Dopo la notte del falò in via Gola: al degrado e all’illegalità si risponde con la riqualificazione del quartiere

"Via Gola: 689 alloggi Aler, di cui 237 occupati abusivamente e altri non assegnabili per ragioni varie". I numeri provengono dall'assessore regionale alle Politiche sociali. abitative e disabilità, il leghista Stefano Bolognini,  in un'intervista al

, Dopo la notte del falò in via Gola: al degrado e all’illegalità si risponde con la riqualificazione del quartiere

“Via Gola: 689 alloggi Aler, di cui 237 occupati abusivamente e altri non assegnabili per ragioni varie”. I numeri provengono dall’assessore regionale alle Politiche sociali. abitative e disabilità, il leghista Stefano Bolognini,  in un’intervista al Corriere del 3 gennaio. Una situazione che richiede “operazioni molto complesse, che coinvolgono politiche abitative, ordine pubblico, assistenza sociale e altre forme di progettazione”.   Tuttavia in un post dello stesso giorno scrive: “I problemi di via Gola sono tanti, li possiamo risolvere lavorando tutti insieme Regione, Comune e Istituzioni. Cominciando a condannare sempre senza se e senza ma tutte le occupazioni abusive a partire dai delinquenti del centro sociale. Voi cosa ne pensate?

Certo, è necessario che intervengano tutte le istituzioni interessate e che ci sia una “convergenza di tanti interventi di natura diversa” per risanare lo stato disastroso in cui versano i caseggiati popolari dell’Aler.  Certo, magari prima di tutto allontanando spacciatori e pregiudicati per furti e rapine che da decenni tengono in scacco il quartiere, mettendo in sicurezza gli alloggi vuoti riassegnandoli subito, agendo sul mix sociale inserendo anche forme di housing studentesco.

No, per Bolognini non sono i decenni di abbandono, la mancanza di ogni forma di manutenzione ordinaria e straordinaria delle case, l’assenza di presidio  da parte delle istituzioni, da cui si deve  partire. No, si deve partire “dai delinquenti del centro sociale”, ossia dai militanti  dello Spazio Comune  Cuore in gola riprendendo le dichiarazioni dell’assessore regionale alla sicurezza Riccardo De Corato di FdI, che non ha mostrato alcun dubbio fin da subito: sono loro ad aver messo a ferro e fuoco via Gola e via Pichi la notte del 31 dicembre.

Eppure il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco non fece menzione dei dissidenti quando riportò sulla propria pagina Facebook “Ci hanno accerchiato….tirato bottiglie e rubato le chiavi dell’autopompa, non permettendoci di fare il nostro lavoro…  Via Gola Milano. Solo l’intervento delle Volanti della PS e una Botte a supporto ci ha permesso di spegnere l”incendio di rifiuti buttati in mezzo alla strada. subito dopo la mezzanotte”.

Anche la polizia quando riferì le modalità dell’incendio, non si pronunciò sulle responsabilità escludendo inoltre azioni di anarchici e antagonisti. E a 8 giorni di distanza non  sono state prese misure cautelative contro i piromani nonché aggressori, purtroppo ancora sconosciuti. Il fascicolo d’inchiesta è stato aperto, Procura e Digos lavorano per dare un nome ai protagonisti delle violenze di Capodanno. Di cui il più grave è il furto delle chiavi dell’autobotte, che ha costretto a far intervenire la polizia e altri mezzi dal comando di via Messina per spegnere  l’incendio appiccato a un cumulo di rifiuti. Ci sono diversi video che girano sui social network che mostrano i teppisti che lanciano oggetti contro un vigile del fuoco, che lo  insultano più volte mentre è intento a spegnere l’incendio, che mostrano pistole finte in mano. Quindi entro pochi giorni saranno individuati  i responsabili e perseguiti.

Ebbene, le risposte al quesito dell’assessore regionale con delega alle Politiche sociali e alla Casa?

La prima risposta è giunta dall’assessore comunale alle Politiche abitative, Gabriele Rabaiotti, che ha ricordato che “le case sono della Regione, e finché non decide di rimettere mano al patrimonio immobiliare, noi non possiamo fare niente” Aggiungendo ovviamente che “siamo disponibili a intervenire, ma serve un piano congiunto”.

La risposta più significativa ed energica proviene invece dai presidi sociali attivi in via Gola, via Pichi e via Borsi che da anni promuovono e organizzano la convivenza nel quartiere. “Al degrado e all’illegalità di via Gola si risponde con la riqualificazione del quartiere”.

“I gravi fatti accaduti la notte di Capodanno in via Gola e in via Pichi – si legge in una lettera di Spazio Aperto Servizi, Occupiamoci di via Gola, Amapola, Bei Navigli MuMi Ecomuseo Milano Sud, Fondazione Elio Quercioli, La Casa delle Artiste, La Grande Fabbrica delle Parole – sono soltanto l’ultimo episodio di degrado e illegalità non più tollerabili. Nell’esprimere la nostra più totale solidarietà ai vigili del fuoco vittime di questo vile gesto, con altrettanta forza chiediamo che i responsabili siano individuati e perseguiti”.

“Quello che chiediamo – scrivono le associazioni – è la condivisione di una road map che preveda: innanzitutto la sottoscrizione di un protocollo tra istituzioni e organizzazioni sociali nel quale sancire i reciproci impegni per la rigenerazione del quartiere di edilizia pubblica di via Gola, via Pichi e via Borsi; poi la progettazione degli interventi di manutenzione straordinaria e delle azioni di accompagnamento alla riqualificazione delle case e degli spazi comuni con la collaborazione dei cittadini e dei presidi sociali del quartiere; la realizzazione della riqualificazione del quartiere, garantendo informazione e accountability su modi, tempi e impatti dei cantieri; infine l’avvio della gestione del nuovo quartiere in condizione di mix sociale e abitativo e la promozione di nuove attività culturali e sociali”.

Infine ribadiscono alle istituzioni  “la necessità di un progetto di riqualificazione ragionevole e sostenibile, in grado di preservare la natura pubblica degli immobili e la destinazione di edilizia sociale/popolare. Un progetto capace di contrastare ogni fenomeno criminale e al contempo di valorizzare le importanti risorse sociali come opportunità di promuovere uno sviluppo delle forme di collaborazione e compartecipazione degli abitanti, nella logica di contribuire ciascuno e insieme a migliorare la convivenza e la qualità della vita. Condividere un progetto complessivo di rigenerazione del quartiere consapevoli che questa potrà essere la soluzione efficace e duratura ai problemi che da troppo tempo impattano sulla vita delle persone”. 

Qui il testo completo Al degrado di via Gola rispondiamo così

Rai tre. Estratto da Buongiorno Regione, un servizio di buon senso su Via Gola della tv pubblica (da pagina FB di Occupiamoci di via Gola)

Rai tre. Estratto con servizio su Via Gola e…noi

Pubblicato da Roberto Rivolta su Mercoledì 8 gennaio 2020

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

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