sarebbe chiamata Michela Verardi.

Più politicamente ingarbugliata la situazione nel Municipio 4, poiché si tratta di cambi di partito all’interno della maggioranza che hanno già portato al ritiro delle deleghe all’assessore a Sicurezza e Cultura Pietro Celestino di Forza Italia (passate alla consigliera Elisabetta Carattoni, sempre di Forza Italia). Questi, insieme al consigliere Vidal Silva, sono passati dal partito di Berlusconi a Fratelli d’Italia, annunciando il cambio di casacca con un video sui social a fine novembre, insieme alla senatrice Daniela Santanché e poi, ufficialmente, nel consiglio di Municipio 4 del 19 dicembre.

Uscite anche all’interno del gruppo del Pd del Municipio 4. La consigliera Stefania Aleni a ottobre ha lasciato il gruppo del Pd per passare al gruppo Misto, come esponente di Italia Viva.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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