È in distribuzione il numero di luglio di Milanosud

Da martedì 9 luglio è in distribuzione l’ultimo numero prima delle vacanze estive di Milanosud. La prima pagina apre con l’editoriale di Piero Pantucci “Cappello in mano e cappello in testa” dedicato alla nostra politica

Da martedì 9 luglio è in distribuzione l’ultimo numero prima delle vacanze estive di Milanosud. La prima pagina apre con l’editoriale di Piero Pantucci “Cappello in mano e cappello in testa” dedicato alla nostra politica europea, e con tre servizi: sulla drammatica situazione rifiuti a Gratosoglio, sulla questione del ricorso al Tar di Musicopoli che non vuole lasciare il Ringhiera e sul progetto della pista ciclabile lungo l’Alzaia, il cui avvio dei lavori è previsto per l’anno prossimo.

All’interno del giornale, tra gli altri ci sono articoli  sull’incontro sulla sicurezza, organizzato dalla social street Gratosoglio, Basmetto e dintorni; la proposta di riaprire la Conca di Viarenna degli Amici dei Navigli, un servizio sulla nuova tariffazione di Atm al via dal 15 luglio; il punto sul progetto “Gratosoglio Area Verde” vincitore del Bilancio partecipativo di due anni fa ma ancora fermo; l’intervista a un sindacalista dello Spi sugli effetti del Reddito di cittadinanza e Quota 100; i cambiamenti previsti nel Sud Milano con l’assegnazione delle Olimpiadi invernali; l’intervista a Luisa Rizzitelli sulle discriminazioni di genere nello sport; l’anticipazione dei contenuti del progetto di Milanosud, che parteciperà al prossimo bando dei quartieri.

Seguono le pagine dedicate all’Associazione, con le gite d’autunno, ai Giovani Redattori Stranieri – con articoli su appuntamenti, scuole, incontri e mostre –  alle lettere alla redazione, alle rubriche di musica, gite, sugli adolescenti e di racconti; l’agenda eventi e, per questo numero che precede la pausa estiva, i consigli di lettura sotto l’ombrellone.

Buona lettura!

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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