“Don’t look up”, commedia ambientale dal cast stellare

Parlare di ambiente e ambientalismo non è mai facile senza cadere nella retorica, negli slogan e nella lunga – e purtroppo sterile – denuncia delle minacce a cui è sottoposto il mondo moderno.Eppure c’è chi

Parlare di ambiente e ambientalismo non è mai facile senza cadere nella retorica, negli slogan e nella lunga – e purtroppo sterile – denuncia delle minacce a cui è sottoposto il mondo moderno.

Eppure c’è chi decide di farlo in una sola commedia, che mette al centro le responsabilità della politica come delle persone, sempre più dedite a prendere per oro colato tutto ciò che viene vomitato in tempo reale dai social e dai talk show.

Perché questo è il succo di un problema, che si acuisce all’indomani della scoperta di una cometa della grandezza di quasi 10 km che impatterà sulla Terra entro sei mesi e di cui l’équipe di studiosi capitanati da un Di Caprio leggermente imbolsito e lontano dal fascino giovanile di Jack Dawson (in “Titanic”), dovrà fare fronte scontrandosi con la presidenza degli Usa e i gruppi lobbistici al seguito che vorrebbero trarne un vantaggio, anche da una situazione tragicamente cruciale come questa.

Un film tra paradosso e denuncia

Tutto qui direste voi? Arriverà un nuovo eroe in stile Armageddon a salvarci? Lo scopriremo nel corso di quasi due ore e un quarto, dove a farla da padrone, per una volta tanto, non è la faccia del belloccio o del fustacchione di turno, ma uno script fatto di “paradosso” e denuncia delle malefatte e della malafede di chi comanda il mondo e non muove un dito, se non per un tornaconto che rimane solo personale e all’interno di una logica di profitto.

Salvezza del mondo e caccia alle streghe

Mentre i giovani sono in pena per la crisi esistenziale di una pop star e dove la salvezza del mondo si gioca fra due esili slogan di una nuova campagna elettorale presidenziale. Fra chi invita a “guardare in alto” e chi invece impone di fare il contrario pensando, dando voce al complottismo, che la scienza sia solo fatta di falsità degne di un’epoca di caccia alle streghe.

Satira stile Mel Brooks

La forza di “Don’t look Up” è questa. Il saper parlare di catastrofe, senza disfattismo e sfoggiando una satira talmente tagliente da non risultare demenziale o paradossale come un vecchio film in stile Mel Brooks. Si ride e si ironizza facilmente, ma solo per sdrammatizzare su eventi che potrebbero diventare catastrofici nel nostro mondo reale. Senza dimenticarsi di tirare una gomitata ai principali esponenti di un capitalismo e consumismo sfrenato, principali fautori del degrado ambientale e sfruttamento della biosfera.A

Attori di primordine e risate amare

Meglio di un normale documentario troppo didattico e formale, la commedia di Adam McKay vanta attori di primordine, come l’accoppiata inedita di un Di Caprio maturo assieme alla ricercatrice Jennifer Lawrence e di due donne di classe in ruoli carismatici, come Cate Blanchett, giornalista di successo, e Meryl Streep, presidente degli Stati Uniti d’America.

Un bel campanello d’allarme per affrontare la crisi climatica fuori dai soliti schemi. Magari sorridendo. Ma restano comunque risate amare.

Il trailer: https://youtu.be/DhYXSqz8H-o 

 

 

 

Laureatosi nel 2001 al Dams è attualmente impegnato nel settore commerciale e logistico Italia / Estero. Teamplayer e rivendicatore della libertà di espressione fra Politica, Musica e Spettacolo. Sogna una nuova Nouvelle Vague da ricreare a Milano ascoltando una vecchia canzone anni '80 e un goal del... Milan! Citazione preferita: "Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte" (F. Truffaut).

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